Ti rullo di cartoni(animati): Le versioni cartoonate degli eroi action anni ’80

TEMPO DI LETTURA: 7 minuti

eroi actionQuello degli anni ’80 è stato il decennio delle pistole fumanti, le fruste sferzanti, i calci volanti e i coltelli taglienti.
Gli eroi action del cinema divennero vere e proprie icone, e anche se i cattivoni gli scagliavano addosso tutti i diavoli dell’inferno o la volta celeste di Marte alla fine non li colpivano mai. «E chissenefrega!» dicevamo noi. L’importante era non rimanere mai a corto di esplosioni e di eroi col fisico dalla comprovata immortalità. E proprio loro, gli eroi action dei nostri film di botte, bucavano il grande schermo tentando l’assalto e passando direttamente dalla TV per conquistare nuove praterie di giovani consumatori. Uscivano nel salotto di casa in formato cartoon e spesso erano solo una pallida imitazione dell’originale. «E chissefrega!» dicevano gli studios cinematografici, ché per loro era solo un altro modo per fare soldi attraverso la cessione dei diritti, e poco importava se il prodotto finale non era all’altezza. L’imperativo era esaltare i brufolosi anche solo per un mese o due e nel contempo guadagnare qualche camionata di paperdollari. Questa cosa, credetemi, funzionava alla perfezione.

E adesso giusto un po’ di musica per entrare nel mood. Vai con la sigla, Freak!

Rambo: The Force of Freedom

eroi action

Basato sull’omonimo personaggio interpretato dallo Stallone Italiano, ne era la versione per famiglie cristiano-caucasiche dalla ineludibile fede repubblicana.
Se nel film, Rambo era un esperto di guerriglia, il migliore con le pistole, con i coltelli, a mani nude, a burraco. Se era un uomo addestrato ad ignorare il dolore, a vivere all’aperto, a fregarsene del temporale, e a mangiare cose che avrebbero fatto vomitare un caprone tirolese; qui, nella versione cartoonata degli eroi action, era un G.I. JOE americanissimo, fedele alla bandiera e alla torta di mele, a capo di un team multiculturale composto da validi elementi con speciali talenti.

Il Rambo cartoonato era un uomo tutto d’un pezzo che non parlava mai della sua esperienza in Vietnam e del suo disturbo da stress post-traumatico. Era uno degli eroi action più anomali che preferiva ripudiare la violenza e superare i nemici usando l’intelligenza piuttosto che un’amichevole freccia esplosiva piantata nel cranio. E, ovviamente, i cattivi erano i terroristi di una pseudo Spectre (Recchioniana) dislocati in nazioni fittizie dai nomi difficili da pronunciare. Vi ricorda qualcosa? Certo che sì. È quel qualcosa di indefinibile sul momento, ma che pensandoci bene ha a che fare con gli ultimi 50 anni e la casa bianca. Fortunatamente la serie durò una sola stagione e ciao.

 

Chuck Norris Karate Kommandos

eroi action

Creata dal mitico Chuck Norris in carne e barbetta, ed avente come protagonista; indovinate un po’? Uh…MA CHUCK NORRIS, NO?! È una copia carbone della serie dedicata a Rambo per quanto riguarda gli scarni contenuti e la tamarraggine. Qui Norris è un agente del governo degli Stati Uniti a capo di una squadra di guerrieri “particolari” conosciuti come i “Karate Kommandos”. Insieme combattono contro il VULTURE. Un’organizzazione guidata dal cattivissimo “The Claw”, spalleggiato da un certo “Super Ninja”. (Nessuno sa per che cosa stia la sigla “VULTURE”, ma tanto è uguale dato che la serie venne sprangata quasi subito, il che la rese rapida ma dolorosa.)

All’inizio di ogni episodio, un segmento live-action con Norris solitamente in una palestra o in studio, veniva mostrato per spiegare allo spettatore cosa stava per succedere. Alla fine dell’episodio, Norris dava una lezione morale che il pubblico doveva imparare. Nessuno del pubblico ha mai osato mettere in dubbio tali lezioni.
TRIVIA: La parola “Chuck Norris” può essere ascoltata ben 9 volte durante la sigla di apertura dello show. No, questo nel caso che ci fosse stato qualcuno che si fosse dimenticato che lì c’era Chuck Norris. La serie durò 5 miseri episodi prima che la produzione la chiudesse e Chuck Norris la facesse pagare molto cara a tutti.

 

The Governator

The-Governator-Arnold-Sch-007

Quando nel 2011 Arnoldone stava per terminare il suo mandato da governatore (il solo e unico) della California, annunciò il ritorno alla recitazione con una sontuosa conferenza stampa. Il suo doveva essere un rientro in grande stile tra gli eroi action dopo 8 anni di latitanza dai cinema di tutto il mondo e bisognava subito colpire duro per far capire che sì: “He is back“, e come lui nessuno mai.  Pianificò quindi una serie di mosse per prepararsi il terreno e riportare il suo nome alla ribalta cercando di far breccia nel cuore di una nuova generazione di pubblico. Per prima cosa venne pianificata una serie a cartoni animati e dei fumetti ispirati a lui. Successivamente doveva arrivare anche un videogioco e poi, per arrotondare, un lungometraggio animato 3-D.
La serie fu la prima a partire e venne sviluppata e prodotta, oltre che dallo stesso Arnoldone, anche da Stan Lee. Nel 2012 ne rilasciarono un trailer.


Arnoldone però non aveva calcolato quello scandalo riguardante la sua cameriera e un figlio illegittimo, in conseguenza del quale tutta la macchina promozionale subì una brusca battuta d’arresto. Alla fine si accontentò di rientrare a Hollywood dalla porta di servizio e la serie con tutti gli altri progetti child-oriented non videro mai la luce.

 

The Karate Kid

karate-kid

Sì, lo so. Ralph Macchio non è esattamente uno degli eroi action degli anni ’80 che ci ricordiamo di più, però menava le botte, e a noi brufolosi ci sarebbe tanto piaciuto imparare a menare come faceva lui semplicemente sgomberando la soffita o verniciando lo steccato, quindi nella lista ce lo metto ad honorem. Se non vi sta bene lo dico al maestro Miyagi che ci pensa lui a spezzarvi il mignolo. Tsè.
Questa serie animata aveva abbandonato completamente il leitmotiv dei film originali, cioè la gara da vincere, e aveva conservato solo i personaggi di Daniel San e il suo mentore, Mister Miyagi, per imbarcarli in una caccia al tesoro globale.
Un sacro manufatto con poteri di guarigione veniva rubato a Okinawa e toccava a Miyagi e Daniel recuperarlo. Ovviamente i due karateka lo cercavano ovunque e nel frattempo afferravano numerose opportunità per dare la cera e togliere la cera sul grugno di molti villanzoni.

Furono prodotti solo 13 episodi prima che chiudessero in un bidone i creativi di questa serie e li sparassero lontano, nello spazio profondo, verso una stella nana fuori dalla galassia. Ogni episodio si svolgeva nella stessa identica maniera:
1) Il maestro Miyagi veniva a sapere dov’era il manufatto.
2) Daniel San e la ragazza inutile ci andavano per primi e incontravano i cattivi che li mazziavano.
3) Arrivava anche il Maestro Miyagi a non ce n’era più per nessuno.
4) Sconfitti i cattivi, a Daniel San sarebbe capitata qualsiasi sorta di sfiga che gli avrebbe fatto perdere nuovamente il manufatto e consentito di continuare la ricerca nel prossimo episodio.

 

Mister T

mr_t_ba

Esploso nel 1982 con la sua partecipazione da antagonista a “Rocky III” e consacrato nell’A-Team all’inizio del 1983, Mr. T irrompe con prepotenza anche nel mondo dei cartoon nell’autunno dello stesso anno. Ora, siccome aveva l’aspetto di uno che dove non arrivava col cervello ci arrivava col macete, per renderlo digeribile ai più piccini venne presentato come un istruttore di ginnastica dai discutibili gusti estetici che capeggiava una squadra di ginnasti anti-crimine. Naturalmente, ogni membro del team aveva una provenienza diversa e particolari punti di forza che contribuivano al successo della squadra.


Essendo anche questo un cartone della tamarrissima Ruby-Spears, ricalcava fedelmente il modello già adottato da Rambo e Chuck Norris, ovvero, ogni episodio iniziava con una introduzione live-action di Mr. T che spiegava la situazione. Al termine della puntata, Mr. T dispensava una lezione morale e minacciava di una morte lenta e dolorosa tutti quelli che non avevano inteso alla prima. Il cartone si guadagnò ben 2 serie per un totale di 30 episodi tra il 1983 e il 1986, e guai a chi diceva che erano brutte.

 

Hulk Hogan’s Rock ‘n’ Wrestling

HulkHogan_2

Non poteva mancare che lui, LABBRA TONATI, che nel 1985, con la sua Hulkamania in overflow sulla WWF, saltava fuori da tutte le parti come il prezzemolo.
Al tempo Wrestlemania era stato un grandissimo successo e il coinvolgimento di Cyndi Lauper nella cosiddetta “Rock ‘ n’ Wrestling Connection” aveva portato la disciplina della lotta libera alla generazione di MTV. La WWF ( poi divenuta WWE) era ovunque. Era anche in un cartone animato sulla CBS dove un Hulk Hogan con la chioma fluente scorrazzava in giro con la sua banda di lottatori steroidati.

 

I singoli episodi non seguivano un filo logico nè cronologico ma trattavano di vicende fittizie dove i buoni, capitanati da Hogan, avevano sempre la meglio sui cattivi, guidati da Roddy Piper. Per non rischiare di perdere la grip sui più brufolosi, nel cartone la pratica del wrestling aveva un ruolo marginale e non si assisteva quasi mai a combattimenti, in più i vari wrestler apparivano in alcuni intermezzi live action durante i quali facevano i cretinetti. Frequentemente passava il videoclip del brano “Land of a Thousand Dances”, tratto dal “The Wrestling album” e di cui se ne è già parlato sul blogghino. Durò più dei capelli di Hogan: due stagioni e 26 episodi.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *