Scott Pilgrim Vs. The World with more videogames and more botte

Ciao, vi presento La Simpatia, è arrivata direttamente dal pianeta Non Me Lo Aspettavo. Prego, venga avanti Signora Simpatia. Vuole dire qualcosa ai nostri lettori?
«Sì. Grazie per l’ospitalità Signor Guidi, volevo dire che Scott Pilgrim Vs. The World si presenta come un film per adolescenti in fissa per i videogiochi picchiaduro, tra mosse combo e fatality, ma il suo cuore batte per i fumetti ed è una variazione di quel tema supereroistico già ampiamente sviluppato in casa Marvel. A volerla dire tutta non è neanche particolarmente moderno nel suo raccontarsi visto che ha una trama rigidamente orizzontale proprio come un vecchio videogioco arcade, ma visivamente sfrutta tutto o quasi tutto quello che è successo nel mondo dei videogiochi negli ultimi, diciamo, TRENT’ANNI. Il suo cuore è grande, e dal punto di vista registico è costellato di genialità che lo rendono un film piuttosto interessante».
Grazie, signora Simpatia, è stata molto esauriente. Ma cosa c’entra la Marvel con i videogiochi picchiaduro? I Vendicatori e Tekken non sono due concetti già abbastanza inflazionati? Cosa c’è di così originale in un film come questo?
Segue spiegazione:
(Ben ritrovati, corridori. Però si stava meglio in ferie)

Come descrivere Scott Pilgrim Vs. The World e il suo strano, piccolo mondo? Ci sono i combattimenti, le esplosioni, il rock, un paio di belle ragazze e qualche inseguimento, ma Fast And Furious al confronto è Apocalipse Now.
Scott Pilgrim Vs. The World è un film – ora provo a dirvele tutte una in fila all’altra, e vediamo chi sopravvive – intelligente, provocatorio, artistico, e geniale. Non è mai lento, scontato, troppo stupido o troppo compiaciuto di sé stesso. Per dirvi una cosa ed esserne sicuro al 100%: è divertente. Molto divertente. E se questo può sembrarvi apparentemente normale, lo è solo fino a un certo punto. È come una canzone rock che al primo ascolto può sembrare scontata ma riascoltandola una, due, tre volte ci si accorge che è contrassegnata da tantissimi piccoli accenti che la rendono un capolavoro, robe furbissime come quando incontriamo nuovi personaggi e spesso possiamo leggere le didascalie relative alle doti che li caratterizzano, oppure, quando un cattivo viene eliminato al suo posto compaiono tante monetine tintinnanti.

Extra Life

Ok, certo. Tutto ciò che riguarda Scott Pilgrim come soggetto di una narrazione è tremendamenente XYZ Generation: Scott è etero ma ha un compagno di stanza gay; condividono un piccolo monolocale e dormono nello stesso letto ma platonicamente; Scott suona in una band con una batterista di sesso femminile (il che è molto figo) ma la precedente cantante ed ex-ragazza di Scott li ha mollati perché non erano abbastanza rock (pur avendo un cuore grosso così); Scott si innamora in maniera tossica della ragazza delle consegne di Amazon, Ramona Flowers, ma per stare con lei deve sconfiggere la lega dei suoi sette malvagi Ex.
Molto sembra esagerato, forse troppo, certo, però c’è tanta genuina dolcezza e simpatia in un senso buono che non è mai smielatamente sentimentale, e una cariatide come me non può fare a meno di rivedersi ventenne e desiderare di far parte di un gruppo musicale come il suo, di un’avventura come la sua, soprattutto perché se avesse visto Scott Pilgrim Vs. The World a vent’anni sarebbe stato per lui il film più figo del mondo.

La spada de foco

Insomma, prendete una parte di storia d’amore, due parti di riferimenti al Super NES, sei parti di «Ommioddio è geniale!», due parti di fumetto indie comprato al palasport di Lucca quando il Carnevale del Comix si chiamava ancora “Mostra del Fumetto”, lasciate macerare in frigo per qualche giorno, dimenticatelo lì, ricordatevene mentre siete a fare qualcosa di importantissimo e correte disperati a prenderlo, nel frigo troverete Scott Pilgrim Vs. The World che vi aspetta. Quindi, alla luce di tutta questa “ganzitudine” perché il film non ha incassato un cazzo al cinema? Perché, nonostante alla regia ci fosse un dritto come Edward Wright, Box Office Mojo mi dice che è andato sotto di 10 milioni di paperdollari sulle spese?

Analizziamo i fatti:
Abbiamo un fumett-SCUSATE! Una GRAPHIC NOVEL sull’omonimo Scott Pilgrim creata da Bryan Lee O’Malley, un fumettista asiatico-canadese (seriamente! Ho detto asiatico-canadese!). E vi dirò di più: il cognome è irlandese. Tiè. Eh. Lo so. Sono accaduti mix strani nella sua famiglia. Comunque, dicevo, il fumetto racconta la storia di questo ragazzo qui:

Il ventitreenne Scott Pilgrim, cittadino canadese, si autoproclama scansafatiche universale e, nel più che generoso tempo di inattività che ha a disposizione, gioca ai videogiochi.
Suona anche il basso per una piccola band locale chiamata Sex Bob-Omb ed esce svogliatamente con la sua adorabile metà asiatica, la diciassettenne Knives Chau, rimorchiata davanti all’ingresso del liceo. Le cose vanno alla grande per Scott, se si ignora il fatto che scrocca selvaggiamente l’appartamento al suo amico gay, la sua band non riesce ad ingranare manco per il cazzo, e non nutre in nessun modo sentimenti per la sua ragazza che, al contrario, è pazza di lui.

E poi, arriva LEI:
Beh, non è che arriva, diciamo che letteralmente irrompe nella vita di Scott rubandogli i sogni e il cuore. Il suo nome è Ramona Flowers, è americana, e lavora come Delivery Girl per Amazon.ca. Colpito e affondato, Scott parte alla conquistare del suo cuore con serenate, poesie d’amore epiche, e fiumi di cioccolato che – No, aspetta. Cosa diavolo sto dicendo?  – Per conquistare Ramona, Scott deve combattere e sconfiggere la Lega dei suoi sette Malvagi Ex-fidanzati, tutti dotati di superpoteri, tutti incazzatissimi, tutti che possono scaraventarlo in aria a suon di pugni e ucciderlo tipo 10 volte prima che colpisca il terreno.

 

È qui che chi è più interessato al puro lato action del film potrebbe perdersi: Scott Pilgrim Vs. The World è veloce, divertente, ma anche molto di più. È un originalissimo film che immerge i propri spettatori in un brodo culturale composto da sitcom, videogiochi, fumetti, cartoni animati, e riesce nell’impresa ammirevole di non cannare nulla. Chiunque abbia passato ore della propria giovinezza a giocare a Sonic the Hedgehog o a imbottire di spiccioli un cabinato di Mortal Kombat si sentirà gradevolmente attratto senza sembrare troppo hipster.

Infine, un plauso quasi privo di retorica nerd mi sento di farlo a Michael Cera, ovvero colui che interpreta Scott Pilgrim, perché è raro vedere un attore con una faccia da coglione in quella maniera riuscire a dare così tanto al proprio personaggio. Scott poteva essere interpretato da qualcuno con un piglio più carismatico, è vero, ma se ci pensate bene lo sguardo perennemente perso di Cera è quello che più si addice all’intera situazione, poi, oh, vedrete voi. Perché lo vedrete, oh se lo vedrete, se siete anche solo vagamente interessati all’argomento non vi sfuggirà. Davvero, Scott Pilgrim Vs. The World è semplicemente uno dei film videogiocosi più divertenti degli anni 2000, un luogo virtuale dove anche stavolta Mario lotterà per la sua princessa.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

4 Responses

  1. Luca ha detto:

    Figo bellissimo, forte ah beh non ho più l’età per certi commenti. Vabbé bellissimo film che come dici tu nonsocomehofattoavedere , visto che nessuno ne parla e ne ha mai parlato, mistero abbastanza noto della vita dove le cose migliori sono difficili a volte acchiapparle, ma a volte anche no.
    Finalmente sono finite le ferie che senno’ andavamo in crisi di astinenza del blogghino preferito, auguri e continua cosi’.

  2. Twinkle ha detto:

    Anche il videogioco era un piccolo gioiellino, peccato sia stato rimosso dagli store digitali per scadenza di diritti (il lato negativo del digital delivery), speriamo venga in futuro recuperato in qualche modo.

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