I Beatles di drogarsi : The Beatles Yellow Submarine


Chiedete a qualsiasi viticoltore e vi dirà che il trascorrere del tempo può migliorare un vino oppure renderlo imbevibile, ma non saprete mai niente con certezza prima di aprire la bottiglia.
Lo stesso vale per il film a cartoni animati dei Beatles, Yellow Submarine, che è ormai vecchio di quasi cinquant’anni e adesso sembra inguardabile.
Sì, certo, il tempo è passato e la lotta per il significato degli anni ’60 è stata ridotta agli slogan pubblicitari degli anni ’90. Gli stessi Beatles non esistono più e la psichedelia è finita relegata in un capitolo nell’enciclopedia del diciannovesimo secolo.
Nonostante questo, però, Yellow Submarine resta una grande colonna sonora, e suona meglio oggi di quanto potreste mai immaginare. Il film, invece, è per palati fini, e lo si manderebbe giù meglio se il mondo fosse ancora semplice come lo è stato allora, ma non per questo è imbevibile.


Nell’immaginario popolare degli anni ’60, film dopo film, i Beatles divennero gradatamente meno umani e più sovrumani, meno reali e più surreali. Sembrava una logica evoluzione, quindi, che dopo la stranezza e l’eccesso di Magical Mystery Tour, per il film di The Yellow Submarine i Beatles si sarebbero trasformati direttamente in cartoni animati.

Contrariamente a quanto era avvenuto con la tanto criticata serie animata, stavolta il passaggio a una versione a cartoni animati di sé stessi corrispondeva in pieno i loro desideri.
Ancora sotto contratto con la United Artist e obbligati a fare un terzo film, i Beatles, che non si erano divertiti per niente a fare Help! e non sapevano ancora spiegarsi il perché dalle critiche negative ricevute dal loro film sul Magical Mystery Tour, non erano proprio in vena di iniziare un altro progetto cinematografico a adempiere al contratto.

 

In realtà l’idea di un lungometraggio cinematografico animato interamente dedicato ai Fab4 trascende da loro stessi e precede di gran lunga i loro due film live-action.
Il produttore Al Brodax, che era già proprietario dei diritti di rappresentazione a cartoni animati dal 1963, e responsabile della serie animata dei Beatles in onda di sabato mattina negli U.S.A., aveva accarezzato quel sogno e sperato di realizzarlo già da subito, ma al tempo, quando si fece avanti, ricevette una sonora pernacchia.
Stavolta, però, sebbene i Beatles non fossero entusiasti dell’idea, firmarono l’accordo con l’intima speranza di assolvere al contratto con la United Artists e liberarsi dell’incombenza dello stramaledetto terzo film una volta per sempre. Purtroppo non fu così. La United Artists non riconobbe Yellow Submarine come un nuovo film del gruppo perché i Beatles non parteciparono affatto a realizzarlo, nemmeno prestando le proprie voci ai personaggi, e il loro strategico cameo finale non riuscì a influire alcunché. I Fab4 riuscirono a liberarsi dal vincolo contrattuale sono nel 1970, con il film documentario “Let It Be – Un Giorno Coi Beatles”.

Il cameo più censurato di youtube

Comunque, anche se i Beatles non furono minimamente coinvolti nella realizzazione, The Beatles Yellow Submarine è diventato una parte fondamentale della mitologia del gruppo, e i ragazzi di Liverpool lo hanno amato così tanto che ne acquisirono subito la proprietà non appena venne rilasciato nelle sale cinematografiche, tant’è che adesso è ancora sotto l’etichetta Apple e viene annoverato nel canone ufficiale dei Beatles insieme ai loro dischi.
Con la benedizione di comodo dei diretti interessati, quindi, il regista George Dunning (ma è più corretto parlare di un gruppo di registi composto da George Dunning, Robert Balser, Jack Stokes, e lo stesso Al Brodax) e l’art director Heinz Edelmann concepirono una fantasia psichedelica che in prima istanza doveva essere per bambini, ma in concreto si dimostrò adatta anche per i giovani fan del gruppo sparsi in tutto il mondo.
The Yellow Submarine è, in modo tradizionale, una classica storia in cui il bene trionfa sul male, ma è anche un neanche tanto velato spottone hippie per diffondere amore, pace, fiori, e musica. È, quindi, inevitabile che a rivederlo adesso risulti ormai datato. Ma se il film è figlio del suo tempo, rimane comunque bello da guardare e la sua storia è talmente ingenua e classica che può ancora intrattenere bambini e adulti allo stesso modo.
Ok, va bene. Adesso non ha senso. Ve lo concedo. Ma se pensate a quel tenero abbraccio della cultura psichedelica che lo cinge, tutta l’illogicità della sua trama acquista significato. È indubbiamente raro vedere un film mainstream che si pasce così tanto degli effetti causati dall’assunzione di droghe lisergiche, ma è proprio grazie a quella immaginazione chimica che il suo intero universo è stato creato. Un universo così pazzo e delizioso che trascende la sua attitudine hippie e le droghe che sono state necessarie per crearlo. È un film che ha dei meriti, su questo non ci piove.

 

Al momento del suo rilascio, le animazioni del film non avevano niente di innovativo. È un film che si fa forza del restare in bilico tra bellezza e disgusto, tant’è che pure oggi lo si potrebbe benissimo definire “orribilmente bello”. È, però, interessante il fatto che attinga le sue immagini da praticamente qualsiasi sorgente a disposizione al tempo. L’inserimento di illustrazione quasi vittoriane, l’assortimento casuale di personaggi di cronaca, gossip, fumetti che compaiono qua e là, i colori fantasiosi da acido. Yellow Submarine è così innamorato di ogni forma d’arte ( e di droga) da sembrare quasi schizofrenico. Insomma, era il 1968 quando uscì nelle sale. La storia dell’animazione non ha mai preteso una rivoluzione dai Beatles, ma comunque ha ottenuto Yellow Submarine.

 

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2 risposte a I Beatles di drogarsi : The Beatles Yellow Submarine

  1. Gianluca scrive:

    Bell’articolo: un video “a corredo” che ben si inserirebbe nella trattazione è https://www.youtube.com/watch?v=OxjHRwb5vo0

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