Il fondamentalista videoludico : di quando guardai lo streaming di kenobisboch e ne fui pienamente soddisfatto

datacassettePremessa personale: quando scrivo di videogiUochi, d’ora in poi esclusivamente qui visto il mio abbandono del PROGETTO GESÙ , non lo faccio per fare accademia; per quello esistono le persone serie, lo faccio per il puro piacere di farlo, senza secondi fini ma con una gran voglia di rivivere, scrivendolo, quei momenti che mi hanno fatto tanto esaltare nei verdi anni della gioventù. Alle volte spero addirittura che, leggendo, qualcuno delle nuove generazioni possa interessarsi a questi giUochi e provare a rigiocarli, pensa un po’.
Detto questo, non ci guadagno niente ammettendo la mia grande simpatia verso la Kenobisboch Production, perché quando seguo i loro retrostreaming mi trovo molto a mio agio e riesco a percepire quello stesso tipo di atteggiamento con il quale anch’io affronto l’argomento. Kenobit e Babich sono indubbiamente gli artefici di qualcosa di unico, riescono a farmi sorridere e al contempo mi ritrovo a pensare che forse, sotto sotto, mi stiano prendendo per il culo. Penso comunque che guardare il loro show (perché di show possiamo tranquillamente parlare) sia una bella esperienza per tutti i retrogamers che vogliano definirsi tali, e ho capito che il modo migliore per farvi decidere se valga la pena o no dedicare due orette della vostra vita al suddetto streaming sia di farvelo conoscere. L’altra sera, per esempio, lo show era dedicato alle cassettine pirata nelle edicole degli anni 80, ed è stato sublime. Vi potrebbe interessare? Iniziamo.

Anche se in apparenza lo streaming di Kenobisboch può sembrare una cosa fatta per i bambini delle scuole elementari, in realtà è una cosa fatta per coloro che hanno ancora un bambino delle scuole elementari dentro di sé, e siccome chi non ha più quel bambino rompicoglioni è fondamentalmente una persona molto triste che non sa ridere delle cose belle e semplicione della vita, lo streaming di Kenobisboch è un capolavoro imperdibile.

CHE COS’È IL RETROSTREAMING?

È una “trasmissione” visibile su Hitbox, provieniente dal salotto di Fabio Bortolotti (in arte Kenobit), a base di gameplay di videogiochi vecchi, ma con più bagaglio culturale sulla norma del genere e ben poca capacità di mantenere un seppur minimo senso del pudore videoludico. Vorrei potervi spiegare meglio, con dovizia di particolari, cosa significa, per una persona che nel 1985 aveva 13 anni, assistere ad una cosa del genere, ma purtroppo rischierei di scadere nel banale, o peggio, nel maliconico. Il fatto è che rivivere questo tipo di esperienza, per un vecchio di merda come il sottoscritto, si dimostra sempre molto liberatorio per tre semplici motivi:

  1. La presa di coscienza che, in quegli anni, perdere tutto quel tempo davanti ad un home computer cercando di risolvere Dallas Quest o finire Bruce Lee, non era una cosa strana o insolita, ergo, noi brufolosi non eravamo soli nell’immenso vuoto che c’era, anzi, eravamo LEGIONE.
  2. La constatazione che, se solo avessimo avuto internet e i social, quella legione l’avremmo potuta organizzare in cellule autonome per colpire come un unico maglio tutti quei tarri che ci davano dei disadattati perché giUocavamo selvaggiamente ai videogiUochi, oltre al fatto di poter materialmente fondare una piccola repubblica indipendente in sud America denominata “El Videojuegor”.
  3. La convinzione che, a distanza di trent’anni, quei giUochi sono ancora divertenti e hanno un valore emozionale inquantificabile. Partendo da loro si è sviluppata una fiorente industria che muove zillionate di paperdollari, poi oh, vedere gente che gioca quei classici con tanta passione suscita nel quarantenne un senso di comunità(di recupero).

 

DI COSA TRATTAVA L’ULTIMO RETROSTREAMING?

Come anticipato all’inizio, protagoniste erano le cassettine pirata in vendita nelle edicole italiane durante gli anni ’80. Più volte ho sottolineato sulle pagine del blogghino che in Italia, durante gli sfavillanti eighty, il diritto in materia di copyright aveva più buchi di Sid Vicious e questo faceva sì che la pirateria informatica fosse un fenomeno diffusissimo, remunerativo, e molto tollerato. I giochi per i vari home computer, in particolare per il popolare Commodore 64, venivano spudoratamente craccati, tradotti alla boiadiungiuda, copiati su cassetta, e rivenduti serenamente nelle edicole della penisola, il tutto senza contravvenire ad alcuna legge o incorrere in alcuna sanzione, semplicemente per il fatto che le leggi e le sanzioni non esistevano.
Quindi succedeva che i genitori di noi brufolosi si recassero dal giornalaio per acquistare la gazza o Amica, e poi se ne tornassero a casa con un regalino per il giovane rampollo che era, appunto, una cassettina zeppa di videogiochi attualissimi ma tarocchi, acquistata in totale buona fede alla modica cifra di 7/8000 lire.
In quel mondo senza internet, molti di noi vennero a conoscenza dei classici del videogioco attraverso questi canali, crescendo convinti che BOULDER DASH si chiamasse CADUTA MASSI, o che LAZY JONES si chiamasse SALA GIOCHI, e credendo perfino che fossero programmi italiani visto la disponibilità di una versione in madrelingua.
Ecco. Kenobit e Babich hanno costruito una puntata intera su questo fenomeno. Giocando per intero una vecchia cassettina da edicola zeppa di titoli ed emulando perfino i tempi di caricamento del mitico Datasette 1530. Una roba da turbonerd, è vero, ma una roba anche fottutamente interessante.

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A CHI È DESTINATO IL RETROSTREAMING?

Se siete quel tipo di persona per cui la grafica iper-realistica, il suono stereo ultra performante e i pad con numerosissime opzioni di comando rappresentano il solo e unico divertimento concepibile (e se lo siete veramente forse dovreste riconsiderare il vostro senso dell’umorismo, la vostra maturità e il vostro diritto di stare al mondo) Kenobisboch susciteranno in voi la stessa reazione che potreste avere di fronte a una puntata di Amici: imbarazzo, noia, rabbia, voglia di gettare la spugna e farla finita con questa vita agra e mai dolce.

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Sì, carini, però…

Se siete quel tipo di persone curiose per natura e dedite al divertimento senza che debba necessariamente essere il massimo della tecnologia, un po’ bambinoni racchiusi all’interno di un corpicione da quarantenne peloso, flautolente, e amareggiato dalle crudezze della vita ma con l’inestinguibile voglia di godere di una birretta gelata, di una serata scazzo, di Elio e le Storie Tese e l’onda quadra di un Gameboy, beh, avete raggiunto il posto giusto perché Kenobisboch vi faranno l’effetto di Rocky IV: esaltazione, rimpianto, ammirazione, e la convinzione che là fuori, da qualche parte, c’è qualcuno un po’ simile a voi e non gliene frega un cazzo.

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Tipo lei

Il canale Hitbox dei RetroStreaming

Il canale Youtube dove trovare i RetroStreaming il giorno dopo.

E adesso dichiaro chiuso il televoto e procedo nello spammare il retrostreaming sulle cassettine pirata, prendete e godetene tutti.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Giank ha detto:

    Scorrevo velocemente il video, per curiosità, finché non è apparso Bruce Lee: a quel punto sono stato sommerso dai ricordi ed ho DOVUTO vedere fino alla fine.
    Bellissimo: come ho potuto dimenticarmene? 🙂

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