THE SHADOW – L’UOMO OMBRA: e questo, signori, doveva essere pulp

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The Shadow - L'Uomo Ombra

Prendi un personaggio con un eredità che abbraccia decenni come The Shadow – L’Uomo Ombra e in qualche modo fallo finire tra le mani del regista di Highlander, Russell Mulcahy. Dai il ruolo da protagonista ad Alec Baldwin in modo che possa riempire le sale di donne accaldate ( tipo come fa adesso Jason Momoa, per dire ) e poi chiediti perché il boom dei supereroi nel cinema moderno abbia dovuto attendere altri 14 anni prima di verificarsi.
Lo so. Si parte male con questo articolo, vero? Tuttavia, in The Shadow – L’uomo Ombra c’è dello stile, e c’è pure un pugnale strafico ( che per la verità è l’unica cosa che lo spettatore riesce a ricordarsi una volta uscito dal cinema ) che sembra fuggito da un film dei Gremlins. Inoltre, guadagna punti bonus con Tim Curry che nel particolare recita il ruolo di Tim Curry, il che aiuta molto mentre lui non si sforza neanche tanto, ma è anche vero che da solo non riesce a sostenere sulle spalle tutto il film. Ok, se ancora non l’aveste capito qui siamo dalle parti del Dick Tracy di Warren Beatty, sia nell’aspetto che e nella sensazione della cosa. Il film vanta anche una buona colonna sonora di Jerry Goldsmith ( che fa il verso a quella di Danny Elfman in Batman) e rimane guardabile come testamento di dove si trovava il genere supereroistico nel 1994, ma è comunque il secondo film della trilogia dimenticata degli eroi d’azione incompresi, quindi siete avvertiti.

 

Ah, che bella che fu l’era pulp. Parlo di quel periodo storico in cui i detective in trench inseguivano le statue di falconi maltesi, e la loro dieta si basava fondamentalmente su whisky on the rocks e uova strapazzate. Parlo di quando la gente spalancava la bocca dalla meraviglia leggendo di un ragazzo che saliva in cielo con un razzo legato alla schiena, o di un uomo divino con la pelle dura come l’acciaio che si strappava la camicia. Parlo di antichi mostri mummificati che tornano a perseguitare i profanatori delle loro tombe emergendo dalle sabbie egiziane. Parlo di alieni, tanti alieni che provano continuamente e in tutti i modi ad invaderci.
Prendendo il nome dalla carta economica su cui erano stampate, le riviste pulp diventarono davvero popolari in america dagli anni ’20 agli anni ’40, ed erano piene di storie che coprivano una vasta gamma di argomenti. Vabbè, è anche vero che all’epoca quasi tutti i concetti a cui uno poteva pensare sarebbero stati considerati decenti per essere sviluppati e stampati, sembrava che ci fosse una rivista dedicata per ognuno di essi! Oggi è sicuramente diverso. Oggi, il genere dei fumetti è per lo più associato ai supereroi nonostante il fatto che ci siano eccellenti graphics novel (poche) dedicate all’horror, o a qualsiasi altro genere.
Comunque, tornando a noi, ho pensato che sarebbe stato divertente dare un’occhiata anche all’ultimo film della trilogia dimenticata degli eroi d’azione incompresi con la quale vi sto tormentando da ormai tre settimane. Tutti e tre film che non hanno avuto successo al botteghino. Tutti e tre film che dovevano avviare un franchise e non l’hanno fatto. Tutti e tre film ambientati negli anni ’30, l’età d’oro delle pubblicazioni pulp, e in questo caso tocca a The Shadow, ovvero, L’Uomo Ombra qui da noi.

The Shadow - L'Uomo Ombra

Un salotto sobrio con le piume di struzzo sulla mensola del camino

Apparso su riviste e romanzi, alla radio, in fumetti e film, l’Uomo Ombra è una delle figure letterarie più iconiche dell’immaginario americano, ed ha involontariamente definito lo stereotipo del supereroe a fumetti.
Lo so. È difficile da credere ma adesso facciamo un gioco. Ditemi voi a chi pensate quando leggete questo:

Un uomo ricco e piacente che è maestro nel travestimento, è un pilota esperto di qualsiasi mezzo d’aria e terra, nonché un genio multilingue con eccellenti qualità investigative e preparazione scientifica, che si veste tutto di nero e usa gadget fantastici per aiutarsi nella sua lotta contro il crimine, ed infine è anche amico del commissario di polizia.

Se state pensando a Batman avete ragione da vendere, ma l’Uomo Ombra l’ha fatto per primo e, soprattutto, lo ha fatto con più stile. Inoltre, ha le pistole. DUE pistole. NON uno stupido boomerang con sopra uno stemma a forma di pipistrello. L’Uomo Ombra ha un look iconico che urla a squarciagola: «FIGOOO!». Voglio dire, guardatelo qui sotto:

The Shadow - L'Uomo Ombra

Ci vuole il fisico per portare un cappello così

Francamente, mi sorprende che The Shadow – L’Uomo Ombra non sia molto popolare, che non esista una serie CW o Neftlix dedicata a lui. Al cinema avrebbe molta concorrenza da battere, soprattutto adesso con Marvel e DC Comic che monopolizzano il palcoscenico, ma resta comunque un ottimo personaggio. L’Uomo Ombra è oscuro, misterioso, sexy, e le sue storie coinvolgono gangster, miti dell’estremo oriente, maestri voodoo e scienziati pazzi. Con tutta la produzione letteraria, fumettistica, radiofonica e cinematografica che ha alle spalle, ci sarebbe materiale a sufficienza per produrre almeno dieci e più stagioni di una serie TV. Non so perché non ci sia stata una maggior richiesta di eroi come lui. Forse è la sua collocazione temporale a fregarlo; non c’è proprio una gran richiesta di un vigilante degli anni ’30, lo riconosco; anche se una serie del genere implicherebbe un sacco di trench e fedora e, si sa, TUTTO è meglio con un trench e un fedora.
Quindi, poiché sembra che nell’immediato non ci siano piani per una serie TV o un nuovo film, dobbiamo accontentarci del film più recente. Quello del 1994.

 

La trama (e ci sono spoiler, quindi siete avvisati tutti voi che ancora non avete capito il concetto di spoiler a 26 anni di distanza dall’uscita di un film ) è la seguente.
Lamont Cranston è un spietato signore della guerra dai lineamenti sospettosamente caucasici che vive in Tibet, dove governa la sua landa attraverso il terrore. A un certo punto Cranston viene rapito e portato in un tempio nascosto da forze mistiche dove è costretto a diventare uno studente del Tulku, una disciplina che dà a Cranston la capacità di incasinare le menti degli uomini e apparire invisibile ai loro occhi, oltre a convincere i cervelli più deboli a fare e vedere tutto quello che vuole. Con questi super poteri, Cranston viene inviato nella civiltà occidentale per espiare i suoi peccati combattendo il male sotto l’identità segreta di The Shadow – L’Uomo Ombra.
Anni dopo, sorge una nuova minaccia: Shiwan Khan, un discendente di Ghengis Khan, che arriva a New York in una bara d’argento del suo antenato. Il suo piano è quello di conquistare il mondo e per farlo decide di costruire l’arma del giudizio universale e farla esplodere in città, così il mondo avrà paura di lui e si sottometterà spontaneamente (parole sue).
L’arma viene sviluppata da Magneto, che sarebbe Ian McKellen nella parte dal dottor Reinhardt Lane, ovvero, il padre del nuovo interesse amoroso di Cranston: Margo.

Splendido interesse amoroso

Ciò che rende The Shadow – L’Uomo Ombra diverso dagli altri film è il fatto che abbiamo a che fare con una produzione di alto livello, veramente da serie A. Il cast è sbalorditivo: Alec Baldwin, John Lone, Penelope Ann Miller, Ian McKellen, Jonathan Winters, Peter Boyle, Tim Curry… E il regista Russell Mulcahy aveva diretto il grande successo di Highlander, ottenendo 40 milioni di budget per portare sullo schermo le gesta del personaggio.
Come avrete capito il film è stato un flop. Avrebbe dovuto lanciare un franchise completo di giocattoli, videogiochi ( sì, esiste una Tie-in per SNES) e perfino una linea di abiti (che io avrei comprato sicuramente se avessi avuto le disponibilità di adesso), e invece è morto in fasce.
I fan del personaggio, dopo aver passato lunghe notti nei bar, bevendo whisky e fumando come turchi, hanno trovato due argomenti che potrebbero giustificare la cosa:

  • L’Uomo Ombra non era un supereroe prettamente action, né super-macho. Il personaggio vinceva spesso grazie al supporto corale della sua rete di affiliati e, addirittura, alcune avventure lo vedevano come personaggio marginale mentre i suoi accoliti risolvevano la faccenda. Trasformarlo in un supereroe standard, molto action e fisico, significava metterlo in diretta competizione con i film di Superman o Batman. Confronto che, evidentemente, ha perso.
  • The Shadow – L’Uomo Ombra soffre del suo abbondante budget. Il cast è spettacolare, i set e i costumi sono una meraviglia da vedere, gli effetti sono buoni, la musica di Gerry Goldsmith è eccitante e perfetta, ma sommando tutto insieme, i pezzi non si incastrano e la somma totale è inferiore alla somma delle singole parti.

A tutto questo aggiungete che il film ha dovuto affrontare IL RE LEONE e THE MASK usciti in contemporanea, e il gioco è fatto.

Che noia la vita del cattivo. Meglio andare a New York a farsi sparare addosso.

The Shadow – L’Uomo Ombra non è affatto un brutto film, è solo stranamente insipido e molto incerto.
Probabilmente un regista diverso avrebbe potuto fare la differenza: anni prima Sam Raimi si era interessato al progetto ma non era riuscito ad ottenerne i diritti e alla fine fece Darkman che fu un tiepido successo. Quello che abbiamo qui è solo un film tecnicamente ben fatto e divertente, ma che rimane sempre nella parte della lavagna dedicata a quelli senza infamia e senza lode. Vi può piacere questo film? Solo l’Ombra lo sa.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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4 Responses

  1. Lorenzo ha detto:

    Perché lo confondo con l’uomo invisibile?

  2. Marco Lazzara ha detto:

    IL film l’avevo visto da ragazzino e mi piaceva un sacco, mentre oggi sarebbe uno di quei film su cui sorriderei, perché ormai sono troppo smaliziato. Però aveva il suo fascino, anche se forse non del tutto riuscito.

    • Simone Guidi ha detto:

      Una cosa che si capisce chiaramente guardando questo film è la voglia di sorprendere e l’ingenuità che ci hanno messo. Non tutto è andato per il verso giusto ma non è malaccio. Per riempire la noia di un pomeriggio piovoso è più che sufficiente. 😉

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