Gli stronzissimi vecchietti di Silvio Dona’

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Luisa ha le tette grosse

Dice, ma perchè ci stai tartufando i maroni© con tutte queste recensioni di libri? Semplice. Perchè sono in FERIE. Periodo in cui la maggior parte delle persone si dedica notoriamente a non fare un cazzo niente e/o fare tutte quelle cose che si sono ripromesse di fare durante l’anno ma non hanno mai avuto tempo per farle e si sono accumulate.
Appunto per questo, quando è scattata l’ora X e la ditta ha chiuso i battenti in un fuggi fuggi fantozziano, a casa mi attendeva una cospicua pila di vari libri. Dai titoli ruggenti di autori affermati ai titoli miagolati di quelli esordienti.
Leggi che ti rileggi arrivo finalmente a “Luisa ha le tette grosse” di Silvio Donà. Autore Ggiovane ( mi viene da ridere se penso a come questo aggettivo viene usato in Italia ) e carismatico, molto presente su Anobii e Goodreads, ma se si fa una ricerca veloce con Google si capisce che anche su internet rivendica il suo territorio.
Devo essere onesto, oltre all’indubbia simpatia e affabilità dell’autore, la mia attrazione verso questo libricino era motivata dallo scoprire QUANTO grosse fossero le tette di ‘sta famigerata Luisa, e sotto questo aspetto sono rimasto deluso. SOLO sotto questo aspetto però, sia chiaro. Per tutto il resto è stata la scoperta di uno scrittore maturo quanto basta ( considerando che alcuni passano dall’acerbo al marcio senza mai essere maturi ) e con notevoli capacità.
Come avrete capito il romanzo, alla fine, non parla solo di tette ( grida di disapprovazione dalla piccionaia).
Cioè, mi spiego meglio.
Le tette sono ben presenti ma non sono le uniche protagoniste. Sono funzionali. Sono il motore che innesca tutto.

BRUM! BRUUUM! BRUUUM!

E allora partendo da un bel paio di tette si arriva a fare la conoscenza di Angelo. Quello che, nella storia, ne viene così follemente attratto, così inesorabilmente sedotto da mettere in discussione la sua intera vita, e di conseguenza precipitare in una crisi di mezza età dai risvolti drammatici.
Detta così sembra facile, forse anche un po’ banale, ma non lo è se a scrivere il tutto c’è Silvio Donà.
L’autore ha uno stile ironico, graffiante, che riesce ad alleggerire gli aspetti grotteschi della vicenda e magnetizzara il lettore fino all’ultima pagina, dove riserva un finale a sorpresa da 10 e lode.
Anche se, come me, non riuscirete completamente a identificarvi con il protagonista, anzi, per certi versi lo odierete ( io sono fatto così. Sono un’animale. Chiedete in giro ). Per altri non potrete fare a meno di condividere alcuni suoi timori, parecchie sue paure. Insomma, Angelo magari non si fa amare appassionatamente ma di certo fa riflettere tutti quanti.
A mio giudizio personale, ritengo che durante il romanzo, Donà tocca il suo apice in due punti diversi.
1. La lettera che Angelo scrive per il rettore dell’università della terza età, e che inizia con il bellissimo incipit: Stronzissimi vecchietti©.
2. L’incontro ravvicinato di Angelo con la ragazzina maiala spregiudicata nell’autobus gremito di gente.
Solo questi due passaggi, presi da soli, avrebbero la facoltà di risolvere la giornata a un prigioniero politico in un carcere cinese.
Si, è vero, stiamo parlando di un romanzetto di 110 pagine, non di “Guerra e Pace”. In versione economica lo si può trovare proprio questa settimana in allegato a quel quotidiano fetido dubbio che è LIBERO. Provarlo non costa niente, circa 80 centesimi di euro. Se lo leggerete rischierete seriamente di fare un buon affare, sotto tutti i punti di vista. E come me, alzerete la pila dei libri da leggere con il suo titolo successivo: “Nebbie”, disponibile anche in ebook ( goduria).

© = Copyright Silvio Donà 2012.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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