The Amazing Spider-man: Potevo rimanere offeso

TEMPO DI LETTURA: 5 minuti
amazing_spiderman_ver14

The Amazing Spider-man è un film bello

Con il mio solito ritardino di quei 6-7 mesi dalla sua uscita nelle sale, ecco che finalmente sono riuscito a vedermi “The amazing spider-man“. Il tutto grazie a SKY, perchè per l’uomo-padre di prole infante, SKY è, e resta l’unico vero cordone ombelicale che possa tenerlo in contatto con le minchiate che gli piacevano prima. Quando prima? Ma prima-prima! Quando era giovane, spensierato e soprattutto SENZA la prole infante. Si, perchè poi quando ti nasce un figlio certi meccanismi vengono automaticamente implementati nella routine quotidiana. Cose tipo:
«Amore, questa settimana esce al cinema il reboot del film dell’uomo ragno, lo andiamo a vedere?»
«Ah, l’uomo ragno. Ma com’è il film? È bellino?»
«Boh? C’è lui che ha un costume nuovo che sembra un pallone da basket»
«Ma c’è sempre l’attore che lo faceva prima?»
«No. C’è uno nuovo. Quello che faceva il socio che lo prende nel BAUGIGI da Zuckerberg nel film The social network»
«Ah. Vabbè và. Ma aspettiamolo su SKY che forse è meglio.»
«Ma sì, và. Aspettiamolo su SKY»
E così finisce che uno se lo aspetta davvero su SKY. E poi vede tutto ” The amazing spider-man” e BENEDICE il giorno che ha preso SKY, perchè se avesse speso quegli 8 euri per vederlo al cinema l’avrebbe preso “in der” talmente a fondo da non trovare la posizione per sedersi come minimo per un mese.

Allora, io non voglio fare il solito bastian-contrario ma penso che questo film, nella sua interezza e per i messaggi che trasmette, sia OFFENSIVO per l’intelletto umano.
Partiamo da lui, il Peter Parker interpretato da uno sveglissimo Andrew Garfield, che in questa versione alternativa ha veramente poco di quello originale. Uno pseudo bimbominkia che se ne va in giro sullo skateboard con fare da bel tenebroso, e una giacchetta militare stile reduce del vietnam che potrebbe scatenare una guerra che neanche te la immagini.

Lo chiamavano BELLO SGUARDO

Il protagonista sfoggia un’acconciatura da Ggiovane trendy che contempla solo tre possibilità di realizzazione:
1) Peter ha un parrucchiere personale che lo segue di nascosto per tutta la durata del film, e tra un fotogramma e l’altro gli unge e orienta il ciuffo a seconda dello stato d’animo.
2) Peter ha i capelli di plexiglass come il Burlescone.
3) Peter ha la testa ESAGONALE e i capelli, gira che ti rigira, prendono sempre quelle pieghe lì, e non c’è niente da fare.

emma-stone-as-gwen-stacy-in-the-amazing-spider-man

L’autoreggente arriva dopo

Ora passiamo alla co-protagonista, Gwen Stacy interpretata da Emma “sguardo da carpa” Stone. Bella ragazza, per carità. Se ne va in giro per mezzo film con una minigonna vertiginosa, calze autoreggenti sopra il ginocchio e stivali. Io non so come funzionino adesso le cose nelle scuole amerrigane ma se una così capitava all’istituto tecnico che ho frequentato io, a fine mattinata non ritrovavano più nemmeno lo stivale. Semplicemente entrava nell’istituto ma non ne usciva più.
Questo, come ho detto, accade per mezzo film, perchè la restante metà, quando comincia a filare con Peter, da regina del sesso che era si tramuta in educanda dai maglioncini d’angora e sguardo dimesso.
Sorvolo sui numerosissimi buchi narrativi della trama, sulle enormi banalità esibite, su tutte quelle cose che assolutamente non tornano, e vado diretto alle scene CLOU che per me sono due:

LA SCENA DEL BRANZINO

Gwen finalmente allaccia con Peter. I due si piacciono e si intuisce chiaramente che potrebbe nascere qualcosa di più. Cosa fa lei? Gli fa intendere di essere disponibile per un uscitina serale dove poter cominciare a controllare la pressione delle gomme e lucidare il pomello del cambio? NO! Semplicemente lo invita A CASA SUA, a  mangiare CON TUTTA LA SUA FAMIGLIA ché sua madre farà il pesce e come cucina lei il branzino proprio non puoi capire…

Oh si, dai. Vada per il branzino.

Lui, ovviamente, accetta. Ma lo possiamo anche scusare il povero Peter. D’altronde tira più un pelo che un carro di buoi no? Solo che lui arriva a casa di Gwen direttamente alla finestra di camera sua e bussa. Lei, sconcertata, apre e chiede:
” Peter! Ma cosa ci fai qui?”
” Ah, niente. Ti volevo fare una sorpresa e sono salito dalla scala antincendio “
” Ma io abito al VENTESIMO piano! “
” Ah si. Ma volevo fare un po’ di esercizio “

Cucù

ESTICAZZI DELL’ESERCIZIO! Questo Peter Parker è proprio un simpatico burlone che va agli appuntamenti in famiglia passando dalle finestre dei ventesimi piani.
Ma non basta. Immediatamente entra in scena il padre di Gwen, il capitano della polizia George Stacy, noto uomo tutto d’un pezzo e anche un filino fascio che si ritrova seduto accanto a tavola sto’ tizio che nessuno ha visto entrare, ma che sua figlia guarda con gli occhioni grandi-grandi da cerbiatta. Qualsiasi padre normale lo avrebbe stracciato in due come un foglio di quadernone e invece lui non ci pensa neanche ed anzi, sta lì ad osservarlo, contemplando la sua incapacità nel mangiarsi il branzino perchè non sa neanche come tagliarlo. ” Si comincia dalla testa figliolo ” gli dice.

Dalla testa PIRLA! Dalla testa.

La scena delle GRU.

Di questa scena ha già sparlato tutto il net a tempo debito, cioè sette mesi fa. Io mi limiterò solo a sottolineare l’idiozia di chi ha potuto solo lontanamente concepire una cosa del genere.
Spider-man salva un bambino all’inizio del film, e fino a qui non ci piove. Quel bambino, vedi il caso, è figlio di un gruista. Alla fine del film per spider-man le cose si mettono male e sembra che non possa riuscire a raggiungere la sua destinazione in tempo. Proprio quel gruista lo vedrà in difficoltà attraverso la TV e cosa farà? Ma è ovvio?! Di notte chiamerà al telefono tutti i suoi amici gruisti di New York e gli chiederà di spostare i bracci delle gru perpendicolarmente alla quinta Avenue, in modo che il ragnetto li possa usare per svolazzare sopra il traffico.

UN MITO. Chi ha concepito questa soluzione narrativa è semplicemente un mito!
Che altro dire? Credo che basti. Aggiungeteci che il CGI su Lizard è roba da Pleistescion 2 e tirate le somme. No, ma voi comunque guardatelo pure questo bel film. Sono sicuro vi regalerà un sacco di soddisfazioni. Voglio dire…è spider-man no?

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *