Senza esclusione di spiegoni: L’ASCESA DI SKYWALKER senza spoiler

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l'ascesa di skywalkerl’ascesa di skywalker

J.J. Abrams non è alto, non è di bell’aspetto ma è americano, cosa che gli conferisce il passaporto più giusto che un uomo possa desiderare solo se ha intenzione di non calpestare mai il suolo arabo, ma soprattutto è uno dei migliori registi/produttori/sceneggiatori di cui il cinema giovane occidentale disponga in questo preciso istante.
Creatore di serie televisive come Lost e Fringe, regista del rilancio cinematografico di Star Trek e Star Wars, esercita con disinvoltura un’altra mezza dozzina di figure professionali che non gli hanno semplicemente permesso di sfondare il box-office, ma di umiliarlo facendogli totalizzare dei grossissimi numeri con un genere che permetteva di farlo solo trent’anni fa. Se fosse stato contemporaneo di Spielberg, per tutti gli anni ’80 avrebbe cavalcato insieme a lui e Lucas a capo di un esercito di angeli, invece è nato nello stesso anno di Enrico Brignano e nonostante questo è diventato il mastermind dietro a moltissime produzioni ad alto budget che si possano godere alla televisione o al cinema.
Capirete, quindi, che lui fosse la persona giusta per portare a termine la missione e chiudere con dignità una trilogia il cui secondo capitolo aveva calpestato una merda di cane costata 317 milioni di paperdollari. Lui era un investimento sicuro, blindato. Cintura nera di paraculaggine. Maestro taekwondo di consenso rassicurante. E ce l’ha fatta. Alla sua maniera, ma ce l’ha fatta.

Rassicurazioni
 

Questa cosa che GeiGei sia il “tizio giusto che accontenta sempre tutti” ha fondamentalmente prodotto un effetto ben preciso su L’Ascesa Di Skywalker: il film passa la sua prima mezz’ora a puntualizzare con pedante dovizia di non avere assolutamente niente a che fare con Gli Ultimi Jedi, e a raccontarci l’innesco degli avvenimenti che andremo a vedere da lì a poco, slegandoli completamente dal suo pregresso narrativo.
A molti una cosa del genere può sembrare completamente ininfluente, una semplice scelta narrativa. Per me, invece, significa che qualcuno in Disney si è accorto delle scelte operate in precedenza ed ha ritenuto bene di prenderne le dovute distanze. GeiGei, a un certo punto, deve aver capito che se voleva fare un film che piacesse a tutti se lo doveva scrivere da solo, e tutto questo non fa altro che avallare l’ipotesi che qualcuno vede sempre più probabile: Kathleen Kennedy dimissionaria per la fine del 2020 a causa degli inciampi avvenuti con Solo – A Star Wars Story e Gli Ultimi Jedi.
Ma tralasciando queste mie considerazioni puramente gossip, L’ascesa di Skywalker è un film che racconta una storia diversa, per la verità ne racconta più di una, forse anche troppe e tutte insieme, e si colloca in maniera completamente isolata alla fine di un percorso che poi tanto percorso non è. Adesso che sono uscito dal cinema ve lo posso tranquillamente dire: la nuova trilogia non è una trilogia, sono, bensì, tre film separati che raccontano tre storie diverse, che condividono i medesimi personaggi e mezzi, ma che mancano profondamente di una LORE che li tenga strettamente serrati l’un l’altro come accaduto nella trilogia originale e prequel.

l'ascesa di skywalker
Costantemente in bilico tra paraculaggine e autoparodia, L’ascesa di Skywalker è come mangiare una pietanza troppo ricca che costringe il commensale a trascorrere la notte insonne per digerirla. È piena di situazioni esagerate, scene mozzafiato, e gli eventi si susseguono con una frequenza talmente incalzante che si fatica a conservare una visione d’insieme di tutto quanto. I dialoghi sono quelli che sono, come in ogni film di Star Wars che si rispetti, e le citazioni si sprecano restando tutta roba abbastanza di nicchia da farti dire a quello che sta seduto sulla poltroncina accanto a te: «probabilmente non te lo ricordi ma quello era…», e sentirti un intenditore.
Se ne Gli Ultimi Jedi il focus era settato su “Tutti possono essere uno Jedi” con gli stessi manierismi di Auguste Gusteau, ne L’ascesa Di Skywalker la morale intrinseca è il concetto di gruppo, più specificatamente di famiglia. La famiglia intesa come sede di affetti, unione di energie e intenti, e infine retaggio generazionale. È un messaggio forte, funziona, e induce nello spettatore alcuni strategici momenti di pura commozione.

l'ascesa di skywalker
Adesso vi starete chiedendo cosa ne penso di questo film, visto che sono rimasto parecchio a ciurlare nel manico. Beh, L’Ascesa di Skywalker mi è piaciuto, ma proprio in funzione della sua complessità, della sua scarsa coesione e del sembrare 6 film in uno, sento la necessità di rivederlo per valutarlo con più consapevolezza.
Sono altri i film brutti, eh? Sia chiaro. Ma sono altri anche i film bellissimi. Non si può dire che questo ultimo capitolo sia fatto male, è diretto adeguatamente e dal punto di vista visivo ci riserva diversi passaggi davvero impressionanti, ma mi venisse un colpo se non è il film di fantascienza più macchinoso che abbia mai visto. Ci sono spiegoni in continuazione e ogni personaggio sente l’urgenza di illustrare nel dettaglio ogni singola cosa stia accadendo.
Rey si allena? Certo, ed è molto brava, ma ci dice che ha paura nonostante sia talmente potente che uno si domanda cosa si alleni a fare e cos’altro potrebbe imparare. Poe fa il lumacone con una tipa? Sicuro, e ci dice quando l’ha conosciuta e perchè si sono lasciati. L’imperatore delira? Accidenti, sì! E ci spiega cosa accadrebbe qualunque fosse il modo di attaccarlo da parte dei suoi antagonisti. Ogni occasione di lasciare che siano le immagini a parlare è sistematicamente assassinata. Dispiace.

l'ascesa di skywalker

Al netto di tutto quanto, personalmente preferisco un film maldestro che ci prova e magari non arriva alto quanto avrebbe mirato, piuttosto che uno furbacchione che imbocca la strada semplice della battutina facile, quindi mi sento di dare a GeiGei delle gran pacche sulla spalla per aver salvato la situazione in corner ed essere riuscito a gestire i filmati d’archivio di Carrie Fisher in modo abbastanza decoroso ( anche se, in alcuni passaggi, si nota chiaramente il copia/incolla del personaggio in un altro contesto).
L’Ascesa Di Skywalker non è un film perfetto, anzi, ma se la cava bene nonostante abbia come premessa quella di rimediare gli errori di Rian Johnson, e si ponga come il terzo film di una trilogia di due capitoli. Probabilmente, se si unisse Il Risvegio Della Forza e L’Ascesa di Skywalker in un unica bobina e poi si dividesse il tutto in tre film, otterremmo qualcosa di molto più coerente e digeribile di quanto visto fino ad ora. Sognare non costa niente, no? Buona Visione.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. MikiMoz ha detto:

    Non me ne intendo per nulla, ma mi ha colpito questa cosa della poca coesione nella nuova trilogia.
    Probabilmente anche in quella originale non c’era un piano a monte (come potevan sapere, all’epoca di Guerre Stellari, che sarebbe andata bene?). Non saprei.
    Dai, comunque è andata, pur paraculeggiando, è finita.

    Moz-

    • Simone Guidi ha detto:

      Ma guarda, e invece ti dirò che Giorgione ha sempre millantato di aver concepito la saga degli Skywalker come un cross-over generazionale da raccontare in diversi film.
      Personalmente penso che stesse tirando bombe e ha scritto il primo film come uno one-shot che poi gli è esploso tra le mani. Dopo! Solo dopo, quello sì, già con l’impero colpisce ancora ha cominciato a scrivere storie e pensare a cose dall’ampio respiro. Ma io credo che fino a quando non ha visto il pazzo cash arrivargli sul conto corrente non ha pensato a fare altri film di Star Wars.
      Comunque, sì, è finita. Finalmente questo capitolo lo abbiamo finito e possiamo archiviare il discorso della nuova trilogia. Non ti nascondo che mi sento quasi sollevato. Credo proprio che l’universo di Star Wars vivrà più che bene su Disney+. Se la qualità che intendono avere rimane al passo con The Mandalorian, sarà tutto molto bello. 🙂

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