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LA TEMPESTA PERFETTA : breve compendio ad ATARI TEMPEST in vista del film tratto da Ready Player One

Devo dire che registrare trasmissioni radiofoniche per Atom Radio è più scomodo di quanto pensassi – lo studio è piccolo, buio, senza aria condizionata, e il frigorifero è sempre vuoto.  Allora per tirarmi su di morale ho inforcato la Harley, riempito le bisacce di fumo, e solcato le lunghissime autostrade americane talmente a manetta che sono tornato indietro nel tempo, arrivando a Sunnyvale, California, dove si trovava Atari nel 1980. Proprio lì, una volta piantato il cavalletto, realizzo che l’innovativo videogioco TEMPEST di Atari è un tassallo fondamentale nella trama di Ready Player One, il romanzo di Ernest Cline, ed...

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A ovest di una casa bianca : breve compendio a ZORK in vista del film tratto da Ready Player One

Se Roma ha la GNAM (Galleria Nazionale d’Arte Moderna), Bologna il MAMBO (Museo d’Arte Moderna BOIogna) e a Napoli c’è il MADRE (Museo d’Arte contemporanea DonnaREgina), CHI NON CORRE E’ PERDUTO ha pensato bene di collaborare con il MUCO (MUseo d’arte COntemporanea) di Varese. Qui, a detta dei critici, insieme alle peggiori opere dei più grandi artisti contemporanei, sono esposti i più vecchi e importanti videogiochi mai creati da mente umana. Tra gli altri, un datatissimo JOUST, un decrepito DUNGEONS OF DAGGORATH, un drammatico ADVENTURE, e un vetusto PAC-MAN. Francesco Muzzopappa è l’amministratore del museo e ci lavora da parecchi...

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Nascosto nel TRASH : breve compendio a DUNGEONS OF DAGGORATH in vista del film tratto da Ready Player One

Quasi tutti quelli che disponevano di un computer nei primissimi anni ’80, cosa tra l’altro NON scontata a quei tempi, hanno assistito ai vagiti dei videogiochi di ruolo e delle avventure grafico/testuali. Su queste frequenze ho trovato occasione per citarvi le avventure grafiche di Scott Adams e della LucasArt, per dire, ma prima di esse c’erano veri e propri pionieri tipo Ultima e l’inossidabile Zork. Come al solito questi giochi traevano ispirazione dalla letteratura fantasy, dai film e dai fumetti. E anche se ad oggi vengono ingiustamente sottovalutati non godendo dell’attenzione che meritano, avevano un’enorme carica innovativa e, soprattutto, didattica....

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PIUME DI STRUZZO : breve compendio a JOUST in vista del film tratto da Ready Player One

Succede che mi vada a rileggere i vecchi articoli e spesso (non sempre, per fortuna) ci trovi dentro parecchi motivi di insoddisfazione. Vuoi gli errori grammaticali, vuoi gli svarioni lessicali, vuoi questa ceppa di minchia; alla fine questi scritti mi lasciano l’amaro in bocca, tipo come andare a vedere Gli Ultimi Jedi, per dire. Solitamente cerco di intervenire correggendo al volo, apportando modifiche qua e là e tutto si risolve, ma, oh, con questo articolo dedicato a Joust di Williams Electronics non c’è proprio stato verso. Mai come adesso, e soprattutto dopo che mi sono andato a rileggere per la...

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Venti minuti nel futuro: la fulminante parabola di Max Headroom

Se negli anni ’80 non eravate vivi; Ok. Ci sta. È un problema vostro. Se negli anni ’80 non eravate neanche abbastanza vecchi per ricordare cosa vi stava accadendo intorno; Ok. Bene. Forse è meglio così. Negli anni ’80, comunque siano andate le cose per voi, c’era Max Headroom, e il punto non è se ve lo ricordiate o no, il punto è che impersonava e allo stesso tempo TRASCENDEVA il decennio in cui era stato creato. Quando poi si ricavò il suo spazio fisso in TV, Max Headroom diventò una sorta di celebrità strisciante, un personaggio che faceva figo...

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Una ragione per vivere e una per morire : i trailer del Comic-Con 2017

A San Diego il Comic-Con 2017 è ufficialmente finito e lo ha fatto col botto. Mai come quest’anno ci arrivano così tante grandi novità dal settore dell’intrattenimento, e infatti eccole! Maledetti nerd assetati di emozioni che non siete altro, eccole qui! A questo giro non ho saputo resistere tanta era la carne al fuoco, e così ho immortalato l’hype in questo articolo paraculo e ruffiano come pochi. Cominciamo, via.

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Un’emozione da poco (200 lire) : Sala giochi anni 80. La golden age dei videogiochi

Quest’estate, durante la registrazione del podcast su Defender con Starfox Mulder, ebbi modo di accennare alla golden age dei videogiochi. Quando lo feci, Starfox rimase un po’ così e poi disse: «Eeeh. Che poi dovremmo un attimo precisare cosa si intende per golden age dei videogiochi…». Io, lì per lì, non l’avevo capita. Per un anziano della mia anzianità quando si parla di golden age dei videogiochi si può intendere solo e unicamente quel periodo storico che va dalla comparsa di Space Invaders a, circa, toh, il 1985. E invece sembra proprio che mi stia sbagliando. Cercando sull’internet ho scoperto...

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Swordquest Contest : Quella volta che lessi l’articolo dei BIT-elloni

Avete visto il bengala rosso in cielo? L’ho sparato io. Ne sparo sempre uno ogni volta che sbatto contro un articolo interessante sul blog degli altri. Ieri ero lì che navigavo tranquillo, l’internet era piatto come una tavola, uno spettacolo di rete, guarda. Poi, tutt’a un tratto ti cozzo contro il blog dei BIT-elloni (un bel blog, ragazzi, ve lo raccomando), e ti leggo questo bell’articolo sulla saga Atari di SWORDQUEST. Allora che faccio? Chiamo StarFox Mulder e gli dico: «Bella frà, me lo concederesti il tuo articolo come guest-post sul mio blog?» Lui mi risponde «Avoja Simò, daje così,...

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Quello che resta : i Robot nel cinema degli anni ’80

Ci avevano promesso i robot, tanti robot. Potevano essere uguali a noi, indistinguibili esseri dallo sguardo gelido, oppure gli elettronici compagni di giochi che non ci avrebbero mai tradito, o ancora dei mortiferi killer inarrestabili; a noi non importava. Ci avevano promesso i robot e noi ci avevamo creduto. Cazzo se ci avevamo creduto. Ci eravamo immaginati il futuro come un fantastico parco automatizzato dove i nostri sogni di bambino si sarebbero realizzati grazie a loro. Flash Forward di 30 anni e siamo ancora qui, spiacenti, circondati da roba apparentemente innovativa tipo gli smartphone e l’iPad, ma dei robot non...

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Player One film: qualcosa si muove

Si prova sempre un po’ di imbarazzo e di sano terrore quando si comincia a parlare di adattamenti cinematografici. Delle volte vengono bene, altre volte vengono male, un po’ come la pensa mio padre nei confronti dei suoi due figli. Altre volte ancora, invece, non vengono per niente, tipo il film di LOBO,  e rimangono lì, sospesi, in attesa che qualcuno se ne occupi mentre il tempo passa inesorabile. Poi, ovviamente, ci sono adattamenti e adattamenti. Ci sono quelli tipo me alle feste, che se ci sono o non ci sono tanto è uguale, e ci sono quelli che invece...

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Volevo soltanto giocare a Galaga: Le 10 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Ci sarebbe piaciuto fare i pompieri o gli astronauti, ci sarebbe piaciuto guidare un carroarmato o un jumbo jet. In gioventù immaginavamo che in un futuro molto remoto le nostre speranze si sarebbero concretizzate regalandoci un lavoro da sogno, di quelli che facevamo cose eccitanti ma pericolose, tipo Tom Cruise in Top Gun, oppure non facevamo una beata minchia ma guadagnavamo un sacco di soldi, e lì la mente spaziava nella sezione dedicata ai fancazzisti dove c’erano due tipi di lavoro da sogno a cui una persona poteva ambire. Uno di questi poteva essere fare il notaio, l’altro era  infilarsi...

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Tutto quello che avreste voluto sapere su GIOCHI STELLARI e non avete mai osato chiedere

Se sei un figlio degli anni ’80 come me, un sacco di soddisfazioni te le hanno regalate i film di Guerre Stellari (o Star Wars, come sono stati rinominati dopo). Ma una volta che la prima trilogia si concluse, e i prequel avevano ancora 16 anni da farsi attendere, nel tuo cuore si aprì un grande vuoto. Avevo dodici anni quando Giochi Stellari (“The Last Starfighter” in originale) arrivò al cinema cercando di trasmettere quella stessa meraviglia ed eccitazione che il dannato Lucas ci aveva insegnato ad apprezzare. In parte centrò il bersaglio, in parte anche no. Ma una cosa riuscì di...

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Ernest Cline allo scavo di Alamogordo: Cristo Erny! Come faccio a non adorarti?

Spesso su queste frequenze rammento il signor Ernest Cline. Non capisco esattamente perché ciò accada. Forse perché è uno dei miei scrittori preferiti, credo. Ma forse anche perché mi fa simpatia come persona e sguazza nello stesso brodo primordiale di anniottantudine e nerdaggine spicciola dal quale provengo anch’io. Sì-sì. Ernest Cline, tu mi piaci. Vieni a casa che ti faccio scopare mia sorella (tanto non ce l’ho). Ma come se non bastasse il gigantesco bagaglio di stima e ammirazione che nutro per lui, che si è fatto tutto il tour promozionale del libro in DeLorean, mi sento quasi in dovere...

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The Dark Crystal: Computer Graphics kills the Puppet Star. L’avventura grafica rivisitata e il gioco per VCS

Se siete cresciuti negli anni ’80 o prima, gli spaventi e le emozioni più grosse ve le hanno regalate dei burattini. Era la magia del cinema. Quella che riusciva a rendere plausibile a tutti lo scorrazzare di Yoda in giro per la palude, con i tiranti sotto i polsi e le espressioni che trasudavano gommapiuma. Dopo le cose sono cambiate. Le generazioni post-eighty sono diventate sempre più esposte alla computer grafica e quella magia di cui parlavo prima, pian-pianino, se ne è andata a farsi benedire, trasformando i sogni in giganteschi giochi alla Playstation tipo “L’attacco dei cloni”. Non paghi è arrivato...

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PAC-MAN: Le 20 cose che non sapevi e che forse ne potevi fare anche a meno

Se ti chiedessi cosa è successo il 22 maggio del 1980 probabilmente mi risponderesti: «Che roba ti sei fatto? Me ne fai avere un po’ anche a me?» Ma se ti chiedessi come si chiama quel gioco con i fantasmi e il labirinto pieno di puntini allora cosa mi risponderesti ? Sì caro, a 33 anni di distanza dalla prima apparizione di PAC-MAN diamo un’occhiata a come è nato e a come ha fatto a diventare uno dei giochi più adorabili mai fatti. I giochi di oggi sono così appariscenti e costosi che raramente riescono a centrare il punto, sembrano perdere di vista la...

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Wargames Giochi di guerra: Autoidentificazione selvaggia e il gioco della Coleco

Nel 1983, il film Wargames Giochi Di Guerra non è stato semplicemente un film, è stato un SEGNO. Un segnale ben preciso che autorizzava qualsiasi sedicenne che si intendesse di nuove tecnologie a nuclearizzare l’intero pianeta e sterminare la razza umana. I ragazzetti come me ci andarono a nozze e uscirono dal cinema belli pompati, tipo come facevano gli immigrati italiani in america quando uscivano da vedere “Rocky”. Ovviamente noi avevamo già studiato la lezione ed eravamo preparati, avevamo già i nostri bei computerini a casa, sissì,  ma era un dato di fatto che con un Commodore 64 o un...