Schegge di follia: A me tutta la psicopatia disponibile, grazie

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tumblr_mxku5i8JYi1sl03f7o1_500Facciamo che adesso metto a dura prova la vostra fama di intenditori. Facciamo che provo a misurare quanto siete psicopatici.
Notoriamente gli psicopatici si vestono da donna e vivono all’ultimo piano con le mamme impagliate, ma a parte questa piccola digressione stilistica si portano dentro un gran bagaglio di problemi irrisolti e odio verso il prossimo. Non stiamo a sottilizzare se l’odio in questione possa essere ben riposto o meno, fatto sta che c’è ed è sempre presente in tonnellaggi ragguardevoli. Questo fondamentalmente perché lo psicopatico è un perdente, ma anche perché è un grande stronzo nell’anima, non riesce ad accettare la sconfitta e, soprattutto, una visione della vita non disastrosamente contorta e trasudante odio come la sua.
Vi riconoscete in lui? Sì? No? NI? Potete rispondere quello che vi pare, importasega. La questione è un’altra. La questione vera non è se odiate o meno le persone diverse da voi. La questione è: QUANTO siete disposti a odiare le persone diverse da voi? Fino a che punto potreste arrivare pur di toglierle di mezzo?
È una domanda interessante non credete? “Schegge di Follia” è un film che affronta questa domanda, e lo fa coi toni della commedia nera, dispensando violenza in dosi più che giuste e regalando il ruolo della vita a Winona Ryder.
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Quando vidi per la prima volta questo film, al cinema domenicale di un pomeriggio anniottantissimo, ne rimasi profondamente affascinato. Cristo santo, ma chi non lo rimase in fondo? Come si poteva resistere al fascino di una cosa del genere?
Un protagonista cinico e tenebroso con indosso uno spolverino nero incarnato da un giovane e promettente Christian Slater, cavalcante una Harley-Davidson ed equipaggiato con una legislativa MAGNUM a canna lunga. Una giovanissima Winona Ryder al tempo sedicenne, che sfoggiava le sue doti di “bella e dannata” dinanzi agli occhi sbarrati dei millemila brufolosi presenti in sala, e forniva loro materiale masturbatorio per il lustro successivo.

Sopra: materiale masturbatorio

Sopra: materiale masturbatorio

Sì. Questa commediola dark aveva appeal e a noi “teens rebels from broccolino” ci piacque assai, ma la cosa strana è che a rivederla adesso il sopracciglio si alza non tanto per i vari buchi di trama disseminati a random nella sceneggiatura, quelli ci sono anche nei film moderni e spesso sono delle vere e proprie voragini, quanto per la consapevolezza che un film del genere adesso, nel 2014, non si potrebbe proprio fare neanche a volerlo.
Quale produttore darebbe l’ok a una trama del genere? Una storia dove il protagonista romantico va a scuola con la pistola e la punta in faccia ai suoi compagni, uccidendo almeno tre di loro senza conseguenze alcune.  Dove l’eroina spara al petto di un coetaneo ridendo, mentre il suo fidanzato cerca di far saltare in aria la scuola con la dinamite, e quando il diabolico piano viene sventato, quest’ultimo decide di farsi saltare in aria con un giubbotto esplosivo da attentatore talebano.

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Sopra: Buone vibrazioni

Ad essere onesti, nella sceneggiatura originale, il protagonista faceva VERAMENTE saltare in aria la scuola e il tutto finiva lì, con quei ragazzi spediti a fare l’incanto sotto il mare sui verdi pascoli del paradiso, ma la produzione ebbe la lungimiranza di cambiarla.
Il fatto è che tra il 1988 e il 2014 sono successe tante cose brutte, e il brufoloso esaltato di quel tempo si è trasformato nel quarantenne esaurito e un po’ terrorizzato di adesso. Nel corso di questa metamorfosi durata 25 anni è accaduto il massacro di Colombine, sono crollate le torri e sono successe tutte quelle mille altre tragedie che fanno assomigliare a terribile realtà i film come questo.

Ciò nonostante bisogna ringraziare questo “Heathers”, ribattezzato qui in Italia “Schegge di follia”, perchè è una sorta di pietra miliare nella storia dei teen-movie. Ha strappato via dagli occhi degli spattatori quel velo zuccheroso tipico dei film di John Hughes, regalandoci una diversa prospettiva che poi è quella cinica e tagliente della generazione  americana scansafatiche degli anni ’80.
Quindi in alto i calici. Sei bello, caro il mio “Schegge di follia”. Riesci ancora ha portarti a casa una più che meritoria sufficienza, e anche se al botteghino americano hai fatto una concreta voragine, il VHS ti ha salvato facendoti raggiungere lo status di CULT in home-video. Questo ovviamente in America, perché qui in Italia sei una pellicola tabù e in TV non passi manco poo cazz’.

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Tre Heathers più una

Ma andiamo finalmente a sviscerare la trama di questo filmettino:

Come la maggior parte dei suoi simili di genere, “Schegge di follia” inizia con l’esame antropologico delle diverse cricche del liceo e il conseguente festival degli stereotipi americani.  Le cheersleader zoccole, i giocatori di football idioti, i secchioni perseguitati e il negro che fa da carta da parati sono solo alcune delle categorie prese in esame. Incontriamo le studenti più popolari della scuola che sono le “Heathers”, tre ragazze che condividono lo stesso nome e terribile senso della moda (spalline imbottite oltre i livelli di guardia, acconciature laccose e accostamenti imbarazzanti). Tra di loro c’è una recente new-entry, Veronica (Winona Ryder), una ragazza intelligente che prestissimo acquista consapevolezza di sé e di quanto siano odiose e perfide le sue amichette.  Poi arriva lui, il misterioso nuovo studente appena venuto da chissà dove, J.D. (Christian Slater). Veronica e J.D. si piacciono subito, si prendono e si amano perdutamente, ma c’è un piccolo problemino di natura tecnica, ovvero, J.D. è uno psicopatico pazzo come un cavallo pazzo-pazzissimo, e nella sua follia omicida ha deciso di dare una bella ripulita all’ambiente scolastico eliminando tutta quella schiuma sociale rappresentata dalle “Heathers” e dal circo dei liceali.
Tra una battuta e una situazione paradossale, J.D. riuscirà a rendere partecipe del suo delirio omicida anche l’ignara Veronica, la quale si accorgerà della gravità della situazione solo dopo aver sotterrato almeno un paio di cadaveri.

Sembra incredibile ma lo sceneggiatore del film, Daniel Waters, aveva originariamente concepito il suo lavoro per farlo dirigere a Stanley Kubrick.  Sì, va bene. Forse in una dimensione parallela sarebbe anche potuto accadere, ma l’intento di Waters era quello di fare un film di denuncia verso gli stereotipi americani, il sensazionalismo dei media e la problematica del suicidio negli adolescenti. Tutte tematiche abbastanza “pesanti” con le quali sperava di attrarre Kubrik e che poi sono state realizzate con il regista Michael Lehmann, anche se in maniera molto più light. Molto carina e allusiva è infatti l’idea della hit che imperversa alle radio durante tutto il film. Guarda caso si intitola “Teenage suicide (don’t do it)” cantata dal gruppo immaginario BIG FUN.

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Sopra: Dinamite pura

Winona Raider è rimasta molto affezionata a questo film e al personaggio che l’ha lanciata nello star-system, auspicandone un sequel in più occasioni. Per un certo periodo sono bolliti in pentola anche dei progetti per una serie televisiva e un musical. Il sequel e la serie sono miseramente naufragati mentre il musical ha aperto i battenti a Marzo scorso in quel di Broadway. Sembra poi che per la parte di J.D. fosse stato provato anche Bred Pitt ma venne scartato per via della sua faccia d’angelo. I tempi di KALIFORNIA erano ancora troppo lontani.

 

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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