Tagged: Alamogordo

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Le migliori conversioni cinematografiche per Atari 2600

Ci sono molte cose che si possono sbagliare quando si crea un videogioco. E molti modi per poterle sbagliare. C’è però un solo modo per sbagliarle tutte quante insieme nel peggior modo possibile. E quel modo, non ve lo sto neanche a dire, è E.T. di Atari. Milioni di tastiere sono state già abbastanza martoriate per descrivere questo increscioso avvenimento, il quale, nella memoria collettiva dell’atariano medio, è diventato sinonimo di disincanto e forse a maggior ragione, frustrazione. Quello stesso tipo di frustrazione che si prova quando qualcuno parcheggia davanti all’ingresso del garage e tu sai benissimo che se anche chiamassi i...

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La leggenda confermata: Ad Alamogordo le cartucce di “E.T.” A breve anche l’arca dell’alleanza

Dopo decenni di chiacchiere, sospetti e barzellette, oggi, sabato 26 Aprile 2014, possiamo mettere un punto fermo su tutta questa vicenda. Che vicenda? Direte voi. Ma quella dell’extraterrestre senza campo e la casa videoludica più ganza del creato no?! I ragazzi sono andati, hanno guardato e hanno scavato. E indovinate un po’? Quelle dannate cartucce C’ERANO PER DAVVERO!

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Ernest Cline allo scavo di Alamogordo: Cristo Erny! Come faccio a non adorarti?

Spesso su queste frequenze rammento il signor Ernest Cline. Non capisco esattamente perché ciò accada. Forse perché è uno dei miei scrittori preferiti, credo. Ma forse anche perché mi fa simpatia come persona e sguazza nello stesso brodo primordiale di anniottantudine e nerdaggine spicciola dal quale provengo anch’io. Sì-sì. Ernest Cline, tu mi piaci. Vieni a casa che ti faccio scopare mia sorella (tanto non ce l’ho). Ma come se non bastasse il gigantesco bagaglio di stima e ammirazione che nutro per lui, che si è fatto tutto il tour promozionale del libro in DeLorean, mi sento quasi in dovere...

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Robe che dovrebbero conoscere tutti: Atari, il videogioco di E.T. e lo scavo commemorativo

Trent’anni fa c’era un’altra religiosità, c’erano i videogiochi. Divennero talmente popolari, talmente iconici che la gente non ci capiva più niente. Erano indubbiamente altri tempi, di pionieristica scoperta, ma anche anni di estrema creatività, limitata soltanto dalle scarse capacità hardware. Succedeva spesso che i videogiochi fossero prodotti da un unico programmatore che nello spazio di pochi kilobytes riusciva a spremere al massimo tutte le potenzialità della macchina facendo divertire schiere di giocatori per mesi, oppure, che grandi compagnie investissero capitali enormi per immettere sul mercato giochi bruttissimi e assolutamente ingiocabili. Il fatto era che la gente credeva a tutto, ABBOCCAVA...

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Atari’s golden age: Le prime 15 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Nei suoi primi 12 anni di storia, prima del radicale riassetto del 1984, l’Atari era diventata una delle più grandi, sgargianti e influenti aziende della storia. Aveva avuto i suoi incredibili successi e i suoi imbarazzanti fallimenti, ma forse, più di ogni altra cosa, aveva avuto i suoi segreti. Questo perchè nel 1976, quando il padre fondatore Nolan Bushnell vendette baracca e burattini alla Warner Communications, l’Atari subì un vigoroso giro di vite. Il nuovo direttore, Ray Kassar, era uno abbastanza fissato con la sicurezza e i dipendenti furono invitati a firmare accordi di riservatezza, ricevendo tessere magnetiche d’identità per...