The future is so bright: La rivincita dei Nerds e il valore imprescindibile di una gara di rutti

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Ah, che tempi quelli in cui non era bello essere un nerd. Quando non era di moda e nessuno ambiva a diventarlo. In verità neanche sapevamo il significato della parola, sapete? Nel 1984 andavamo direttamente al cinema a vedere La Rivincita Dei Nerds senza avere idea di cosa significasse quella oscura espressione inglese. Tanto, per quanta gente c’era che capiva la lingua di Albione, non avrebbe fatto nessuna differenza.
Ci spiegarono che in italiano suonava tipo “secchione”, ma noi, con tutto l’impegno di questo mondo, tipi del genere nella nostra scuola non li avevamo mai visti. Eravamo troppo impegnati a pestare quelli delle prime classi per farci caso.
Fatto sta che quando uscimmo dal cinema eravamo molto soddisfatti, e tutti, dico TUTTI, almeno una volta nella vita avremmo voluto partecipare a una gara di rutti con un amico ganzo come CACCOLA.
Vai con la musica!

 

Devo essere sincero. Erano passati diversi anni (tanti) dall’ultima volta che vidi La Rivincita Dei Nerds. Non ne avevo più una memoria chiara, soltanto degli spot qua e là e la consepevolezza che ne erano stati fatti dei sequel scadenti, ma la visione d’insieme era perduta. Rivederlo è stato un piacere, come rincontrare un vecchio amico che si era perso di vista da millenni (ciao Marco).

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Fascino e carisma

Nonostante gli anni sul groppone e qualche scherzetto informatico assolutamente fantascientifico (che a riproporlo in un film di adesso non ci potrebbe credere nessuno neanche sotto tortura), il film tiene botta ancora oggi, o meglio, si riesce benissimo a guardare passando sopra alle anniottantate che lo imperlano. Questo grazie a una trama che si sforza di trasmettere un evangelico messaggio di fondo che è il seguente:  i diversi possono prevalere, gli emarginati possono assurgere a protagonisti, gli ultimi saranno i primi. AMEN.
Proprio il messaggio de La Rivincita Dei Nerds è il suo principale punto di forza che lo rende intramontabile. Talmente intramontabile da permettere allo spettatore odierno di sorvolare anche su alcune gag che al giorno d’oggi sarebbero impraticabili perché, tipo, TI RINCHIUDEREBBERO IN GALERA e butterebbero via la chiave; come quando Lewis si trucca da Darth Fener dei poverinos spacciandosi per il boyfriend di Betty e tentando di fare sesso con lei. Ummh, sì, bella idea, però se non scattasse l’anniottantudine sarebbe una denuncia per STUPRO assicurata.

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Arroganza

Un’altra gag impossibile è anche quando i nostri Nerds nascondono le telecamere in casa delle ragazze del Pi Delta Pi e irrompono all’interno della confraternita in un caotico raid ruba-mutandine ( il famigerato PANTY-RAID). Ecco, lì oltre che alla violazione di domicilio ci sarebbe anche la legge sulla privacy da tenere da conto.

E qui abbiamo i baffi

E qui abbiamo i baffi

Ma La Rivincita Dei Nerds non può ridursi solo a questo. Freghiamocene dei dettagli! Questo è un film divertente, e indipendentemente da quanti WhattheFuck ci siano dentro, beh, è uno dei pochi film sui college ancora decenti.
E Adesso la trama, per cortesia, che qui non abbiamo tempo da perdere, signora mia:
Questa classica versione della storia del perdente anni ’80 (sì, perché gli anni ’80 erano zeppi di film dove i protagonisti ne buscavano da destra e da sinistra per poi incazzarsi e vincere) ci viene introdotta da un esplicativo trailer inglese presentato da una voce fuori campo che era quella di… nientepopòdimenoche, Orson Welles! Sì, lo so. Probabilmente il povero Orson aveva un gran bisogno di pagare bollette in quel periodo. Andiamo avanti.

 

Lewis(Robert Carradine) e Gilbert(Anthony Edwards) sono due amici per la pelle e stanno andando allo stesso college per iniziare il loro primo anno da matricole. Gilbert è nervoso, teme che tutti gli spregi e i coppini che ha rimediato al liceo possano seguirlo anche al college, solo in scala molto, ma molto più grande. Lewis è però un convinto ottimista, e crede che, una volta all’università, tutto sarà diverso perché, poffare signora mia, ormai siamo persone mature!
Come volevasi dimostrare, Lewis, Gilbert, e un gruppetto di altre matricole assortite vengono rapidamente prese di mira dalla confraternità degli atleti: gli Alpha Beta. Dopo essere stati umiliati, tormentati, oppressi e derisi, i “nerds” decideranno finalmente di unirsi per resistere agli Alpha e cercare di spalare al mittente qualche tonnellata di cacca.

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Gilbert & Lewis

Il film ha un cast abbastanza decente. Molti dei personaggi sono interpretati da vere e proprie meteore di quel periodo, e da gente che proprio da lì sarebbe partita. Qualcuno addirittura offrì una prestazione indelebile nel ruolo del suo personaggio, tanto incisiva da rappresentarne l’apice della carrira.
È questo il caso di Curtis Armstong che, nel ruolo di Dudley “Caccola” Dawson, tiene sulle spalle più della metà del successo di questa pellicola.

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Geometra Dudlay Dawson

CACCOLA è indubbiamente un personaggio di peso, tanto di peso quanto lo era il Bluto Blutarski interpretato dalla buonanima di John Belushi in Animal House. Tantoché, proprio con Bluto, oltre all’indole caotica e autodistruttiva, condivide anche il fatto di avere la stessa iniziale sia nel nome che nel cognome, esattamente come deve essere per l’alter ego del provetto supereroe dei fumetti.
Caccola è un personaggio sopra le righe, un outsider. Non è troppo intelligente ed è sempre strafatto dalla mattina alla sera. Non è quindi un “Nerds” nel senso stretto della parola, ma condivide con loro l’inclassificabilità. Solo per questo si guadagna l’ingresso in questo gruppo, ma tanto basta. Senza di lui il film sarebbe più dimenticabile.

Altro personaggio di peso è il rozzissimo e appariscente ORCO, qui interpretato da Donald Gibb. Per la sua indiscussa versatilità nel bere birra e perpetrare basse angherie diventa immediatamente la minaccia number one per tutti i secchioni del college. È il bullo per eccellenza, tutto muscoli e niente cervello.

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Calma, dignità, classe

Donald Gibb ce lo saremmo rivisto quattro anni più tardi in “Senza esclusione di colpi“. Quel filmettino con Jean Claude Van Damme che mostrava al mondo la sua spaccata e partecipava a uno spietato torneo di arti marziali in compagnia di un amichetto grosso e abbastanza idiota. Ecco. Anche lì Donald Gibb faceva la sua parte più congeniale: l’amichetto grosso e abbastanza idiota.

 

Ted McGinley era invece Stan Gable, il capo degli Alpha Beta. Ted aveva un bell’aspetto e un look alla George Michael pre-coming out, coi capelli phonati e i pantaloncini da tennis. L’avevamo già visto nelle ultime stagioni di “Happy Days”, quelle sfiammate dove c’era rimasto praticamente solo Fonzie, e forse Potsie a fare da appendiabiti, credo. Faceva la parte del nipote di Marion Chunningam.

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McGinley fa molto bene il ruolo dell’arrogante, ed è il fustacchione stronzo che viene tenuto in pugno dall’allenatore della sua squadra di football. A proposito, il cattivo allenatore era un misconosciuto John Goodman magro. Capisto cosa vi ho detto? JOHN GOODMAN MAGRO! Sappiatelo.

Oooh! Allora? Arrivano o no questi stuzzichini?

Oooh! Alloraaa? Arrivano o no questi stuzzichini?

La Rivincita Dei Nerds ha lasciato il segno. Non solo ha contribuito a rendere popolare la parola “nerd”, ma è diventato anche una delle più famose commedie scollacciate degli anni ’80.
Nel 2013, il suo plot è stato ripreso, se non citato in più punti, dal film Pixar “Monsters University”, e adesso che tutti questi “nerd-chic”‘ sono in giro e ormai considerati “cool”, riguardarlo ha quasi un sapore profetico.
Il fatto è che gli anni ’80 sono stati un momento magico in cui le commedie venivano fatte senza inibizioni, riuscendo ad essere digerite e amate da un sacco di persone. Il mondo di oggi non rende più possibile apprezzare film come questo, ed è un peccato perché, volenti o nolenti, sono queste iconiche commedie che hanno gettato le basi sulle quali sono state costruite le migliori commedie successive.
La Rivincita Dei Nerds è ancora un film godibile ed ha una colonna sonora anniottantara da urlo, di quelle che riescono a correre dietro a quella di “Electric Dreams“. Andatevelo a rivedere, È UN ORDINE!

Un po' Devo, un po' Kraftwerk

Un po’ Devo, un po’ Kraftwerk

 

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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1 Response

  1. Gianluca ha detto:

    Finalmente qualcuno che ha capito il film e non l’ha liquidato come il resto dei sapientoni radical chic del web, sapendo coglierne gli aspetti salienti, la colonna sonora, le allegorie, i significati, senza fermarsi alle mere apparenze. Bravo e complimenti. Una nota al doppiaggio italiano, meraviglioso come nel 90% dei film usciti in quegli anni (Baldini, Corizza, Onorato, Rossi, Mazzotta, Di Prima…praticamente una all stars del doppiaggio tricolore).

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