Tagged: Atari E.T.

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Le migliori conversioni cinematografiche per Atari 2600

Ci sono molte cose che si possono sbagliare quando si crea un videogioco. E molti modi per poterle sbagliare. C’è però un solo modo per sbagliarle tutte quante insieme nel peggior modo possibile. E quel modo, non ve lo sto neanche a dire, è E.T. di Atari. Milioni di tastiere sono state già abbastanza martoriate per descrivere questo increscioso avvenimento, il quale, nella memoria collettiva dell’atariano medio, è diventato sinonimo di disincanto e forse a maggior ragione, frustrazione. Quello stesso tipo di frustrazione che si prova quando qualcuno parcheggia davanti all’ingresso del garage e tu sai benissimo che se anche chiamassi i...

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Gli spot forvianti di Atari nel 1982

Siamo nel 1982 e Atari vende videogiochi ai ragazzini. Fermiamoci un attimo a rifletterci su. Se sei un ragazzino nel 1982, deve per forza essere la cosa più figa della storia, no? Guardi le pubblicità e ti vengono di quelle cose in mente… Fai un giro nel negozio che li vende e rimani abbagliato dalle brochure, i poster, i cartonati… Accendi la televisione e vedi di quegli spot… Ma ehi! Chiunque tu sia, caro responsabile del marketing Atari, sappi che sei un grande e quando morirai ( e credo che adesso lo sia di già) andrai nel paradiso dei ragazzini...

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David Crane’s Ghostbusters: Di come sconfissi l’omino degli gnocchi di lichene e imparai ad amministrare la paghetta

Recentemente ho visto sul tubo il trailer del nuovo reboot di Ghostbusters. Non è stato molto divertente, lo ammetto, però mi ha fatto ricordare il motivo per cui ho amato i film originali. Dopo il trailer del reboot è cominciata una massiccia campagna pubblicitaria legata a Ghostbusters, e questo mi ha spinto a rivedermi di nuovo entrambi i vecchi film in bluray. Il primo film è veramente buono, esattamente come mi ricordavo che fosse. Il secondo film, beh, diciamo solo che non perdonerò mai Bobby Brown per aver composto quella canzoncina rap che ne è stata il tema (anche se...

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Orgoglio e Pregiudizio e Atari: Il regno di Ray Kassar (1978 – 1983)

L’altro mese parlo con Emiliano Buttarelli e mi dice: « Vorrei fare un podcast cazzone per celebrare la storia di Atari, però fatto in maniera che lo capisca anche un ubriaco e ci si possa divertire facendo le congetture what if ». « Vedi tu il caso, boss », gli dico, « noi siamo mesi che ci dilettiamo con i what if di Atari. Adesso, ad esempio, io sono qui ospite di Nolan Bushnell che bevo un mojito e sto discutendo sulla possibilità di realizzare una console sequel del Jaguar dal nome PlayFava. Lui vuole la retrocompatibilità con i titoli...

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La leggenda confermata: Ad Alamogordo le cartucce di “E.T.” A breve anche l’arca dell’alleanza

Dopo decenni di chiacchiere, sospetti e barzellette, oggi, sabato 26 Aprile 2014, possiamo mettere un punto fermo su tutta questa vicenda. Che vicenda? Direte voi. Ma quella dell’extraterrestre senza campo e la casa videoludica più ganza del creato no?! I ragazzi sono andati, hanno guardato e hanno scavato. E indovinate un po’? Quelle dannate cartucce C’ERANO PER DAVVERO!

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Ernest Cline allo scavo di Alamogordo: Cristo Erny! Come faccio a non adorarti?

Spesso su queste frequenze rammento il signor Ernest Cline. Non capisco esattamente perché ciò accada. Forse perché è uno dei miei scrittori preferiti, credo. Ma forse anche perché mi fa simpatia come persona e sguazza nello stesso brodo primordiale di anniottantudine e nerdaggine spicciola dal quale provengo anch’io. Sì-sì. Ernest Cline, tu mi piaci. Vieni a casa che ti faccio scopare mia sorella (tanto non ce l’ho). Ma come se non bastasse il gigantesco bagaglio di stima e ammirazione che nutro per lui, che si è fatto tutto il tour promozionale del libro in DeLorean, mi sento quasi in dovere...

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Robe che dovrebbero conoscere tutti: Atari, il videogioco di E.T. e lo scavo commemorativo

Trent’anni fa c’era un’altra religiosità, c’erano i videogiochi. Divennero talmente popolari, talmente iconici che la gente non ci capiva più niente. Erano indubbiamente altri tempi, di pionieristica scoperta, ma anche anni di estrema creatività, limitata soltanto dalle scarse capacità hardware. Succedeva spesso che i videogiochi fossero prodotti da un unico programmatore che nello spazio di pochi kilobytes riusciva a spremere al massimo tutte le potenzialità della macchina facendo divertire schiere di giocatori per mesi, oppure, che grandi compagnie investissero capitali enormi per immettere sul mercato giochi bruttissimi e assolutamente ingiocabili. Il fatto era che la gente credeva a tutto, ABBOCCAVA...