Shin Fottutamente Godzilla : un mostro che spacca tutto per benino e fa tanto riflettere

Ve lo ricordate l’ultimo film di Godzilla? Sì, bravi. Proprio quello di tre anni fa. Quello americano pubblicato da Legendary Pictures e diretto da quel signor regista chiamato Gareth Edwards che poi ci ha regalato Rogue One: A Star Wars Story.
Ecco. Mentre quello di Edwards è tecnicamente un film di Godzilla, questo Shin Godzilla è la prima produzione giapponese di un film di Godzilla dal lontano 2004.
Toho ha ingaggiato lo sceneggiatore e regista Hideaki Anno, la mente che sta dietro al fenomeno critico e commerciale anime che è, ed è stato, Neon Genesis Evangelion, e lui, insieme al suo collaboratore di lunga data Shinji Higuchi, ci riporta il nostro amatissimo Kaiju indietro nel futuro nella miglior forma possibile.

Tanto per chiarire, Anno e Shinji scelgono saggiamente di ambientare il loro reboot in un universo dove il nostro mostro di fiducia non è mai esistito prima, e questo li libera da qualsiasi ostacolo o preconcetto definito in precedenza.
Forti di questo vantaggio, sfornano un film che è MOLTO Hideaki Anno style, dove il suo stile di ripresa e di editing urla gloriosamente in ogni singolo fotogramma.
Guardare Shin Godzilla è come guardare una puntata di Neon Genesis Evangelion dal vivo, ma con Godzilla al posto di un Angelo qualsiasi. Ciò che stupisce è il fatto che riesca davvero a funzionare, e ci regali un Godzilla rispettoso delle sue origini con un’attualizzazione del concetto oltre la più rosea aspettativa.

 

Dice: Ma Shin Godzilla cosa mai mi racconterà di diverso rispetto al Godzilla americano che ho visto appena 3 anni fa.
Bravo Guaglione. Bella domanda. Beh, a differenza della versione di Edwards, Shin Godzilla ti sbatte in faccia il mostro fin dall’inizio senza alcuna paura di farlo, e oltre a questo riesce a coinvolgere lo spettatore fino alla fine dandogli sempre l’opposto di quello che si aspetta. Non è un film di palazzi abbattuti e scoppi grossissimi, è ANCHE quello, ma con un solo, unico, immenso mostro: il monolitico Godzilla.
Un Godzilla talmente potente e inattacabile da assumere peculiarità divine (“Shin” in giapponese può anche significare, appunto, “Divino”). Un Godzilla che, come un dio, dispensa la morte per capriccio o, più semplicemente, per caso, quando sceglie di passare di lì piuttosto che di là.

 

Veloce e intenso, Shin Godzilla fa qualcosa che il cinema odierno si è ormai dimenticato di fare da anni: CRITICA. È un film denso di messaggi e critiche allo status quo del Giappone odierno, e posiziona la lente d’ingrandimento sulle falle del sistema, le nevrosi che ardono ancora sotto la cenere. Lo fa quando mostra la folle quantità di burocrazia che il governo giapponese affronta ogni giorno per prendere decisioni, dalle più banali a quelle che mettono a repentaglio il futuro dell’intero paese.
Come l’originale Godzilla dei vecchi tempi è pieno di allegorie al lancio delle bombe su Hiroshima e Nagasaki da parte degli Stati Uniti, e punta il dito su questi ultimi percepiti come alleati scomodi che si intromettono sempre con la loro politica imperialista, totalmente incapaci di proporre soluzioni alternative che non siano quella di radere tutto al suolo (e lì non possiamo che concordare su tutta la linea).

 

Tutto questo emerge mentre si susseguono le varie riunioni dei comitati direttivi per affrontare la situazione. Queste drammatiche scene di dibattito e di bisticci durante la carneficina totale e la distruzione causata dalla furia di Godzilla attraverso il Giappone sono al tempo stesso inquietanti ed entusiasmanti da osservare. È una cosa incredibile. Si può dire tutto ad Anno ma il suo Shin Godzilla è davvero particolare, e si porta a casa una vittoria netta e schiacciante su tutti i fronti, anche su quello dell’umorismo. Certo, non è che sia umorismo sguaiato, non è Thor Ragnarok, ma funziona alla grande perché è perfettamente misurato e utilizzato per alleviare la tensione dei personaggi. Ogni momento che si voglia definire divertente è strategicamente posizionato non solo per rompere la monotonia delle intricate procedure governative, ma anche per dare sollievo allo spettatore mentre orde di cittadini in preda al terrore cercano di fuggire da una delle città più densamente popolate del mondo.

Fiatella

Questo film è folle e bello, emozionante e straziante, pare di essere sulle montagne russe emozionali. Ci sono momenti di orrore e momenti in cui ti sorride il culo. Ci sono persino momenti di pausa per rendersi conto che di fronte al terrore, il vero mostro è forse l’umanità stessa.
Non mi aspettavo niente di meno dall’uomo che ha portato al mondo uno degli anime più stimolanti e introspettive di tutti i tempi. Uno che anche dopo 21 anni dalla fine di Evangelion riesce ancora far pensare la gente. Cosa succede se il Giappone viene attaccato da un kaiju nel 2016? Può la Forza di autodifesa giapponese, con tutte le limitazioni che la costituzione del paese gli impone, riuscire ad opporsi? Politicamenete che effetto avrebbe? Ed economicamente? Cosa può fare il primo ministro, in pratica?
Shin Godzilla è il riflesso del Giappone odierno e si pone delle domande importanti che dovrebbero porsi molti film contemporanei. Io che lo guardo capisco che mi tocca trovare tutte queste cose in un film di kaiju, e la cosa è spiazzante.
Nei decenni passati, i genitori avrebbero portato i loro figli al cinema a vedere un qualsiasi film di Godzilla. Quello di Edwards era uno di quelli. Hideaki Anno i bambini li annoia a morte e per loro guardare il suo Godzilla è un lavoro ingrato. È un film maturo e intelligente assolutamente non adatto per un pubblico di giovanissimi, con un mostro gigantesco che spacca tutto per benino e fa tanto riflettere. Assolutamente da vedere.

Finito

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