Superfrog : l’alternativa amighista a Sonic e Mario

TEMPO DI LETTURA: 6 minuti

Superfrog_(Amiga)_01Questa storia ve la racconto così come la ricordo, il ché potrebbe voler dire che ci saranno dei buchi, delle imprecisioni notevoli, e con ogni probabilità qualche errore clamoroso.
La storia inizia da qualche parte tra i miei ventuno barra ventidue anni, davanti allo schermo televisivo di camera mia mentre infilo dischetti rigorosamente piratati nel lettore dell’AMIGA 600. L’AMIGA 600 è assolutamente figo, con giochi coloratissimi dal suono stereofonico performante che i dj della discoteca gli puppano la fava, ed è pure esteticamente compatto e accattivante rispetto alla sua precedente incarnazione modello 500.
Carico i dischetti, dicevo, e a un certo punto mi compare questa scritta: TEAM 17, a cui fa seguito uno dei più bei giochi clone di SONIC THE HEDGEHOG mai visti prima, e tenete conto che io non avevo MAI giocato a Sonic the hedgehog in vita mia. Avete capito di che parlo amighisti? Avete ricevuto il messaggio? Understand?
Andiamo và. Proviamo a inseguire ‘sta cazzo di ranocchia. Musica!

Va detto: gli anni dell’Amiga sono stati grandi anni, non tanto per l’indubbia superiorità della macchina, è vero, quanto per il fatto che ce l’avevamo in tantissimi e il parco software era virtualmente sconfinato. Per uno come me che arrivava dall’esperienza Atari 8bit (una buonissima macchina che purtroppo in Italia venne promossa alla carlona e supportata alla cazzo di cane) fu un passo naturale a rivoluzionario. Per la prima volta anch’io potevo contare su una vasta rete di vicini di casa / amichetti che trafficavano in software piratato con i quali scambiare giochi senza dovermi per forza affidare alle poste italiane e a qualcuno distante centinaia di chilometri da casa mia.
Insomma, fu un vero svacco, anche se però durò poco dato che, col mio solito tempismo e coordinazione, atterrai sul pianeta Amiga nel 1993 e l’anno dopo la Commodore fallì, lasciando di fatto il mercato dei computer e ponendo termine al supporto delle sue macchine da parte delle terze parti.

being-cool-fail

tempismo e coordinazione

Quando si parla di retrogames, ogni piattaforma di quei tempi laggiù ha avuto il suo gioco migliore, il suo picco assoluto del divertimento che gli ha conferito un’identità, rendendola per certi versi immortale nella memoria dei giocatori. E quando si parla di piattaforme a 16 bit non si può prescindere il SuperNES e il MEGA-DRIVE ( o GENESIS nella terra dei caoboi ) che avevano tonnellate e tonnellate di giochi platform estremamente ganzi e veloci interpretati da tizi tipo Mario e Sonic. Due personaggi molto diversi tra loro ma entrambi fantastici ed ESCLUSIVI. Così, mentre gli altri si divertivano, noi amighisti stavamo a guardarli un po’ così, con le labbra compresse e l’espressione costipata di uno che vorrebbe, potrebbe, ma col piffero che ci può giocare.

:-(

🙁

Detto questo, io non è che ero un triste che guardava con invidia alle macchine degli altri sperando di essere invitato a casa loro per una partita o due eh?! Col cavolo, no! Come tutti gli Amighisti che si rispettino avevo il mio asso nella manica ed era un giochillo che non sfigurava per niente davanti ai colossi di SEGA e NINTENDO, anzi, per certi versi era anche superiore ( che poi io il SNES e il MEGA-DRIVE non li ho mai avuti per cui la sto buttando lì con sboronaggine).

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ironia

Nell’anno celeste del nostro Signore Iddio 1993, su Amiga, la software house Team17 se ne uscì con un vero gioiello, la risposta a Sonic e Mario che tutti i proprietari del computer di casa Commodore agognavano: SUPERFROG.

TAH-DAAA

Un gioco in cui si interpretava un personaggio con una storia ben definita alle spalle, perché se si ha intenzione di fare il mazzo a Sonic e Mario bisogna averci un minimo di background, e che cavolo?! Sono le basi del marketing ragazzi. Una storia, dicevo, anche un po’ classica e per questo di sicuro effetto. Una storia che veniva spiegata per bene in una bella (per quei tempi) intro animata all’inizio della versione per Amiga e che, GIUSTAMENTE, nessuno si filò perché essendo noi amighisti dei piratoni, no da 10, ma da 100 e lode, avevamo tutti la versione monca senza tanti fronzoli tipo, appunto, la INTRO.

 

Al tempo nessuno ci fece caso, anche perché qui in Italia non c’era e poi era tanto buono il Chinotto, ma la bibita energetica Lucozade che conferiva i superpoteri al nostro ranocchio esisteva davvero ed era lo sponsor ufficiale del gioco. Questo tipo di operazione non era insolito nel panorama videoludico di allora, basti pensare a cosa fece Chupa Chups con ZOOL, oppure la Budweiser e Root Beer con TAPPER.

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Zool

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Ma veniamo al gioco dal punto di vista tecnico: la grafica di Superfrog spremeva letteralmente tutto ciò che era spremibile in un computer Amiga, riuscendo a mantenere un solido framerate di 50 fps con una risoluzione di 320 × 256 pixel. Tenete conto che il Mega-Drive visualizzava i suoi giochi con risoluzione da 320 × 224, e il SNES andava con 256 × 224. Così, almeno in questo caso, Amiga batteva SEGA e NINTENDO. Tiè! Soocate nippo maledetti.
Ma non era tutto.
Per Superfrog, i geni del male del Team17 riuscirono a tirare per i capelli l’hardware, facendogli visualizzare ben 64 colori contemporaneamente, raddoppiandoli rispetto allo standard che si vedeva nei giochi per quella piattaforma.

Dal punto di vista puramente giocoso, invece, Superfrog doveva competere con il level design di Sonic e Mario e qui le cose si facevano veramente serie, ma mentre i livelli di Mario erano elegantemente disposti e spesso richiedevano competenze da laurea con carichi di pazienza inimmaginabili per essere superati, e mentre Sonic puntava tutto sulla velocità del gioco in sé, Superfrog era un po’ tutt’e due, ma forse più sbilanciato verso il riccio di SEGA. I livelli erano vasti e pieni di mostri (beh, non vorrei chiamare quelle simpatiche creaturine mostri, ma visto che ti UCCIDONO…), trappole, gadget e interruttori che spesso richiedevano una certa dose di ragionamento per essere attivati correttamente, e poi un sacco di aree nascoste che esaltavano la giocabilità a livelli infiniti.

Product Placement

Product Placement

È davvero difficile riassumere Superfrog senza descriverlo come un gioco impressionante. È unico e stimolante (con uno dei primi product placement in-game). Purtroppo, pur essendo stato un discreto successo non ha mai raggiunto l’attenzione che meritava e fu estremamente sottovalutato. Se vivessimo in un mondo giusto forse adesso vi rimanderei alla recensione di Superfrog II, oppure, Superfrog III – Frogs in space, ma purtroppo non viviamo in un mondo giusto ma nel migliore di quelli possibili e ci dobbiamo accontentare.

TRIVIA: nella versione Amiga si dispone di un livello bonus, tra i mondi 5 e 6, ispirato a piene mani da un precedente gioco sempre della TEAM17, Project X, ma in questo caso viene denominato “Project F”. Il bonus consiste in un semplice shoot-em-up a scorrimento laterale con la nave spaziale originale sostituita da Superfrog che indossa un casco da astronauta.

Superfrog_(Amiga)_02

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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3 Responses

  1. catapulta ha detto:

    oooh..che gioco! allora sei stato anche amighista..
    Avevo 13 anni quando è uscito. Quando l’ho provato sul mio Amiga 500 (con la “super” espansione) non credevo ai miei occhi: era uno dei migliori giochi mai visti e davvero non sentivi più, da amighista, la mancanza di Super Mario…non per niente è tutt’ora scaricabile per PS Vita e Playstation..
    Forse lo dico guidato dai sentimenti…comunque per l ‘Amiga sono usciti dei capolavori che non ti facevano rimpiangere le console ( beh.. un po’ invidiavi sempre chi aveva il Nintendo), ma anzi eri orgoglioso dei giochi “solo per computer”..
    Ho versato il sangue sull’ Amiga… parla ancora di queste opere che tutti i videogiocatori dovrebbero conoscere..tipo:
    Cannon Fodder..ci hai giocato? Per me è uno dei migliori videgiochi della storia..rimane ad oggi inarrivabile..è un peccato che nessuno abbia più sviluppato qualcosa che lo eguagli.
    E chi si è inventato Moonstone?…pazzesco…ti lasciava senza parole…o un “giochino” come Nord&Sud della Infogrames..ce l’hai presente? Nella sua semplicità quanto era divertente?
    E chi può stabilire se era meglio Kick Off o Sensible Soccer? ( prima di Fifa erano forse le migliori simulazioni calcistiche mai realizzate).
    E le tonnellate di platform..alcuni originalissimi.. già con James Pond avevi un gioco che potevi paragonare a Mario…e Super Wonder Boy (ma forse era anche per console), Axel’s Magic Hammer…e mi ricordo uno degli ultimi a cui ho giocato : Yo!Joe…qualità eccelsa per l’epoca..
    e Silkworm… e Desert Strike..chi prima aveva concepito un gioco del genere?

    Però rammento anche un gioco che mi ha quasi fatto rinnegare l’ Amiga ( ma non è mai successo fino all’arrivo della Play 1) : e questo gioco è Street Fighter II. Aspettavo quel gioco da mesi dopo avere dilapidato mancette nei cabinati. Dopo aver letto la recensione su The Games Machine mi veniva da piangere..ma comunque me lo cracc…ehm.. procurai subito perchè era impossibile che non mi piacesse….beh…mi si deve ancora rimarginare la ferita al cuore che mi ha procurato vederlo e giocarci: mi sa che è la peggiore conversione che sia mai stata realizzata per un videogame..era leggermente meglio di quella per il C64..che era inguardabile.

    Meglio che mi fermi perchè potrei parlare di altre decine di giochi…
    Scusa il dilungarmi ma con l’ Amiga mi lascio andare.
    Spero che parli ancora di questa super macchina e dei suoi software.

    E davvero complimenti per il blog…non trovo mai niente che non mi interessi..
    Ciao
    Nicola

    • Simone Guidi ha detto:

      Cioè oh, Cannon Fodder?! Ho capito bene? CANNON FODDER!? Ma con una intro e una colonna sonora così come facevi a non passarci migliaia di ore-vita attaccato? Strabella! 😉


      E ci fosse solo quello…
      Grazie Catapulta, in futuro cercherò avere più riguardo per il sacrosanto Amiga. Averci tempo sai quante se ne potrebbe fare…Uuuh quante. 🙂

      • catapulta ha detto:

        Grandioso..quanti Stoo ho fatto morire…uno dei 3/4 giochi che ho acquistato originali…
        mi sa che domani vado in garage e mi porto su l’ Amiga..per vedere come sta (..si..ho Winuae sul pc…ma io voglio Lei.. e i suoi floppy..)
        ….in effetti..averci il tempo..

        Ciao, alla prossima

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