Squali come se piovesse: Sharknado e un milione di squalate sul grugno

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Sharknado_posterCi sono film brutti, ma talmente brutti che alla fine risultano belli. Come dite? Più brutto era difficile? No-no-no. Siamo oltre. Qui occorrerebbe una categoria a parte. È di “Sharknado” che stiamo parlando, il fenomeno cinematografico dello scorso anno prodotto dalla ASYLUM/SYFY. Lanciato in terra yankee in estate è subito diventato un “caso” mediatico schizzando sangue e interiora di squalo ovunque su facebook, e facendo twittare twitter come mai aveva twittato anche quando twittava tanto.
Se state pensando cose tipo “ma è stupido”, oppure, “ma è completamente inverosimile”, vi rispondo di sì. Cristo santo, SI! “Sharknado” è una boiata pazzesca. Una trama che trascende le leggi della fisica condita con dialoghi scritti da un ritardato mentale. È una PUTTANATA che levati. Ma è una puttanata che si fa amare proprio perché è così sincera, così dannatamente disarmante.
Sharknado è puro, è innocente. Un troiaio di film fatto per essere un troiaio e dato in visione in quanto troiaio. Senza maschere, senza imbroglio alcuno. Eccolo. Tiè!
Questo non è un capolavoro, non è un film da comprare e conservare in DVD. Sharknado è soltanto socialmente utile. Aggregativo. Un film che se lo vedete da soli rischiate di affogare nella vostra stessa diarrea ma se siete in gruppo vi risolve la giornata.
E nonostante tutto non è una novità.

sharknado

Il fermo immagine della vita

Quelli attempatelli come il sottoscritto si ricorderanno sicuramente della TROMA e del suo “Vendicatore Tossico” che durante gli anni ’80 fece esaltare più che mai i brufolosi. I film della TROMA erano a bassissimo costo, completamente idioti, e con effetti speciali pessimi, però avevano un altissimo tasso di truculenza e tante donnine nude con le poppe al vento che fuggivano urlando.
I film della TROMA non li davano in TV. Li si noleggiava presso videoteche “illuminate” gestite da personaggi tatuati e altamente discutibili. Forse qualche passaggetto sulle reti del Burlesconi venne fatto, non ricordo bene, son passati decenni e io, si sa, ho una certa età. Però se veramente accadde state sicuri che fu fatto sotto censura e solo per quella volta lì, poi basta, anche perché lo share sarebbe precipitato giù, nelle segrete di Mediaset, cercando il modo di scavare.

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Contro il male a colpi di mocio vileda

E allora eccoci di nuovo a noi. Dicevamo della TROMA e delle scene truculente, delle situazioni assurde e dei tanti primi piani di tette e culi. Bòn. Sharkanado è tutto questo ma con gli squali. Una valanga di squali. Squali per le strade, squali dalle fogne, squali per aria, squali nel salotto, squali in macchina. Una SQUAPOCALISSE.
Ci recitano attori ormai giunti al capolinea artistico che hanno trovato in questa pellicola la loro ultima spiaggia infestata dagli squali.
Ritroviamo qui Ian Ziering, quello che faceva Steve nel telefilm “Beverly Hills 90210”, opportunamente pittato nei capelli e riproposto come un attempato surfista munito di bar sul pontile ed ex-moglie stronza. Lui è l’eroe amerrigano, quello che rischia tutto per salvare il gatto sull’albero e aiutare la vecchina ad attraversare la strada.
Poi c’è Jaason Simmons, ex “tizio muscoloso che corre” visto in Baywatch, e che a distanza di 15 anni uno lo rivede e dice: «Santoddio! Che gli è successo?»
C’è l’ormai milfa Tara Reid che con questa performance artistica si guadagna il premio “scopa” in quel posto là che poi ti ramazzo la stanza.
E infine c’è la figa bona, quella che la inquadrano sempre da dietro, e che quando corre la telecamera affoga dentro al suo décolleté ballonzolante. Ovviamente lei è tanto bona quanto santa. Si strugge di un amore segreto per il suo capo ma non riesce mai a trombarselo e, soprattutto, ha subito un trauma infantile quando ha visto la sua cara nonnina mangiata da uno squalo. Insomma, tutto bellissimo e credibilissimo, non vi pare?

Però gli squali gli anno mangiato la nonnina...

Però gli squali le hanno mangiato la nonnina…

Non mi voglio soffermare troppo sulla trama. Sappiate soltanto che un uragano si forma in mare mentre stanno migrando tipo 25.000 squali. L’uragano li succhia per aria e poi investe la costa lasciandoli precipitare di nuovo a terra. GENIALE!
Ovviamente, in barba a tutte le leggi di Dio e degli uomini, gli squali impatteranno il suolo senza spetasciarsi in una pozzanghera di sangue, ossa e budella, ma bensì saranno più vispi che mai e pronti ad inseguire e divorare i cristiani in qualsiasi modo possibile, anche il più pittoresco. Avete presente la scena di “Fast and Furious 6” quando Vin Diesel salta da un’autostrada all’altra per salvare la tipa e ci riesce? Ecco. Tutta l’essenza di Sharknado è racchiusa in quella scena lì, solo che la dovete elevare all’ennesima potenza e metterci un milione di squali.

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Una nota di merito va a un protagonista sacrificabile che ha la particolarità di riuscire ad uccidere gli squali a colpi di sgabello. È un cliente affezionato del bar e quando scoppia il casino e tutti devono scappare decide di portarsi dietro il suo sgabello. Proprio quello sgabello rappresenterà il suo personale “COMBO” definitivo per far fuori i pescicani.
Concludo con la scena finale che è da Oscar. Armato di motosega, il protagonista si lancia contro uno squalo che gli sta precipitando addosso e gli entra direttamente in bocca.

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Uscirà successivamente dalla pancia dell’animale operando direttamente dall’interno, in una metafora squalesca del parto con tanto di lui che vagisce quando riesce a venire alla luce.

Poesia

Insomma ragazzi, questo è Sharknado. Un film che la fa fuori dal vaso sotto tutti i punti di vista, ma lo fa perché ha deciso lui di imbrattare tutto il bagno e far uscire uno squalo dalla tazza. È un film che va visto in compagnia per poterne parlare male. È un film che se qualcuno porta la birretta e lo spinello è anche meglio.

Voto alla visione da solo: -4

Voto alla visione con Maurizio: 8

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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