The Boys: stanchi dei supereroi? Qui c’è il rimedio.

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In un’era di saturazione da supereroi, The Boys non è tanto una boccata d’aria fresca, sarebbe troppo riduttivo che fosse solo quello. È un ANTIDOTO alla percezione che i supereroi siano esseri moralmente retti, giusti, e altruisti. Il fatto è che per la maggior parte di questi ultimi vent’anni il genere supereroistico è diventato, in varie forme, un punto fermo del nostro intrattenimento tradizionale. Con alcune notevoli eccezioni tipo Deadpool, questi eroi rappresentano un ideale di ciò che dovrebbe essere un uomo quando si volesse definire buono: coraggioso, generoso, dedito a fare la cosa giusta anche se spesso la cosa giusta non è la migliore da fare, ecc.. Noi vogliamo fortissimamente credere con ogni fibra del nostro essere che se esistesse davvero un individuo dotato di un qualche superpotere diventerebbe un esempio di virtù e trascenderebbe dalla natura egoistica dell’umanità. Bene. The Boys è una rappresentazione selvaggiamente divertente e spesso cinica di come diventerebbe il mondo se i supereroi ignorassero il dogma del buonismo e si lasciassero tranquillamente corrompere dall’immenso potere di cui dispongono. È una serie TV da vedere, da studiare, e da godere. Adesso su Amazon Prime Video. ++ CONDIVIDI SE SEI INDIGNATO ++ .

 

La tradizione dei supereroi ruota intorno a individui che involontariamente (e talvolta con riluttanza) si ritrovano a vivere un destino da salvatori. In genere, i supereroi sono consapevoli delle loro capacità e della reverenza che suscitano nel pubblico, ma spesso scelgono di non goderne e di condurre una vita modesta, evitando i riflettori e confondendosi tra i più mediocri nella società. I pochi che abbracciano la loro fama godendone pubblicamente riescono comunque a mantenere la propria bussola morale nonostante la tentazione e le opportunità di fare scelte negative.

The Boys – Il Fumetto

Ecco. The Boys NON è tutto questo.
Nel 2006, il fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson intitolato, appunto, The Boys, ha esplorato questo concetto attraverso una lente iper-violenta e decisamente oscura, mettendo al centro della discussione cosa potrebbe accadere se i supereroi fossero corrotti dal loro stesso status sociale. Oggi, la serie TV The Boys, disponibile su Amazon Prime dal 26 luglio, espone cinematograficamente questa premessa. In un mondo dominato dall’avidità corporativa, sondaggi di opinione, statistiche sui social media, e tutto quanto di futile ci possa essere per giustificare l’arrivismo degli uomini, un clan di supereroi piega le regole secondo i propri capricci e un gruppo di persone comuni cerca di fermarle.

«Piano. Fate piano. Non spingete, normodotati del cazzo»

La serie, sviluppata da Eric Kripke, Evan Goldberg e Seth Rogen, è tutto ciò che i fan del fumetto originale disegnato da Gareth Ennis (Preacher, The Punisher) si aspettavano che fosse: cruenta, diabolica, non eticamente corretta, e con uno strascico di riflessioni sociali non indifferenti. Ma è anche una storia facile da capire per gli spettatori che ci arrivano per puro caso. I costumi, le sequenze d’azione e la cinematografia in generale sono molto ben curate per essere una produzione televisiva, e la trama mantiene per lo più un ritmo costante con momenti cruciali che funzionano molto bene.
The Boys ovviamente si appoggia al fumetto come materiale di partenza, tuttavia vengono apportate alcune modifiche, incluso il background del protagonista, Hughie Campbell. Nell’adattamento televisivo, Campbell (Jack Quaid, figlio di Dannis) è un impiegato di un negozio di tecnologia che ha paura di difendersi o correre qualsiasi rischio per cambiare la sua esistenza mediocre. La trama lo mette rapidamente in moto dopo che la sua ragazza, Robin, viene casualmente e barbaramente uccisa da A-Train, un supereroe velocista membro dei un gruppo di supereroi (aka “supes”) noto come “i Sette”.

Ops

La morte di Robin viene insabbiata come fosse un semplice incidente dalla Vought International, una potentissima società di marketing e gestione dei supereroi che domina gli Stati Uniti. Guidata da Madelyn Stillwell (Elisabeth Shue), leader spietata e ingegnosamente manipolatrice, la Vought ha un’influenza incredibile sulla società americana e sta cercando in tutti i modi di far entrare i supereroi nell’esercito degli Stati Uniti.
La difficoltà di Hughie nell’elaborare la morte di Robin lo portano a frequenti attacchi di ansia che vengono interrotti dalla comparsa nella sua vita di Billy Butcher, interpretato dal Dottor McCoy del nuovo Star Trek, Karl Urban. Billy è un vigilante la cui missione consiste nell’eliminare fisicamente tutti i supereroi dalla faccia della terra, ed è a capo di un gruppo chiamato i The Boys. Urban incarna perfettamente il ruolo di un pazzo dedito a perseguire un solo, unico scopo con tutti mezzi possibili, rivelando un livello di carisma e spirito acuto che è incredibilmente divertente da guardare.

Altri due componenti dei The Boys sono Latte Materno e Frenchie che completano il quartetto vendicativo e si sfidano costantemente in ingegnosità quando non devono improvvisare senza seguire un piano. Entrerà in gioco anche un quinto elemento del gruppo, ma non è chiaro come questa persona si adatterà alla loro missione.
Sul versante dei cattivi, l’eroe più intrigante è Patriota (Antony Starr), leader dei Sette e mashup tra Captain America e Superman. La serie fa un ottimo lavoro rimuovendo lentamente il suo strato esterno di elevati standard morali e qualità per rivelarlo come effettivamente è: ossessivo, manipolatore, narcisista, e totalmente insensibile. Patriota è senza dubbio il cattivo supremo che si nasconde in bella vista e tutti temono per un motivo o un altro.

Se Patriota è un bambino petulante nel corpo di un dio, il suo personaggio è, tuttavia, affascinante. L’attore Anthony Starr lo interpreta con un tale aplomb, una tale freddezza, che la sua faccia da sola racconta tutta la sua storia ma, caratterizzazione a parte, ci sono molti altri fattori che rendono “The Boys” così avvincente. Le trame secondarie si intrecciano per rivelare un quadro molto più grande. L’assassinio della ragazza di Huey nell’episodio di apertura può essere ricondotto a un evento di relevanza globale che segnerà il finale di stagione. Le agende politiche e personali si intersecano in modo grottesco. Colpi di scena e rivelazioni inaspettate tengono lo spettatore col fiato sospeso fino in fondo.
Altrettanto importanti per rendere credibile lo show sono gli eccezionali effetti visivi. Per quanto non sia un bello spettacolo assistere a smembramenti umani e a tutto ciò che si può ricondurre alla sfera splatter, è una goduria vedere le persone tagliate a metà dalla vista laser di Patriota. Tutto è molto esposto e sicuramente raccapricciante. Gli estimatori del genere lo adoreranno.

In conclusione: grande casting, scrittura intelligente, effetti digitali credibili, violenza raccapricciante e umorismo nero si traducono in un vero e proprio spettacolo d’azione. Il Binge watching è di rigore. Certe cose le leggiamo tutti i giorni sui giornali, le vediamo alla TV, e riguardano atleti, attori, politici e, in generale, persone che ricoprono incarichi di responsabilità; in troppi sfruttano il potere per i loro desideri egoistici. Che siano molti o pochi, non ha importanza, occorre estirpare queste micidiali erbacce. Nella nostra società è molto difficile punirli, ma almeno su Amazon Prime abbiamo i The Boys che in un modo o nell’altro ci riusciranno.
Supereroi attenzione, siete avvertiti.

Armi non convenzionali

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Cassidy ha detto:

    Ripescando la gag del SNL hai rilanciato la mia giornata 😉 Concordo su tutto, la serie arriva nel momento giusto, è un buon adattamento del fumetto, anche se mooooolto edulcorato, anche perché la follia di Garth Ennis non prende prigionieri. Cheers!

    • Simone Guidi ha detto:

      Eeehh, si. Il trattamento televisivo attenua sempre, ma forse è meglio così. Il fumetto originale è veramente pesante e non si adatta a tutti i palati. Così come lo hanno riprodotto in TV, invece, ha buone possibilità di diventare un fenomeno di massa. Tu pensa che è piaciuto anche a mia moglie, il che significa che è quel tipo di violenza che può fare grip tipo quella di “Games of Thrones”. Quel tipo di violenza che può sembrare gratuita ma sempre motivata da un fine ragionato che può essere sia negativo che positivo.

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