Robot Jox : bravi. Peccato avevate le pezze al culo

tumblr_n9bxc811xy1qb4vlco1_1280All’inizio ho visto PACIFIC RIM e mi sono divertito tanto. Maurizio, seduto accanto a me, si rovesciò la birra addosso almeno tre volte, e ciò stava ad indicare che per i nostri standard quello fosse un film molto ma molto buono.
C’erano i robot grossi che si menavano da subito, e quando lo facevano spaccavano tutto lo spaccabile. Capirete che per due quarantenni medi tutto ciò rappresentasse il massimo della vita.
Poi mi è venuta la curiosità e ho visto ROBOT JOX. Un film che al tempo non vidi ma che mi ricordavo scientificamente progettato per far leva sul ragazzo anniottantaro di allora, e quindi sul ragazzo anniottantaro che alberga in ognuno di noi matusa adesso.
Quel ragazzo interiore che ha dato l’imprinting alla nostra personalità e ci spinge a sbellicarci per l’umorismo cheap, esaltarci di fronte a qualcosa che prende fuoco, ritenere i dinosauri delle creature SEMPRE interessanti e, sì, avere un desiderio innato di vedere giganteschi robot che combattono fino alla morte. Anche la “X” del titolo di ROBOT JOX è come gettare un barilotto di rum al bucaniere adolescente che alberga nella nostra zucca. Lo sanno tutti benissimo che i ragazzi anniottantari non possono resistere alle parole che terminano con la lettera “X”. Esiste proprio un collegato nella loro corteccia cerebrale tra la lettera e un’emozione ben precisa.
Allora “colpisci e spara” baby. Entriamo in azione.

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Nel 1989, il mondo si stava ancora godendo i film di fantascienza e dell’orrore. Se li godeva al cinema riempiendo le sale di brufolosi esaltati ( io e, molto probabilmente, TU, caro lettore incauto) a se li godeva anche a casa, in formato VHS e non Betamax, perché i nostri genitori ritenevano impossibile che una migliore commercializzazione avrebbe mai vinto sulla indiscutibile qualità di un prodotto (credici!).
Il regista Stuart Gordon era bravo nel suo lavoro. Aveva firmato diversi film di genere horror che avevano segnato la psiche degli adolescenti negli anni ’80, tipo RE-ANIMATOR e FROM BEYOND, e a un certo punto, sul finire del decennio, ti tirò fuori dal cilindro questo film di robottoni che combattono e che, per carità, era zeppo di buone idee e buone intenzioni ma proprio mancava di un budget che potesse sostenerlo adeguatamente.

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Daje! Spinotto RGB contro spinotto RGB

Allora, si comincia dicendo che la terra è stata distrutta da una gigantesca guerra atomica e il futuro ordine mondiale dell’umanità è costituito di due grosse fazioni perennemente in lotta tra loro, la confederazione siberiana e il mercato americano (leggasi pure come il classico USA contro URSS).
Tuttavia adesso, invece di buttarsi addosso tonnellate di missili, risolvono i loro contenziosi nell’ambito di speciali “giochi”, dove dei piloti controllano giganteschi robot armati chiamati JOX che si scontrano per la gestione del territorio. Il possesso dell’Alaska sarà combattuto da due dei migliori piloti: il coscienzioso Achille per gli americani e lo spietato e sanguinario Alexander per i russi.

 

Achille dovrà sopravvivere alla sua difficile battaglia nonostante un’insospettabile traditore stia passando ai russi tutti i segreti tattici del suo JOX, e dei nuovi piloti creati geneticamente e troppo simili ai Power Rangers vogliano usurpargli il posto.

Della serie: io americano ti faccio il dito e tu italiano credi che sia un furbo

Della serie: io americano ti faccio il dito e tu italiano credi che sia un furbo

Allora chiariamoci, ‘sto film non mi è dispiaciuto ma va valutato per quello che è: una poverata pazzasca. Se pur stereotipate e saldamente ancorate a quel periodo storico, non mancano idee e buona volontà, il problema sono proprio i soldi, e stranamente il suo punto di estrema debolezza sono le scene in presa diretta dove i robot non combattono.
C’è proprio una povertà estrema sia nel design dei locali che nei costumi dei protagonisti, e tutto, DICO TUTTO, è filmato all’insegna del risparmio clamorosissimamente clamoroso.
C’è pure una invasiva pubblicità della PRENATAL, messa lì per fare cassa, che ti spunta fuori quando meno te lo aspetti e…Via corridori, rompe decisamente i chitarrini.

Datece i sordi

Datece i sordi

Anche se l’azione non è memorabile, il disegn dei robot è invece molto efficace, e tutte le parti in stop-motion dove i giganteschi JOX se le danno sono quelle più riuscite. Ci sono ‘sti robot che si tirano addosso di tutto, dalle cannonate laser ai pugni atomici, c’è pure un LOLLOSO tentativo di stupro robotico con una motosega meccanica rigorosamente da vedere.

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E ‘mo vaglielo a dire che c’avevi il mal di testa

Però, ecco, il resto del film è decisamente una reliquia degli anni ’80. Una parodia della guerra fredda molto statica con personaggi stereotipati e cliché nella trama.
L’unica vera scena sorprendente del film consiste nell’impagabile EPIC FAIL dove il nostro eroe cerca di salvare la folla sulle gradinate da un pugno atomico sparato erronamente dal suo avversario. Decide di fare scudo con il suo robot, e invece la botta fa cadere sulle gradinate direttamente lui. In un colpo solo fa fuori più di 300 vite innocenti.

Il cattivone è proprio PERFIDISSIMO ma ciò non impedisce di condurre lo spettatore al finale più cheap della storia del cinema anniottantaro, che è talmente cheap che non ve lo sto neanche a raccontare.
Però posso dire che a un certo punto si vede un bel culo, e questo contribuisce sempre a dare quella mezza stellina in più durante una valutazione tutto sommato abbastanza scadende.

La mezza stellina

La mezza stellina

Dalla visione di questo film si possono trarre le seguenti conclusioni:

1) “Colpisci e spara” significa buona fortuna
2) Le cicatrici sulla faccia di Achille cambiano posizione, dimensioni e forma, manco si fosse in un film di Mel Brooks.
3) Gli effetti speciali belli hanno i fili ben visibili.

ARIdatece i sordi

ARIdatece i sordi

E adesso, prima di salutarci, un’interessante carrellata di foto direttamente dal set. Godetene che sono belle.

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Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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