STAR TREK INTO DARKNESS: la recensione e il fatto che manchino solo le spade laser

Star Trek: Into Darkness

Star Trek: Into Darkness

Finalmente è arrivato. Dopo mesi di trailer da fibrillazione. Dopo i clippini spazialissimamente oltre. Dopo le cortine fumogene e le speculazioni sulla trama e sul cattivo; “Star Trek: Into Darkness” è arrivato anche in Italia un mese dopo la sua uscita nella maggior parte dell’universo e del mondo civilizzato.
Chiariamo subito che questo film è stato argomento di discussione, da parte di una caterva di persone, dal preciso momento in cui cominciarono a scorrere i titoli di coda del film reboot girato nel 2009.
La domanda principe era: Chi sarà il prossimo cattivo? Gli sceneggiatori andranno a ripescare qualcuno di già visto nella serie originale o se ne inventeranno uno nuovo-nuovo per l’occasione? Vedremo ancora qualche vecchio volto noto della serie? Mah? E lì vai di domande su domande e, soprattutto: parole, parole, paroleee di minamazziniana memoria. Ma a parte l’attesa, a parte le congetture, a parte le emozioni, il ricordo assillante che il film del 2009 sia stato tutt’altro che perfetto non riusciva proprio ad abbandonarmi. Era sempre lì, appollaiato a capoletto che mi fissava tutte le sante volte che mangiavo la peperonata. E allora che fare?

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È un dato accertato che alcuni fan di lungo corso siano rimasti freddini nei confronti del sequel di J.J.Abrams, disprezzando la nuova direzione e la gestione dei contenuti. Il suo Star Trek è molto diverso da quello che le persone si erano abituate a vedere MA, perchè c’è sempre un “MA”, stavolta ci aveva promesso che sarebbe stato diverso. Che avrebbe fatto un film più maturo, più attento allo spessore della storia anzichè focalizzarsi sui singoli personaggi. Qualcosa sarebbe sicuramente cambiato…BAZINGA! E infatti a ‘sta tornata il biglietto costa di più perchè ci tocca vedercelo per forza in 3D. Ok, si. Questo non è che rappresenti una svolta epocale, tuttavia, posso dire con ragionevole certezza che ci ho ritrovato molti dei problemi che affliggevano il riavvio del 2009. Così, guardando oltre l’hype e il fandommismo, ho cercato di far mente locale su quello che ha funzionato e quello che non mi ha convinto in “Star Trek: Into Darkness”. Va da sé che ciò che dirò conterrà alcuni spoiler importanti, QUINDI OCCHIO ad andare avanti con la lettura. Potrebbe essere una buona idea vedere il film prima di leggere il resto.

1) L'Enterprise sott'acqua

Il film comincia molto bene, così come era già successo anche per il film del 2009. L’omino Geigei del resto è bravo a fare ‘ste cose, a presentare gli accadimenti in modo serrato, spettacolarizzandoli e mitragliando lo spettatore in maniera da lasciarlo senza fiato fin da subito. Quello che però spesso trascura è la logica della trama. Questa viene sacrificata sull’altare dello show a tutti i costi. L’Enterprise sott’acqua ne è un esempio palese. Vuoi nascondere un’enorme astronave perchè hai paura che una civiltà che non ha neanche inventato la ruota riesca a vederla? E lasciala in orbita no?! Tanto poi usi il teletrasporto! Quale è l’utilità di tenere una nave spaziale in fondo al mare se non quella di farla vedere in CGI quando riemerge?(Oh testina di un Geigei)

2) Khan Noonien Singh

Benedict Cumberbatch mi è piaciuto un sacco nei panni del dittatore geneticamente modificato. È freddo, glaciale come un terminator grazioso che cerca di ucciderti con un ferro da maglia. Non ho dubbi che incontrerà il favore del pubblico femminile, ma anche qualche maschietto un pensierino ce lo farà. Il personaggio è ovviamente anni luce lontano dal compianto Ricardo Montalban, che ne diede un’interpretazione magistrale ed emozionale a suo tempo. Rimane comunque il personaggio meglio sfruttato di tutto il film, soprattutto per il fatto che, stranamente, NON MUORE. Da che ho memoria, (ma ci sta che mi sbagli) nessun film di Star Trek era mai terminato senza la rituale meritata morte del cattivo.  Stavolta non succede. Come l’avevano scongelato all’inizio, alla fine a Khan lo surgelano di nuovo. Quindi questo bel terminator lievemente effemminato ce lo potremo benissimo ritrovare tra gli zebedei nei film futuri.

3) I Klingon col piercing

Oh bene. Finalmente vediamo i Klingon nell’universo re-immaginato da Geigei. L’unica cosa positiva che si può dire è che anche loro hanno le creste craniali, ma per il resto i loro colleghi nella timeline originale li suonano di brutto. Vestiti come i prussiani nella grande guerra e con movenze più da rettili che da guerrieri spaccaculi, i klingon si dimostrano anche inetti nell’arte che li ha resi celebri, quella della guerra. Khan, da solo, si teletrasporta tranquillamente su Kronos (e su ‘sta cosa ci torneremo dopo) senza che se ne accorgano, fa fuori 3 equipaggi di altrettante loro astronavi simili a FALENE, e poi se ne va senza neanche pulire il water.

4) Mezza citta' appiattita e la gente che fa shopping

Il top del non-sense se lo aggiudica la scena della distruzione di San Francisco. La nave del cattivone (non l’Enterprise) precipita sulla citta e pialla quartieri, palazzi, gente, EVERYTHING! A occhio e croce ci dovrebbero aver rimesso le penne diverse migliaia di persone. Ciò nonostante, NESSUNO si preoccupa della carneficina appena avvenuta e TUTTI cercano incessantemente di acchiappare Khan. Non basta. Quando Spock scende per inseguirlo, corre a perdifiato in mezzo alla gente che continua tranquillamente a portare in giro il cane e fare shopping. Vai così Geigei che il prossimo “Fast and furious” non te lo leva nessuno.

5) Il superteletrasporto

Questo problema, in verità, si era già manifestato anche nel film precedente. Il teletrasporto lo ha fornito la fata madrina e con un semplice “Bibidi-bobidi-bù” uno può arrivare ovunque desideri. Khan fugge dalla terra con un dispositivo di teletrasporto quantistico portatile che lo porta direttamente su Kronos. Ma se è così facile spostarsi individualmente a grandi distanze; c’è qualcuno che sa spiegarmi la necessità di allestire una flotta di enormi astronavi per esplorare l’universo? Misteri di Geigei.

6) Il nucleo di curvatura ripartito A PEDATE

Quando ho visto la scena quasi non ci volevo credere. Mi sembrava di rivedere mio padre con il vecchio televisore a valvole (30 anni fa) quando non gli restava in sintonia. Giuro ragazzi, è successo veramente. Dopo le gare di LANCIO DEL NANO posso dire di aver visto anche questo. Kirk ha riallineato il nucleo di curvatura A CALCI. Ogni commento è superfluo.

7) Il pretesto per tirare in ballo il vecchio Spock

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A un certo punto, totalmente inaspettato, ti spunta fuori il vecchio Spock. Bellissimo momento nostalgia, per carità. Personalmente mi ha fatto molto piacere rivedere l’unico anello di collegamento con l’universo originale. LACRIMONI. Il pretesto per tirarlo in ballo è però di quelli che ti fanno venire l’orticaria. Kirk decide di allearsi con Khan per salvare l’Enterprise e Spock ha uno scrupolo di coscienza e si chiede: “Aò, ma chi è ‘sto Khan?“. Alza la cornetta, chiama il vecchio Spock e gli chiede: ” A nonnè, ma che te ‘o conosci Khan?” L’altro ovviamente gli spiffere tutto: che Khan è un assassino, che non si devono fidare, che alla fine li ucciderà tutti. “Grazie nonnè, tante cose a te e famija“.
Ecco. Questa cosa sembra che abbia un senso ma in realtà non ce l’ha. Se questo Khan appartiene all’universo alternativo, perchè si chiede informazioni sulla sua identità all’unica persona che proviene da un altro universo? Non è più facile chiedere direttamente al computer di bordo? Khan è stato un personaggio storico molto importante durante le guerre Eugenetiche. È sui libri di storia!

Conclusioni

Vi potrebbe sembrare che non l’ho apprezzato, ma nonostante tutti i buchi di trama e le inconguenze, il film non mi è dispiaciuto. È molto migliore rispetto a quello del 2009 e ha una sceneggiatura più complessa, anche se scade un po’ nel finale. In alcuni momenti mi è perfino sembrato di assistere a un episodio della serie originale, ma il plagio de “L’ira di Khan” è stato scongiurato per un soffio.
Spock alle volte è un po’ coglione. Sembra quasi più un disadattato piuttosto che un vulcaniano che sopprime le emozioni. A un certo punto mi è anche parso di vederlo sorridere, ma mi rifiuto di crederlo. Verificherò quando comprerò il blu-ray.
Chris Pine è sempre più a suo agio con il personaggio del capitano Kirk. Ci sono stati dei momenti di esaltante Shatnerismo che mi hanno spiazzato, e che mancavano completamente nel film del 2009.
Mi è piaciuto anche il modo in cui l’Enterprise è stata rappresentata. L’effetto Warp rende molto di più quando si lascia dietro quelle sottili scie blu, dà un vero e proprio senso di velocità mentre la nave lievemente si deforma.
L’introduzione di Khan è stata azzeccata, magari non sfruttata in pieno, non perfetta ma funzionale. Peccato solo per il coefficiente di Star Wars, questa volta impennato e vicino al 90%. SUL SERIO! Ci sono certe sequenze che sono vere e proprie copie carbone della saga di Lucas. E tutto, dico TUTTO, rimanda sempre a quella galassia lontana lontana, pure le alte uniformi della flotta adesso sembrano quelle degli ufficiali dell’Impero.
Geigei Abrams è riuscito a fare di Star Trek una miniera d’oro di effetti speciali. Ma la domanda è: questa versione di Star Trek riuscirà mai a creare una saga lunga 50 anni come l’originale ha fatto? Certo che si…BAZINGA!

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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1 Response

  1. Ilario ha detto:

    Beh, io un errore l’avrei pure trovato.
    Noi sappiamo che gli ultimi 2 film riscrivono un po la storia a causa dell’arrivo di Nero dal futuro avvenuto nel 2233 (mi pare che la data sia questa). E logico (mi sento un po vulcaniano a dire cosi) pensare che gli avvenimenti storici del mondo di star trek siano rimasti gli stessi fino al 2233 e siano cambiati successivamente a quella data.
    Ma torniamo indietro nel tempo fino alle guerre eugenetiche. Siamo nel 1996, i modificati vengono definitivamente sconfitti e Khan, insieme a 84 dei suoi compagni, trova rifugio in capsule criogeniche all’interno della USS Botany Bay. Magicamente in questo film i compagni di Khan si sono ridotti a 72. Per citare il mio amico Simone Guidi: Misteri di Geigei.

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