Star Trek e l’evoluzione dei Klingon: Dalla serie classica a Into the Darkness

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Un fiero guerriero Klingon

«Alzi la mano chi non conosce i Klingon.» «Loro! Si, loro due là in fondo! Qualcuno me li sbatta fuori a calci nel culo per favore.»
Come si fa a non conoscere i Klingon? Coloro che nella serie classica di Star Trek rappresentavano i nemici giurati della federazione. Coloro che arrivavano SEMPRE ai ferri corti con il capitano Kirk e che gli uccisero addirittura il figlio.

Questi sono i fondamentali della fantascienza, ragazzi. Per favore, non mi ci cadete sopra. È come voler diventare dei grandi chitarristi senza conoscere Hendrix. Come pretendere di voler andare al concerto di Vasco senza fumarsi le canne.

Ché poi i Klingon mica sono sempre stati gli stessi, eh?! Nel corso degli anni sono cambiati nell’aspetto e nel comportamento, anche questo va detto. Fecero la loro prima apparizione nell’episiodio della serie classica “Missione di pace” e già lì i primi schiaffoni cominciarono a volare. Nei panni del comandante Kor, il buonanima John Colicos offriva una prestazione maiuscola da nemico cagacazzi ostinato e, molti anni prima dell’altro nemico cagacazzi ostinato Gaius Baltar della serie originale di Battlestar Galactica, si guadagnò un posto fisso nella saga, tanto che gli appassionati lo rivedranno ricomparire anche nella serie di “The next generation”, ma non da nemico cagacazzi ostinato.

John Colicos nemico cagacazzi in Star Trek/Battlestar Galactica

John Colicos nemico cagacazzi in Battlestar Galactica/Star Trek

Questo splendido episodio ci consegna dei Klingon abbastanza zingari, come del resto era zingara tutta la serie originale di Star Trek, ovviamente, ma questo perché ai tempi il budget per realizzare il telefilm era veramente esiguo e i suoi creatori erano costretti a fare i salti mortali, episodio dopo episodio, per riuscire a realizzarlo. Quindi, a causa delle grosse restrizioni di bilancio sul make-up e gli effetti speciali, nel 1966 i Klingon erano identici agli umani ma con una carnagione scura e con barba e baffi alla “Mongola”. Niente corazze o armature, che quelle costavano, ma bensì magliette nere a “lupetto” e tessuti luccicanti. Caratterialmente, poi, i Klingon venivano rappresentati come aggressivi, militaristi, subdoli e irragionevoli, e anche se non si riunivano annualmente a Pontida riuscivano sempre a mettersi d’accordo per fare la cosa sbagliata al momento sbagliato.

E ora tutti con me a vedere TRANSFORMERS, che dice è un bel film

Ma poi dalla fine degli anni ’70 in avanti, successe che di Star Trek cominciarono a farne dei film, molti anche di notevole successo, e in quei film i Klingon riapparvero così:

Grande Giove! Ma è il Dottor Emmett Brown!

E così rimasero fino ai giorni nostri, per almeno 30 anni. Stavolta i Klingon avevano armature a placche, strumenti di morte di vario tipo appesi alla cintura e imboscati Dio solo sapeva dove, capelli lunghi, dentature sporgenti simili a zanne e, soprattutto, LE CRESTE CRANIALI, oppure, come dice mia figlia di 3 anni, LA CIOCCOLATA IN TESTA.
Gradualmente, però, da nemici giurati che erano, passarono ad essere dei valenti alleati della Federazione dei Pianeti Uniti, ma l’interrogativo su quelle creste rimaneva: DA DOVE ERANO SALTATE FUORI?
Mah? Nessuno sembrò chiederselo seriamente. I Klingon erano fighi e questo bastava. O perlomeno bastò fino al 2005, anno in cui nell’episodio “Affliction” della travagliata serie “Star Trek: Enterprise” si provò a colmare il gap di questo restyle facciale con una spiegazione ambiziosa ma, tutto sommato, plausibile. I Klingon dei tempi del capitano Kirk sembravano umani perché erano affetti da una grave malattia contratta da tutto il popolo Klingon, e causata da un esperimento genetico andato male con un siero di potenziamento sottratto agli acerrimi nemici umani.

Se la gente se la beve mi mangio il bacarozzo

E questo è quanto, FINO AD ORA.
Si, perché giusto qualche giorno fa è stato rilasciato un video virale per promuovere l’imminente film di Star Trek targato Geigei Abrams, e nel filmato compaiono finalmente anche i nuovi Klingon.

In questo caso, in “Star Trek Into Darkness”, la rilettura del loro aspetto sembra richiamare la forma precedente. Il personaggio che appare in quei pochi fotogrammi ha ancora le creste sulla fronte e la pelle marrone, in linea con i Klingon che conosciamo daStar Trek: The Motion Picture” (1979) in poi.

Cazzutissimo Klingon

Il punto è che l’aspetto dei Klingon ha subito più riprogettazioni ed evoluzioni di ogni altra specie apparsa nella saga di Star Trek. Così che cosa sarà mai un altro cambiamento? Le armature a piastre sembrano sparite e al loro posto ci sono i cappottoni dei prussiani. Le Bat’leth non sono più a forma di mezzaluna ma cosa cambia? Lo Star Trek di Abrams non è lo stesso Star Trek concepito da Roddenberry o chi per lui, è diverso, quindi perché i Klingon non possono essere diversi? Alla fine li giudicheremo più per le loro motivazioni e le loro azioni che per il numero di creste sulla fronte, no?

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Ilario ha detto:

    Beh, vista la perdita di cresta dovuta al virus mutato e alla cura di Flox, i nuovi Klingon potrebbero essere il risultato delle prime cure.

    Cmq, ricordo una puntata di DS9 nella quale la USS Defiant viene mandata indietro nel tempo sulla stazione DS K-7 (ricordate la puntata di TOS “Animaletti pericolosi”?) per salvare Kirk da una bomba nascosta in un Tribolo. Quando l’equipaggio del futuro vede i Klingon stenta a riconoscerli e Worf evita di dare risposte dettagliate dicendo semplicemente che i Klingono non sono sempre stati cosi (alludendo al suo aspetto).

  2. Simone Guidi ha detto:

    Bellissimo quell’episodio. Venne fatto per celebrare il 30esimo anniversario della serie classica. Uno dei più bella di tutta la saga. 🙂

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