La sanguinosissima guerra del retrogaming 3: Per vincere ci vuole un buon stratega

TEMPO DI LETTURA: 13 minuti

[1. Per vincere grandi battaglie ci vogliono grandi eroi]
[2. Per vincere ci vogliono truppe addestrate]
[4. Per vincere bisogna epurare i traditori]

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Fine marzo, una delle ultime sere uggiose di una primavera che non ne vuol sapere di cominciare. Marco Costa sta fissando la strada già da un quarto d’ora quando finalmente la Dacia Duster di Simone Izzo spunta da dietro l’angolo, bucando le tenebre incipienti con i suoi anabbaglianti allo xeno.
La macchina si accosta al marciapiede e Marco apre la portiera per fiondarsi all’interno.

«Ma dove cazzo eri finito? È un quarto d’ora che ti aspetto sotto la pioggia come un cretino.»
«Scusa. Ho dovuto fare il giro largo.»
Con la coda dell’occhio, Marco percepisce del movimento alle spalle di Simone. Sdraiato sul sedile posteriore c’è qualcuno. Allunga il collo oltre i sedili e vede un ragazzo con un’imbarazzante falda emo e le cuffiette dell’iPod alle orecchie. Sta facendo air drumming. «Ciao Bro’. Io so’ Jonata» gli dice mostrando il palmo della mano e tornando a mimare l’assolo di batteria. Ha gli occhi schermati da occhiali scuri che lo fanno assomigliare ad una grossa mosca.
«E questo qui chi cazzo sarebbe?»
«È il nuovo redattore. Quello che il capo ha scelto dopo i colloqui della settimana scorsa. Sono dovuto passare a prendere prima lui.»

«Ah. Che meraviglia. Quindi stasera riunione al gran completo, eh!? Spero almeno che ne valga la pena. E come ti sembra il novellino? » Il mento di Marco ammicca impercettibilmente il tafano annidato sui sedili posteriori.
« Mmmh. Mi sembra come sembra a te. L’ho caricato in macchina che aveva già le cuffiette. Mi ha detto “Ciao Bro’. Io so’ Jonata.” e si è buttato sui sedili. Nient’altro.»
«Fantastico!» esclama Marco. «Come se non bastasse il Milan che ha fatto schifo nel posticipo, ci voleva pure di fare la balia a una matricola e la riunione in una serata di merda come questa. Ché poi cosa stiamo andando a fare? Io mica l’ho capito!? »
«Non lo so di preciso. Al telefono il capo sembrava agitato. Ha detto di raggiungerlo subito in sede che doveva farci vedere una cosa molto importante.»

Sotto una pioggerella fitta e continua, la Dacia imbocca viale Ca’granda e si ferma posteggiando davanti al pesante cancello d’ingresso di un grosso condominio popolare.
Simone Izzo si sporge sopra il volante, ammirando attraverso il parabrezza la triste incombenza di quel mastodonte di cemento alto 7 piani. «Uff…E pensare che stasera avevo anche il corso di latino-americano.» dichiara affranto. « Vabbè và. Saliamo in sede. Non fosse altro che quel posto mi mette una tristezza…»
« In effetti è proprio uno schifo. Buio, tetro, abbandonato a sé stesso. Il capo proprio non ne vuol sapere di dargli una rassettata, eh?! » domanda retoricamente Marco.
« Io mi riferivo a sua nonna che c’è morta dentro. Delle volte guardo per terra e mi pare di essere sulla scena di un delitto. Quelle dannate mattonelle colorate sono come vedere la sagoma della vecchia disegnata sul pavimento con un gessetto.»
« Cosa? Vuoi dire che là dentro c’è morta la nonna del capo? E quando è successo? »
« Beh, saranno ormai un paio d’anni. L’appartamento era suo. Hai notato che in salotto ci sono delle mattonelle di un colore più chiaro? Ecco. È schiattata proprio lì »
« Nooo. Sul serio?! E come? »
« Eh, bella domanda. È stata BARBARA BOUCHET »
« Ma che cazzo dici? »
« Te lo spiego dopo. Adesso andiamo che è tardi. Lo sai che il capo non tollera ritardi. » Così dicendo Simone allunga il braccio e strattona i jeans del passeggero sui sedili posteriori. « OÈ JONATA! Siamo arrivati. Scendi che si va in redazione! »
Jonata si solleva seduto interrompendo il suo concerto immaginario e fa un gesto di approvazione con entrambi i pollici, dopodiché, senza togliersi le cuffiete dalle orecchie, apre lo sportello posteriore e si precipita dietro gli altri due che stanno già correndo verso l’ampio portone a vetri del palazzo.

Sul citofono, Simone preme il pulsante con su scritto “BUCCIA”.
« Sì? » risponde una voce gracchiante e un po’ nasale.
« Capo, siamo noi. Siamo venuti per la riunione »
« Lo so bene che voi siete voi. Che vi credete? Non sono mica rincoglionito?! Forza, prendete un bel respiro e salite alla svelta. L’ascensore tanto non va. »

Sei piani di scale e qualche imprecazione dopo, i tre entrano finalmente nella sede della redazione di REBOOT RETRO. Li attende un ambiente spartano, poco illuminato, dove la sala riunioni della redazione è ricavata nel salotto buono di una pensionata morta in circostanze dubbie, e un ampio tavolo circondato da qualche sedia metallica presa all’IKEA rappresenta il top dell’arredamento. »

« Dov’è il capo? » Domanda Simone dandosi una rapida occhiata intorno. « Boh? » Risponde Marco. « Toh! Sul tavolo c’è anche il videoproittore. Stasera il boss ha proprio intenzioni serie. » E così dicendo si lascia cadere a peso morto sulla sedia più vicina.

Anche Simone lo imita e vorrebbe invitare il novellino a fare lo stesso, ma non fa in tempo a voltarsi per dirglielo che lo trova già seduto con le gambe distese e i piedi poggiati sul tavolo. Sempre con le cuffiette nelle orecchie e in piena trance musicale, Jonata sta ora facendo finta di cantare una canzone. Sembra proprio un moscone intento a saggiare un’immaginaria zotta di sterco.

« Ma tu guardalo…» dice dando di gomito al suo collega. L’altro però non lo ascolta. Non ha potuto fare a meno di notare che sul pavimento del salotto c’è un’ampia zona in cui le mattonelle hanno VERAMENTE un colore diverso, e ricordandosi di quanto detto prima, risponde al suo amico con un’altra domanda:

« Allora è lì che è successo? Dai. Adesso dimmi la verità. Com’è che è morta veramente la vecchia? »
« Te l’ho detto! Per colpa di Barbara Bouchet »
« Seee. Dai Simo. Non mi prendere per il culo »
« Ti spiego. La nonna del capo era una vedova sessantaquattrenne piuttosto in carne. Una di quelle floride vecchine che passano metà giornata in cucina e l’altra davanti alla D’eusanio. Era un donnone di circa un metro e sessanta che andava intorno ai 100 chili abbondanti, mica pizza e fichi!? Un giorno, nessuno sa il perché, le salta in testa il grillo di dimagrire, e che fa? Si fa prestare da un’altra vegliarda sua amica uno di quei corsi di aerobica che andavano tanto negli anni ottanta. Quelli che davano in allegato con “Sorrisi e Canzoni”. Ricordi? Quelli che faceva Barbara Bouchet! »
« Oh cazzo! Mi ricordo sì! A quel tempo tutte le donne volevano fare aerobica. La faceva anche mia sorella! »
« Appunto. Allora succede che la vecchia riapre l’armadio pieno di tarme e si inguaina in una tutina in triacetato, si infila la fascetta di spugna e rimette in funzione il suo lettore VHS di quei tempi. Fa spazio in salotto e si piazza proprio davanti alla televisione, pronta a dare il meglio di sé per il corso di aerobica. »
« Fantastica la nonnina. E poi? »
« Eh…E che è successo…È successo che Barbara saltava su e giù con le sue chiappe sode e anche la vecchia saltava su e giù. Salta una volta, salta due volte, saltane tre. C’era un tubo che perdeva sotto il pavimento e tutto il solaio era marcito. La vecchia ha sfondato tutto ed è precipitata al piano di sotto, schiantandosi in un mucchio di detriti e triacetato. È morta sul colpo, porella. »

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« No. Ma dai!»
« Giuro che andata così. Certo. In realtà è morta al piano di sotto, però diciamo che l’atto di morire è cominciato proprio lì, dove ci sono le mattonelle nuove » e con il dito ammicca la zona del pavimento che separa il muro spoglio dal videoproiettore sistemato all’estremità del tavolo.

SLAM!

Una porta si chiude sbattendo e i tre redattori sobbalzano sulle loro sedie.
È lui. È Il capo che sta facendo il suo ingresso in sala. Adriano Buccia, mai come in quel momento rassomigliante al Ron Jeremy/Maradona di “Cicciolina e Moana ai Mondiali”, avanza al piccolo trotto, con l’incedere fatale e inarrestabile di un piccolo Tsunami.

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Tiene in mano il suo portatile aperto e si dirige al videoproiettore per collegarlo. La sua comparsa corrisponde ad un simultaneo scatto in piedi di tutta la redazione, Jonata compreso, che per puro spirito di imitazione si drizza talmente alla svelta da farsi volar via gli enormi occhiali da sopra il naso. Con un gesto impacciato li recupera al volo depositandoli sul tavolo.
« Signori. Suppongo che tutti vi stiate chiedendo perché vi ho convocato qui stasera, giusto? »
Nella sala non vola una mosca e nessuno ha il coraggio di rispondere.
« ALLORA? Vi si è seccata la lingua o i vostri padri usavano il badile per spingervi sull’altalena? Rispondete cazzo! »
« S-sì, capo. Ci dica il motivo di questa improvvisa riunione. » Balbetta Simone Izzo preso in contropiede.
Adriano si guarda velocemente intorno gonfiandosi il petto come un gallo nel pollaio. Poi annuncia: « Ho avuto un’epifania signori miei, e come l’ho avuta io voglio che l’abbiate anche voi. Come ben sapete le file dei nostri nemici giurati, quei fottuti di RETRO UNIVERSE, continuano ad ingrossarsi. Al momento il loro gruppo di facebook conta più di 1300 membri ed è in continua crescita. Di contro, noi siamo fossilizzati sulle nostre posizioni, e anzi, recediamo utenti, ma da oggi si cambia. Da oggi c’è una nuova speranza di rivincita e voglio che la vediate anche voi, qui, adesso. »
Marco Costa ha un’improvvisa quanto sconveniente impennata d’orgoglio: « Via capo, le cose non vanno poi così male. Abbiamo avuto qualche utente disiscritto ma credo che sia fisiologico visto che non abbiamo più fatto tanti aggiorn…»
« TU MARCO SEI SULL’ORLO DI UN BURRONE CON I PATTINI DURANTE UN TERREMOTO, lo sai questo vero? Adesso tappati la bocca e guarda il video. Guardatelo tutti, e con attenzione. I commenti li faremo dopo »
Adriano spegne la luce e fa partire il proiettore. Sulla parete bianca davanti al tavolo, i redattori assistono a questo filmato:

 « BENE! » esclama Adriano riaccendendo la luce. « Adesso ditemi quale sono le vostre impressioni »

Marco Costa ha un’espressione in volto tra il ribrezzo e la disperazione. Si drizza in piedi puntando il dito contro il videoproiettore. « Io dico che in rete ormai c’è pieno di morti di figa. A questo punto siamo arrivati?! Ora basta mettersi con le tette in mostra e le gambe aperte a dire due cazzate sul mondo nerd, e va bene così? Ché poi alcuni di quei termini non li avevo mai sentiti prima! Per me quella è una figlia di papà che si sta improvvisando alla ricerca di “like”, e ‘sta cosa mi fa pure incazzare. »
«NO, ASPETTA! Non la demonizzare» si sovrappone Simone Izzo. « Non è così male in fondo. Il video è fatto molto bene. Lei è carinissima e pimpante, poverina, ce la sta mettendo tutta per fare una bella cosa e tu la riduci tutta a una questione di sesso? A me è piacuto e lei è fortissima. »
« Ma che cazzo stai dicendo, Simo? Ti sei bevuto il cervello? Dai che quella addrizza le banane col culo, si capisce benissimo! »
« Non parlare così di lei! È veramente una nerd. È appassionata di videogiochi, partecipa anche ai videogames party, presenta i tornei…»
«Ah, adesso salta fuori che la conosci pure?! Ma non mi dire. E cos’altro dovrei sapere? Non ti farai mica le seghe seguendola su twitter vero? »

«BASTA!»  La voce tonante di Adriano risuona per tutta la stanza e i redattori sono richiamati all’ordine. « Voi due siete una matrioska di delusione. Possibile che nessuno abbia afferrato il punto? Che succede in questa redazione? Fate tutti da cavie per le medicine sperimentali? Questa signorina sembrerà anche zoccola ma è molto intelligente e ha capito tutto. È riuscita a fare centro là dove voi annaspate da troppo tempo. Tutto quello che avete visto in quel video è studiato a tavolino. Preparato con dovizia per sollecitare i più bassi istinti dello spettatore, e per farvelo capire meglio ho preparato delle clip. Forza, ricomponetevi e aprite bene occhi e orecchie. » Detto questo, Adriano spegne nuovamente la luce.

Tette

Oplà, tette.

Mentre le clip vengono proiettate, Adriano commenta nel buio della sala. « Tutto il video è disseminato di ammicchi sessuali ad intervalli regolari. Già dopo 10 secondi lo spettatore si trova in faccia le zinne della signorina e non occorre che mi diciate cosa vi piacerebbe infilare in quella “Y” della felicità perché già lo so»

gambe large

Oplà. Gambe spracche.

«Dopo 30 secondi assistiamo al panorama infra-cosce, con annesso numero di intreccio gambe in scioltezza, tanto per far capire a tutti le capacità atletiche della signorina. Da questo momento in avanti, qualunque maschio medio SANO e in età da riproduzione non potrà fare a meno di osservala senza pensare a tutte le plastiche figure che potrebbe praticare con un attrezzo ginnico del genere»

Lesbian

Lesbian

« Dopo 84 secondi è il momento di un neanche tanto velato ammicco alla sua dubbia sessualità. Tutto questo per ingraziarsi, oltre che al pubblico maschile che si sta già strizzando la patta valutando le dimensioni della propria nerchia, anche quello femminile con inclinazioni lesbo. In questo modo la forbice del gradimento si allarga e la probabilità di acquistare qualche “like” in più cresce con la libido di tutta la platea.»

Sex Gym

Sexy Gym

«Al 145° secondo assistiamo nuovamente ad un’altra performance ginnica della miss. Chi aveva qualche dubbio a riguardo, adesso sa perfettamente che la signorina ha la piena capacità di fare dei veri e propri numeri di magia. Facendo scomparire la verga di chiunque in molteplici configurazioni»

Lotta nel fango

Lotta nel fango

« Al secondo 164 c’è la lotta nel fango. Una scena fatta apposta per solleticare la fantasia dell’homo erectus come la sua fava, riportandolo in una dimensione di primordi lontanissima dall’ambiente lindo e asettico dove il video si sta svolgendo. Lo spettatore si immagina una vasca di liquami e sozzerie dove la nostra protagonista combatte con una sua pari per guadagnarsi il diritto all’accoppiamento col maschio alfa. Niente di più basilare che far leva sull’istinto di sopravvivenza e di riproduzione può far guadagnare una manciata di “like” in più.»

Fetish

Fetish

«Ed ecco il gran finale che conferma una volta ancora la superiorità intellettiva di questa ragazza. Dopo tutti gli ammicchi al pubblico etero e homo, si poteva rinunciare a una veloce incursione nel fetish? Nossignori. E infatti eccola lì, con la bocca spalancata che muove vorticosamente le dita dei piedi sul joypad, titillando insieme ai piccoli joystick anche le fantasia dei tanti estimatori del bel piede»

A questo punto Adriano accende la luce e spegne il videoproiettore. Sei paia d’occhi lo fissano increduli. Solo quelli di Marco Costa appaiono ardere in una qualche sorta di contrarietà, ma potrebbe essere benissimo il pensiero che sulla panchina del Milan sta sedendo Seedorf anzichè Allegri.

« Avete capito? Il messaggio è arrivato chiaramente a tutti? Pensateci bene. Da chi è composto il pubblico dei retrogamer? Da vecchi NERD con un enorme bagaglio di nostalgia. Da giovani bimbiminkia disposti a tutto pur di emergere e pavoneggiarsi della loro presunta esperienza nel campo, anche se su quel campo si giocava quando loro erano ancora negli scroti dei loro padri. Da collezionisti compulsivi che desiderano ammucchiare beni di consumo emozionale. Da gente che non sa come spendere il sacco di soldi che ha e giudica LE VIBRAZIONI un grandissimo gruppo rock. INSOMMA SIGNORI, il pubblico retro è composto da persone che per una figa giovane e seminuda si farebbero amputare un piede, assolutamente NON una mano perché serve per usare la tastiera e farsi le seghe.»
Marco Costa anche stavolta non si trattiene ed ha un’ennesima puntata d’orgoglio: « Con il dovuto rispetto, io non sono d’accordo, capo.  Il Retrogaming è una cosa seria, fatta di studio, pratica e ricerche. Sono anni che sto nella redazione di REBOOT RETRO e non ne rimpiango un singolo giorno. Lei non può risolvere tutto quanto abbiamo fatto finora riconducendolo ad un giovane fighetta dalle tette sode e la voglia che ha di farlo rizzare a tutto il mondo.»
Adriano si irrigidisce immediatamente. Stringe i pugni e ne sferra uno sul tavolo della radazione. È tanto violento da far risuonare l’eco tra le pareti spoglie dell’appartamento vuoto. Simone Izzo sobbalza e si porta istintivamente la mano alla bocca, mentre Jonata sprofonda ancora di più sulla sedia, arrivando ad avere il piano del tavolo all’altezza del mento.
« Ma sei di una razza aliena tu? Sei venuto sulla terra per invaderci? » controbatte irritato Adriano. « Da piccolo ti tiravano in aria e poi non ti riprendevano? Cosa ti dice il cervello? Lo vuoi capire che quella ragazza ha dimostrato un acume e una padronanza della comunicazione fuori dal comune? NON FREGAVA A NESSUNO COSA STAVA DICENDO! Poteva mettersi lì a raccontare qualsiasi stronzata, chessò, che il suo canino era il frutto dell’amorevole rapporto tra Godzilla e Maciste, e tutti avrebbero visto COMUNQUE il video fino alla fine, mettendogli un bel “like”! Ma gli hai visti i Peluches? Hai visto quell’enorme divano lindo, così simile ad un letto matrimoniale? HA PREPARATO TUTTO fin nei minimi dettagli! Quella è un asso della comunicazione e io la voglio qui con noi, in REBOOT RETRO!» A quel punto il Buccia si gonfia ancor di più e puntando orgogliosamente il mento verso il soffitto, annuncia la sua dichiarazione di guerra alla redazione tutta. Tanto forte e decisa da far tremare i pilastri del cielo:
« Voglio che rintracciate questa ragazza, che la contattiate e che la convinciate ad unirsi a noi. Non mi importa come, non mi importa il prezzo che dovrete pagare per averla qui. Lei deve lavorare per REBOOT RETRO. Sarà la nostra carta vincente contro quei gran bastardi di RETRO UNIVERSE, ed Enrico Borriello rimpiangerà il giorno che ha incrociato la mia strada. Adesso andate via. Sciò. Che mi avete rotto i coglioni tutti quanti »
Detto questo, Adriano riprende tra le braccia il suo portatile e scompare uscendo dalla sala.

Sulla strada del ritorno, nella Dacia Duster di Simone Izzo, tra i 2 redattori anziani si accende una virulenta discussione:
« E adesso come cazzo la reclutiamo quella tipa? Se gli proponiamo una cosa del genere, minimo ci scambia per dei nerd pervertiti che vogliono adescarla in un luogo isolato per trombarla a sangue » brontola Marco.
« Io non la prenderei in questo modo. Lei è su Youtube. Io seguo il suo canale. Cominciamo con lo scriverle un messaggio tramite il suo account. Magari le potrebbe anche interessare. Se è una vera nerd come dice di essere…» ipotizza speranzoso Simone.
« Ma dai. Non dirmi che credi veramente nell’idea del capo. È una stronzata, Simo! Una perdita di tempo. Dopo tutto quello che abbiamo passato insieme, come puoi credere veramente che tutto si possa risolvere a colpi di figa? »
« Non essere precipitoso amico mio. Il capo ha dei modi bruschi ma spesso si è dimostrato veramente avanti coi tempi, lo devi ammettere. Ma sai cosa facciamo? Siamo una redazione, no? Allora comportiamoci come fanno le redazioni vere. Mettiamo l’iniziativa ai voti. Adesso siamo anche in tre! »
« Si, vabbè. Sai che rivoluzione. Io sono contro e tu a favore. Sarà il novellino a far pendere l’ago della bilancia. Il nuovo che avanza ci mostrerà la via da sotto il suo ciuffo emo » Marco afferra un lembo dei jeans di Jonata e comincia a strattonare. « SVEGLIA RINGO! C’è bisogno del tuo parere su una questione importante! »
Il moscone si rizza seduto sfilandosi le cuffie dalle orecchie. Il volume dell’iPod è talmente alto che la musica si propaga tenue per tutto l’abitacolo.  Solo in quel momento Marco Costa capisce di aver perso su tutta la linea.

Perché è dedicato a teee, alla tua lucente armoniaaa, sei immensamente Giuliaaa

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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3 Responses

  1. Ilario ha detto:

    Ecco, a questo punto direi che queste fanno al caso dell’articolo:

    http://digidownload.libero.it/einstenio_99/dedicato_a_mhurk.mp3
    http://digidownload.libero.it/einstenio_99/che_livello_sei.mp3
    http://digidownload.libero.it/einstenio_99/vento_di_cruma.mp3
    http://digidownload.libero.it/einstenio_99/yestarday.mp3

    Queste sono alcune delle canzoni create da un mio amico (con un mio piccolo aiuto) per divertirsi con gli amici dei giochi online. Di termini NERD ce ne sono alcuni, altri sono propri di un gioco in particolare.

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