John Carter: Come emigrare su un altro pianeta, dare pizze e lezioni di vita a tutti e vivere felici

TEMPO DI LETTURA: 4 minuti

Sotto le lune di Marte con John Carter

Come si fa a capire se un film Disney ha fatto un buco nell’acqua? Semplice. Si entra nel Disney store più vicino e si guarda sugli scaffali. Se si trova poco o nulla della pellicola in questione, allora vuol dire che il budget non è stato coperto e il film è stato un fiasco. Fidatevi. È così! Provate a chiedere a chiunque abbia cercato il disco di TRON LEGACY (il frisbee luminescente, NON l’album dei Daft Punk. Quello è stato assunto in cielo dal Dio dei dischi belli) e vi confermerà questa semplice ma fondamentale regola: se il prodotto tira, si vende. Se non tira, lo si nasconde sotto il tappeto.
John Carter doveva essere il film evento del 2012 ma è stato l’ennesimo cavallo zoppo su qui Disney ha puntato un fantastiliardo di cucuzze. È riuscito addirittura a far peggio di Tron Legacy, il che è tutto dire. E conferma una volta in più che ormai la casa di Topolino riesce a fare cose buone solo quando le affida ai terzisti, vedi Marvel e Pixar. Ma andiamo a vedere và.

tumblr_n3dbkhIGmy1qznuf2o1_500

E comunque, tornando al punto da dove tutto è iniziato, cioè il libro, ‘sta cosa di Marte e del fatto che il suo autore, Edgar Rice Burroughs, avesse scritto addirittura un ciclo di ben 11 libri che raccontavano di avventure sul pianeta rosso, mi intrigava assai.
Voglio dire: Se uno scrive UNDICI libri sullo stesso argomento, vuol dire che qualche cristiano che li apprezza e se li legge ci deve pur essere, no?! E forse “Sotto Le Lune Di Marte” poteva essere un buon libro nonostante la Disney ci avesse scommesso sopra (la cosa infatti non andava a suo vantaggio).
Allora mi metto a fare due ricerche su internet e vengo a sapere che il povero Edgar Rice era un altro personaggio un po’ sfigatello tipo Lovecraft (sembra proprio che a quei tempi, se non eri strano forte non potevi scrivere libri). Uno che non trovava il suo posto nel mondo, aveva cambiato un sacco di mestieri, ed era lì lì per suicidarsi. Poi, invece, scrive questo libro qui e lentamente comincia a riprendersi, a risalire la china, fino a che, dopo poco, ti inventa TARZAN e fa il grande botto.
Ebbene, io questo libro l’ho letto e se devo dire la verità, non è che mi abbia colpito più di tanto. Cioè, aspettate…volendo, SI! Sotto certi aspetti ci sono delle buone idee, ma è l’intera architettura che non regge più. Purtroppo è obsoleta.
Con l’occhio critico moderno posso tranquillamente dire che ha dei buchi di trama così grossi che ci potrebbe cascare dentro GAMERA, però va tenuto conto che è un’opera del 1912 e quindi risente della cultura popolare del periodo. Punta più sull’avventuroso che sul fantascientifico.
Probabilmente per Eritreo Cazzulati rappresenterebbe il top dell’avventura e del coinvolgimento. Per me, uomo italiano del ventunesimo secolo che ho il problema di cercare un distributore dove la benzina costa meno, non altrettanto.
Il fatto è che questo libro sembra la storia di Gesù Cristo alla corte di re Artù marziano, e il tutto scritto da Federico Moccia.
Ecco. L’ho detto.
La storia è vecchia e puzza di naftalina ( com’è ovvio che sia, visto che è stata scritta nel 1912 ). Con questo tizio qui, John Carter, che arriva su Marte semplicemente entrando in una caverna dell’Arizona, e comincia a dare pizze e spadate ( per altro con una ragguardevole violenza ) a tutti quelli che lo ostacolano. Poi ovviamente incontra una super-figa bellissima donna marziana che, guarda caso, è una principessa, e i due si innamorano perdutamente, con tanto di occhi a forma di cuore e mano nella mano romantici sotto le lune complici.

Step e Babi fuggono calpestando una marea di insignificanti marziani verdi

Insomma, la storia inanella una serie di quelli che oggi sono cliché veramente stucchevoli e superati. Roba che se uno ha il diabete rischia di rimanerci secco. Poi, a contraltare dell’amore romantico con la principessa, ci sono innumerevoli efferate scene di violenza, vere e proprie carneficine che fanno cadere i personaggi di contorno come mosche. Ovviamente John Carter è sempre sul punto di morire dalla prima all’ultima pagina, ma accade SEMPRE qualcosa che riesce a trarlo d’impaccio all’ultimo momento. Così come qualsiasi incombenza che John affida ad un gregario si risolve SEMPRE in un fallimento, e allora ci deve mettere le mani lui che è mister perfettino e salvare la situazione.

john_carter_or_mars_by_reillybrown-d4tcvhf

Tiè. Beccati questo e ridammi la principessa

Concludendo: Se siete curiosi e lo volete leggere, dovete partire con lo status mentis di avere tra le mani un’opera di quei tempi. Quando ancora in America avevano addosso le cicatrici delle frecce dei SIOUX, i treni viaggiavano a vapore, e il telefono era l’ultima novità. Allora magari lo potrete apprezzare.
Ma se intendete leggerlo per trovare degli intrighi coinvolgenti o delle sorprese narrative, lasciate perdere. Ormai tutto quello che contiene è stato ampiamente assorbito, metabolizzato e riciclato dalla narrativa moderna.
Augh! Così grande capo ha detto.

Giudizio:

NEINNEIN

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

2 Responses

  1. Lorenzo ha detto:

    Non sapevo avessi parlato di questo libro! Io sono uno di quelli che ha letto (più volte) il ciclo completo di John Carter, più tutti i libri di Tarzan (che sono più di 20), e tutto il resto di Burroughs che è stato pubblicato in Italia. Non so, io passai mesi con John Carter quando lo scoprii a metà anni 2000 e mi divertii parecchio. Quando uscì il film, anni dopo, mi fiondai al cinema a vederlo, e rimasi abbastanza soddisfatto. Non mi convinse giusto l’introduzione di qualche elemento sovrannaturale, in totale contrasto con la visione dell’autore, che invece non perdeva occasione di perculare stregoni e preti.
    Riguardo al fiasco molti dicono che fosse voluto, per non ho capito bene quale ragione finanziaria.
    Comunque, più che del film, sono un grande fan dei libri di cui consiglio caldamente la lettura 😀

    • Simone Guidi ha detto:

      Burroughs l’ho incontrato solo con questo libro e lo feci di conseguenza al film Disney che mi aveva incuriosito non poco. Soprattutto del film mi piacque il primo trailer che aveva un pezzo etereo di Peter Gabriel in sottofondo e il titolo era ancora JOHN CARTER OF MARS. successivamente i ragazzi del marketing Disney avrebbero tagliato via la parte OF MARS perché timorosi che allontanasse il pubblico (Star Wars era sempre nelle mani di Lucas, eh?!). Penso che il grosso problema del film fu che nessuno avesse capito esattamente cosa fosse e a che pubblico venderlo. Quando lo vidi rimasi impressionato dalla qualità del prodotto e anche Taylor Kitsch non era neanche troppo male nel ruolo, eppure non mi lasciò niente. Lo trovai banalotto e senza mordente. Il libro, pur raccontando una storia ormai datata è pienamente giustificato nel farlo. Il film, no. Il film era del 2012, non del 1912. Non so se mi spiego. Comunque mi fa piacere avere tra i commentatori un Burroughiano di ferro come te. Apprezzo tanto chi ha una cultura fantascientifica vasta. Grazie assai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *