TETRIS incastri internazionali. La storia a fumetti del gioco che tutti giocavano

tetris-incastri-internazionaliTetris è uno dei videogiochi più importanti e popolari nella storia umana, il genere di cose che gli alieni potranno scoprire dopo la nostra estinzione ed ammirare con sincera curiosità.
È difficile inventarsi qualcosa di originale da dire a trent’anni dalla nascita di questo classico dei videogiochi. Proprio per questo motivo basta semplicemente raccontare la storia che gli sta dietro per regalare una lettura affascinante.
Tuttavia, è anche vero che molti di voi hanno questa specie di allergia, questo fastidio interiore, questa intrinseca difficoltà nel leggere i libri. Tante parole, troppe parole, righe e righe di parole. Vi rendete conto? Le righe sono proprio tante, e ce ne sono a paginate intere! Ché poi per leggerle ci vuole pure troppo tempo! Oh, che cos’è questa? Una graphic novel?! Sì, grazie.

Se esiste un videogioco che si può avvicinare pericolosamente al termine “universale”, state pur sicuri che quello è Tetris. È un gioco che chiunque, a qualsiasi età, da qualsiasi parte del mondo provenga, dal Polo Nord al Botwana, è perfettamente in grado di giocare. Eppure, voi non ci crederete mai, la sua creazione è stata uno dei mille intrighi direttamente collegati alla guerra fredda.
Di per sé il gioco è semplicissimo, è soltanto un puzzle videoludico che induce una forte dipendenza, ma la storia di come è diventato un fenomeno mondiale è molto più complessa. Ovviamente raccontarvela per filo e per segno è un compito a dir poco monumentale, ma per ovviare a questo problemino Box Brown ha pensato bene di disegnare un fumetto riassuntivo che ben si barcamena tra buon umore e immaginario artistico.

Dice: «Chi è Box Brown?». Bravi. Bella domanda. Avete vinto un mappamondo.

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Di sicuro posso dirvi che Box Brown è un artista con lo pseudonimo più spiazzante dell’era moderna, che in italiano suonerebbe tipo “Scatola Marrone”, con un sicuro rimando agli anni della mia gioventù quando mi davano dello “scatolone” (non marrone, per fortuna) perché giocando a calcetto ero rigido e ottuso come, appunto, uno scatolone. Per il resto, il nostro viene al mondo come Brian Brown portando malissimo i suoi 36 anni, e questo è il suo secondo lavoro importante nel multiverso fumettistico internazionale. Il suo primo albo a fumetti, premiato e lodato dai critici, è stato un biopic fumettoso sulla vita di André The Giant.

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Il titolo, Tetris Incastri Internazionali, così come è stato tradotto in italiano, stranamente non stona. Quello che il lettore si trova a leggere è veramente una lunga storia in cui molteplici attori si sono andati a incastrare, alcuni perfettamente, altri decisamente male, e tutti insieme hanno fatto in modo di portare al mondo un videogioco nato per sfizio, con il solo scopo di intrattenere e divertire il giocatore senza il ben che minimo scopo di lucro.

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Il valore aggiunto di questo fumetto è che porta al lettore tante piccole storie vere: la storia di come Tetris è venuto al mondo; la storia dell’uomo che lo ha creato; la storia degli uomini che lo hanno distribuito, e tutto il resto. Di per sé l’intera vicenda è abbastanza breve. Su Wikipedia si può leggere ogni cosa in 5 minuti, ma qui, dopo il trattamento Box Brown, tutto diventa molto più affascinante e interessante.

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Certo. Avete ragione. La qualità dei disegni in Tetris Incastri Internazionali non è impressionante, e per questo motivo l’albo, nella sua interezza, si piazza a metà strada fra una graphic novel nel vero senso della parola e una raccolta di strisce pubblicate da qualche quotidiano che potreste trovare abbandonato sui tavoli di una pensione.

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Credo, però, che la mediocre qualità del tratto venga messa in secondo piano dal tipo di storia che poi è una specie di marchio di fabbrica di Brown: il basarsi sempre su accadimenti reali, personaggi realmente esistiti, e fatti veramente accaduti. Questo tipo di storie fa molta presta sul pubblico perché non ha bisogno di essere sopra le righe, non ha bisogno di particolari lampi creativi. È accaduta. Punto e basta. Aiuta il lettore a concentrarsi unicamente su quella lasciando perdere tutto il resto. È la curiosità il motore della lettura.

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Vi posso dire altro su Tetris Incastri Internazionali? Si.

La graphic novel è piena di personaggi e fatti che sono adattamenti di persone ed eventi reali, ovviamente. La capacità che ha Box Brown di legare la storia di Tetris a quella dell’evoluzione umana e l’aumento dei videogiochi è un ottimo messaggio da trasmettere. Alexey, Henk, Vlad, Stein e altre figure del comparto sovietico, così come i personaggi di Nintendo e Atari, tutti seguono i loro percorsi per poi sovrapporsi in un grande mosaico. Box Brown non si è improvvisato, ha sicuramente condotto un sacco di ricerche e le ha attentamente pianificate, questo, vi assicuro, si vede in ogni pagina.
Una cosa molto originale è l’uso della tavolozza dei colori che consiste nell’impiego esclusivo del nero, il bianco, e il giallo. Anche se questo può sembrare limitante, Box Brown ha preferito dare meno spazio all’estetica e spingere sul pedale narrativo. A me personalmente la cosa è piaciuta, così come la sua scelta cromatica mi ha fatto subito pensare al semplice schema di colore di un Game Boy, che poi è anche il sistema su cui Tetris ha forgiato la sua eredità.
Se siete dei videogiocatori, se vi è piaciuto Tetris, se eravate in sala giochi quando Tetris era al suo picco di popolarità, beh, leggete questo fumetto; è un buon prodotto.
Non credo di poter aggiungere altro dato che Tetris Incastri Internazionali sa parlare per sé abbastanza bene. Se siete affamati di conoscenza riguardo a uno dei giochi più importanti della storia: eccoci qua. Box Brown vi ha accontentati.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Roberto Dillon ha detto:

    Ma e’ il documentario “tetris: from russia with love” fatto a fumetti!?!? Ad ogni modo da Box Brown voglio il fumetto sulla nascita della Brown Box!

    • Simone Guidi ha detto:

      Box Brown è imprevedibile, Roberto. Credo che al massimo ti potrebbe regalare una graphic novel sul calcetto dilettantistico e i difensori sagomati a forma di scatola. 😉

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