Bigger, Better, Faster, MEH : Stranger Things 2

Se mi somigliate almeno un pochino, avrete sicuramente passato il primo fine settimana di Novembre divorando la seconda stagione di Stranger Things in binge watching. Il vostro cane avrà pianto, i vostri figli avranno chiamato il telefono azzurro, il gatto sarà dimagrito, davanti casa Superman e il Generale Zod se ne saranno date di santa ragione radendo al suolo la provincia, ma voi non avrete sentito niente di tutto questo. Assolutamente NULLA. Questo perché eravate troppo assorti nel seguire la campagna di rielezione dei fratelli Duffer alla carica di Dei dei telefilm. E immagino che quando avrete finito di vederla vi sarete fatti alcune domande che tuttora rimangono senza risposta. Si, lo so. Sono ODIOSO quando faccio così, ma è una questione di principio, sennò che vecchio criticone sarei? Quindi, adesso penso che sia il momento giusto per riunirci, sederci intorno a un tavolo virtuale, e urlarci in faccia l’un l’altro le nostre rispettive ragioni per stabilire cosa abbia funzionato e cosa no in Stranger Things 2. Come ho detto prima: è una questione di principio.

A quindici mesi dal debutto della prima stagione di Stranger Things, la seconda è finalmente arrivata su Netflix, ed è molto più un sequel cinematografico piuttosto che una seconda stagione vera e propria. Dal suo titolo, Stranger Things 2, al nuovo logo, alle stesse idee della prima stagione ma estese, lo spettacolo che i telespettatori si trovano a guardare si adatta perfettamente al modello da esportare al cinema. La cosa non sorprende più di tanto. I fratelli Ross e Matt Duffer, creatori della serie, sono partiti proprio da quell’idea: farla sembrare un lungo film sezionato. In Stranger Things 2 ripetono il trucco e, come tipicamente accade con i sequel dei film di successo, la stagione è più lunga, più grande, e più ambiziosa della predente. Tuttavia, è anche vittima di alcune trappole tipiche dei sequel al cinema tipo quel vago sapore di già visto che aleggia per tutte le sue puntate.

È soltanto la tua stupida opinione…

Eh beh. Sì. È solo la mia opinione e Stranger Things 2, come i sequel dei grandi film che hanno segnato gli ’80, è molto affascinante come il suo primo capitolo ma altrettanto frustrante. Sì, ok. Il periodo è quello; tutti indossano ancora i jeans, il cielo è ancora blu, la scuola è ancora un lavoro pesantissimo ed è di nuovo Halloween, ma stavolta siamo nel 1984. È passato un anno da quando Will Byers scomparve misteriosamente per un’intera settimana ma Terminator è appena arrivato in quegli stessi cinema che poco prima avevano proiettato Ghostbusters e, insomma corridori, è ancora un gran momento per essere vivi. Sotto questo punto di vista Stranger Things non fallisce.


C’è però una differenza fondamentale che condiziona noi spettatori dalla prima volta che lo abbiamo visto: adesso viviamo in un mondo post remake di IT.
Solo alcune settimana fa, l’adattamento del libro di Stephen King ci ha catturato tutti in sala, diventando il film horror con maggiore incasso nella storia del cinema ( e non senza motivo in quanto è un buon film), però ha cavalcato un’onda che, guarda caso, è stata gonfiata anche dal successo di Stranger Things. Va da sé che un po’ della magia che c’era un’anno fa sia scemata, assumendo i contorni nitidi di una vacca da mungere.
In questa nuova stagione si parla ancora dei dolori della crescita. Si tratta ancora i temi cari al nostro caro zio King come la negligenza genitoriale, l’infanzia traumatica, le gioie dell’amicizia e dei primi amori. Si raddoppia su tutto quello che ci è piaciuto nella prima stagione: la musica è più presente, le immagini sono maggiormente curate, i personaggi e le location sono di più; il tutto presumibilmente grazie a una severa iniezione di budget derivato dal mirabolante successo. La chimica tra i protagonisti funziona come sempre, e le loro storie individuali sono ( escluso Mike), come nella stagione 1, sviluppate con perizia, senza contare che le citazioni anniottantare sono numerose e calcolatissime. Questa è l’impressione generale che deriva da una prima visione senza fare le pulci.

Laggiù c’è una pulce bella grossa…

Onestamente, però, quando le pulci cominciano a mordere ci si può interrogare riguardo all’utilità di inserire una sottotrama dedicata alle indagini sulla scomparsa di Barb. È veramente utile averlo fatto, oppure è solo la diretta conseguenza di voler compiacere tutti quei fan americani che si sono sfogati su twitter con l’hashtag #justiceforbarb ? O ancora: è veramente necessario tenere Undici separata dal gruppo per tutte quelle puntate? No. Non lo è. I Duffer Brothers non imparano nulla da Scooby Doo: la divisione è la cosa peggiore, ma è anche vero che se Undici ci fosse stata dall’inizio, con i poteri telecinetici che si ritrova, la serie sarebbe potuta durare quattro episodi. E vogliamo parlare di Billy il nuovo bullo? Qual’è il reale contributo di questo personaggio alla trama se non quello di rompere i coglioni? Immaginatevi al pub mentre cercate di riassumere in poche battute i profili dei protagonisti a un amico curioso: «…Winona Rider piange, Undici s’incazza, Dustin spalla comica, e Billy rompicoglioni.»

Tu non puoi capire quanto sia inutile e fastidioso questo nuovo personaggio!

Cinque episodi. Tanti ne sono necessari prima che il crescendo arrivi al culmine e si comincino a sentire i primi scricchiolii nella trama. E dopo la visione del settimo episodio, i dubbi diventano certezze: più di cosí Stranger Things 2 non può dare. Il settimo è un episodio superfluo in cui Undici scopre di più riguardo alle sue origini, o è un grosso cartone animato distopico live-action messo lì per presentare personaggi che verranno utilizzati nella terza, probabilissima stagione? Le sue conseguenze sul resto della serie sono scarse e quindi potremmo chiamarlo con il suo vero nome: FILLER. Tutto questo, però, ci porta a una tragica realizzazione: Stranger Things 2 forse non è così bello come ci aspettavamo. Si, certo, non è male, ma si posiziona una spanna sotto la prima serie. È come uno di quei sequel cinematografici 🍿 tipo Ritorno Al Futuro Parte II o Indiana Jones E Il Tempio Maledetto. Generalmente memorabili, unanimamente apprezzati, ma universalmente riconosciuti come inferiori al suo predecessore.

Al netto di tutti i suoi difetti, la seconda stagione non cerca mai di superare le meccaniche della prima. Come i capelli di Steve, è il frutto di un sapiente mix tra ingredienti di qualità ed è disseminata di piccoli germogli per la terza stagione, tipo un democane chiuso nel congelatore, per dire.  Rimane semper fidelis a quella sua linea primigenia che due estati fa ci fece innamorare di lei, ovvero, il farci intimamente sapere che tutti i ragazzi si salveranno, tutto andrà bene, e la stagione finirà con una canzone classica degli anni 80 che ci farà sospirare, ma succedono talmente tante cose nel corso delle sue puntate che uno si dimentica che il finale è esattamente quello che si aspettava. Nonostante tutto questo, Stranger Things 2 ha un sacco di cuore, devo ammetterlo, e non mi sento di bocciarla. Guardatela. La amerete come avete amato Ritorno Al Futuro 2, meno appassionatamente ma con profondo sentimento.

Febbraio 2017: Undici e lo sceriffo Hopper durante le riprese della seconda stagione di Stranger Things

 

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4 risposte a Bigger, Better, Faster, MEH : Stranger Things 2

  1. Ste84 scrive:

    Finita di vedere ieri sera. Se non fosse stato per l’effetto sorpresa, ovviamente assente questa volta, mi sarebbe piaciuta tanto come la prima stagione. O quasi. Diciamo che se nella prima tutto filava liscio come l’olio in questa seconda stagione ho anche io avuto dei vaghi sentori di filler qua e là ma nulla di troppo grave. La sottotrama investigativa su Barb non mi ha disturbato più di tanto e nemmeno l’introduzione del personaggio del bullo (almeno c’era il pretesto per schiaffare dentro qualche pezzaccio metal old school come piace a me!) e sua sorella (che però non mi ha fatto proprio impazzire come prova recitativa), invece mi ha pesato un po’ tutta la parte sul gruppo di “punk” ai quali 11 si aggrega. Sarà anche servito per introdurre il personaggio della sorella di 11 che probabilmente tornerà nella terza stagione ma quella parte mi è piaciuta poco, l’ho trovata un po’ improbabile e troppo slegata dal contesto generale. Ma magari sbaglio io. A parte questi difettucci sui quali sono passato sopra come un panzer fregandomene di tutto e tutti, la serie continua a piacermi molto e non vedo l’ora che esca la prossima. Anche perchè se nella seconda stagione ancora si può perdonare qualche deja vu, nella terza dovranno davvero fare un gran lavoro di trama per andare oltre e non farla diventare troppo ripetitiva. Chissà cosa si inventeranno!

    • Simone Guidi scrive:

      Nonostante tutto quello che si può spulciare, rimane comunque un buon prodotto. Lievemente sotto la prima stagione ma sempre buona. L’episodio 7 è sinceramente ingiustificabile. È troppo alieno a tutto il resto, troppo un pugno in un occhio in mezzo a tutti gli altri episodi. Sai che; hanno voluto concentrare in quel solo, unico episodio tutto il raccontabile della sorella di 11 e la sua cricca. Se lo avessero spezzettato e distribuito spalmandolo sulle altre 9 puntate lo avremmo digerito tranquillamente. E invece è tutto lì, il Malloppazzo. Un episodio intero con la sorellina 8 e i punk abbestia di Ken Shiro. Vabbè dai, rimane comunque una bella serie. Ora vediamo per la terza che combinano:) Stasera alle 19 I Cugini trasmettono uno specale dedicato su http://www.atomradio.it. Se ne fai caso, ascoltaci.

      • Ste84 scrive:

        Bella trasmissione, devo seguirli più sovente I Cugini! A un certo punto mi sono distratto per non bruciare la cena (ho rischiato grosso!) e quando sono tornato al pc c’era un ragazzo che parlava, non so chi era ma ha detto una cosa davvero interessante… ovvero che questi film di avventura per ragazzi possono essere giusto ambientati fino agli anni ’80 perchè ai ragazzi di oggi con la faccia affondata nello smartphone di vivere avventure come quelle non gliene potrebbe fregare di meno e quindi quel genere di film ambientato ai giorni nostri non sarebbe credibile. Questa cosa mi ha dato molto da pensare…

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