Taron e la pentola magica : il primo film d’animazione horror della Disney

taronelapentolamagica1La produzione Disney aveva tutto: fisico, allenamento, esperienza.  La produzione Disney era un atleta olimpico rodato e plurimedagliato, avvezzo a correre e vincere nelle principali competizioni di livello internazionale. Per questo motivo quando mise in cantiere il suo venticinquesimo classico sembrava dovesse essere l’ennesima formalità da sbrigare, una gara dove l’impegno maggiore sarebbe stato quello di incassare il gettone di presenza. Forte di un budget di 44 milioni di cucuzze dollarose, la produzione Disney affrontò l’impresa come se dovesse vincere la corsa all’oratorio, senza mordente, con supponenza, scialla.
Fu così che dopo pochi metri si ritrovò a pestare una bella merda di cane. E non era neanche una merda di cane normale. No-no. Era proprio una di quelle grosse formato cristiano. Non è troppo difficile da immaginare, no? Vi sarà capitato almeno una volta nella vita di affondare la scarpa in un fragrante escremento di quadrupede, di provare la malaugurata sensazione di scivolare su una zolla di popò abbandonata da qualche cane. Ecco. Quella è la stessa sansazione che ha provato la produzione Disney quando a sfornato Taron E La Pentola Magica.

Ma voi ve lo ricordate questo film? A me c’è voluto un po’ per metterlo a fuoco tra le varie pubblicità che venivano inserite nei fumetti di “Topolino” dell’epoca, e poi alla fine SBAM! Eccolo lì. THE BLACK CAULDRON! Come ho fatto a dimenticarmelo? Già, come ho fatto? Forse perchè l’ho voluto fortissimamente rimuovere? Probabilmente sì, visto che è reputato la pecora nera dei film Disney, un fallimento finanziario di quelli potenti che la casa del topo nasconde sotto il tappeto tutt’oggi. Anche se, devo dire, il film ha i suoi sostenitori. È un po’ come THE DARK CRYSTAL ; c’è chi lo ama e chi lo odia, però in questo caso quelli che lo odiano sono molti di più, talmente tanti da considerarlo come il punto più basso mai raggiunto dall’animazione Disney.
Ma questo film veramente si merita tutto questo odio? Come ha fatto un prodotto propagandato come il successore di Biancaneve a diventare qualcosa che la Disney ha voluto così disperatamente dimenticare? Bella domanda nevvero?

Su con la vita ragazzi. Non è così male

Su con la vita ragazzi. Non è così male

Taron e la pentola magica non è stato solo un flop; è stato IL flop. Nel 1985 fu il film d’animazione più costoso mai realizzato dalla Disney fino a quel momento, e da un budget iniziale previsto intorno ai 25 milioni di paperdollari arrivò a costarne più di 40. È stato anche un enorme investimento di tempo e denaro a livello di promozione, ma quando venne lanciato nelle sale precipitò subito in una bella voragine (o si impantanò nella merda di cane di prima, vedete voi) che lo costrinse a piazzarsi esimo dietro alla ri-edizione di E.T e a RITORNO AL FUTURO che stava lì in classifica già da più di un mese.

Rilassati, è solo una carezza

Rilassati, è solo una carezza

Eppure corridori, il problema non fu soltanto che alla fine coprì la metà dei suoi costi,  no-no. Per un colosso come Disney certi intoppi non rappresentavano un problema già a quei tempi, figuriamoci adesso quando ti manda al cinema DAMIGIANE tipo “John Carter”.
Il problema vero di Taron E La Pentola Magica era che spaventava i bambini, cioè faceva fuggire dalle sale il pubblico al quale era destinato, cioè va bene lo scivolone al cinema, ma COL RAZZO che poi l’avrebbero potuto spingere sul mercato home-video o coi pupazzetti per sperare di recuperare qualche dindino. Insomma, questo film era proprio un fiascone d’annata, fallimentare al cine e impossibile da smerciare attraverso altri canali.
Ma del resto cosa aspettarsi da una pellicola che ha un cattivo con corna, testa di teschio e punta male il pubblico con i suoi fiammeggianti occhi rossi. Una trama incentrata sulla creazione di un esercito di guerrieri non morti. Una quantità non trascurabile di sangue decisamente inconsueta e poco Disneyish, e un prologo che descriveva come un calderone maledetto era stato creato quando un uomo malvagio ci era stato gettato dentro vivo, a struggersi insieme al metallo fuso.
Sì, certo, in fase di preproduzione la scena dell’uomo sciolto era stata tagliata dal film, però per i suoi toni cupi restava comunque un film abbastanza indigesto per un pubblico di bambini.

 

Eppure le carte sembravano essere in regola per cavarne fuori qualcosa di buono. La trama, basata grossolanamente sui primi due libri de “Le cronache di Prydain” di Lloyd Alexander, doveva essere una garanzia di successo vista la popolarità di cui godeva tra i bambini americani. Lloyd era l’artefice di una saga di cinque romanzi basati sulla mitologia gallese, una specie di J.K. Rowling dei suoi tempi.
Purtroppo per i fan c’era ben poco di cui godere nel film. Lo stesso autore ammise che, pur apprezzando il film, non aveva quasi nulla a che fare con i suoi libri, e aveva ragione da vendere.

 

Se ci si pensa bene però, ci sono stati tanti adattamenti imprecisi da serie di libri, ma non necessariamente hanno fallito come ha fatto Taron E La Pentola Magica. Questo perchè qui siamo in presenza di una trama veramente piatta che spende troppo tempo su scene di poca importanza e lascia tanti personaggi senza spessore, facendo più affidamento sulle scene orrorifiche d’effetto piuttosto che sullo sviluppo degli eventi.

Sopra: personaggi senza spessore

Sopra: personaggi senza spessore

Il mondo di Prydain, ad esempio, è un’altra di quelle cose trascurate. Ok che c’è una guerra, ma non viene mai spiegato perchè si stia combattendo! Ok che il regno è grande, però sembra abitato solo da una manciata di personaggi! Insomma, alla fine chi guarda non riesce proprio a percepire quanto la posta in gioco sia alta, e si limita ad osservare l’ennesimo film tipo Guerre Stellari, dove un giovane contadinotto irrequieto viene coinvolto in avventura di enormi dimensioni, e segue un percorso che lo porterà dal porcile al castello con tanto di super-arma personalizzata tipo spada-laser, e immancabile figa principesca da salvare.

No, dai. Fatelo pure vedere ai vostri bambini di 5 anni
 

Ma forse sono troppo cattivo. Anche Taron E La Pentola Magica ha i suoi lati positivi, e sono tutti sul piano tecnico.
Ci sono alcune grandi scene dove l’animazione è curatissima tipo quella della caccia al maialino vista sopra, in cui la telecamera zooma e segue i movimenti dei predatori nell’aria e del maiale spaventato. Lo stile dei disegni è molto alla Don Bluth Studio, probabilmente perchè la lavorazione di questo film fu molto lunga e abbracciò un arco temporale di quasi 15 anni in cui ci misero le mani sopra un po’ tutti, tra cui lo stesso Don Bluth prima che si scassasse i maroni e prendesse 13 colleghi con sé per andarsene a formare la sua propria compagnia di animazione nel 1979.

Un saluto al maestro Don Bluth che ci ha fatto tanto divertire
 

Lo stesso Tim Burton è accreditato come Art Director. È la sua seconda e ultima prova da professionista in casa Disney dopo “Red & Toby nemiciamici” prima che anche lui si scassasse i maroni di Topolino e se ne andasse a svolazzare di notte per i fatti suoi.

Laggiù c'è un topo. UCCIDILO!

Laggiù c’è un topo. UCCIDILO!

Adesso riguardare Taron E La Pentola Magica delude su quasi tutti i fronti. Non è un adattamento abbastanza fedele dei romanzi su cui si basa e include personaggi che non servono alla storia ma sono lì semplicemente perché erano nel libro. È troppo inquietante e buio per essere considerato pari ai suoi colleghi film Disney, ma è ancora troppo film Disney per essere abbracciato da quel pubblico adolescente che sperava di conquistare. Non è abbastanza intelligente per concludere la sua storia in modo soddisfacente, né è abbastanza fiaba per liquidarla con la magia.
Insomma, quello che rimane chiaro nella mente di chi lo vede sono solo le scene inquietanti che lo caratterizzano, il resto è un patchwork di situazioni che riconducono inevitabilmente alla classica esclamazione: “Sembra Star Wars!

Per la gioia dei bambini

Per la gioia dei bambini

IL VIDEOGIOCO

Un immancabile gioco di avventura venne scritto e programmato da Al Lowe, e rilasciato nel 1986 da Sierra On-Line. Al Lowe non era uno preso così, a caso. Al Lowe era il completo responsabile di quella follia (in senso buono) che furono la serie dei giochi di Leisure Suit Larry, ed è anche un uomo che aspira a diventare il fesso vivo più divertente del mondo (come dichiara nella sua scheda personale della Sierra). Nonostante ciò, visto che il gioco venne rilasciato a stretto giro dopo l’uscita sul mercato dell’ennesimo capitolo di King Quest, ed essendo Al un programmatore sì geniale ma notoriamente pigrone, fece l’avventura di Taron ricalcando King Quest, così finiva prima che c’era da correre in strada dal camioncino del cingalese con la porchetta fresca e buona-buona.
Insieme a The Dark Crystal rimane uno dei pochi giochi di avventura di Sierra On-Line basati su un film. Venne rilasciato per PC, Amiga e Atari ST.

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2 risposte a Taron e la pentola magica : il primo film d’animazione horror della Disney

  1. Twinkle scrive:

    Ci sono quelle batoste che servono per dare uno scossone, e Black Cauldron per la Disney fu questo, non è che nel decennio che l’ha preceduto avesse sfornato chissà quale capolavoro (anche se appunto da quel periodo oscuro uscirono talenti del calibro di Henry Selick, Tim Burton, Brad Bird..). Insomma, sei lo studio d’animazione più importante al mondo e ti fai battere negli incassi dagli Orsetti del cuore, “più in basso di così non possiamo scentere” (Waking Sleeping Beauty, bellissimo documentario che consiglio a tutti di vedere, appassionati Disney o meno).
    Katsenberg giustamente appena arrivato andò su tutte le furie volendo subito togliersi di mezzo questa porcheria, mise due registi sconosciuti (Clemets e Musker), un compositore “genio” da Broadway (Howard Ashman), qualche bella strigliata, le prime tecniche in CG della Pixar e dopo un paio di film di assetto (Basil, Oliver&co) ecco che parte il “Rinascimento” dalla Sirenetta in poi.
    Si può dire che nel suo tonfo, il flop di Taron ha fatto del bene.
    In modo contrapposto, quello di Atlantis fu l’inizio della fine. Taron e Atlantis sono 2 facce della stessa medaglia. Ma questa credo sia un’altra storia.

    • Simone Guidi scrive:

      Sai ché, mi piacerebbe fare un post sul parallelismo tra Atlantis e Alla Ricerca della Pietra Azzurra. Però anche un bel pezzo sul senso enfatico di quell’horror Disney che fu “Qualcosa di sinistro sta per accadere”, poi però alla fine non ho mai voglia di fare un cazzo 😉

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