Beware the worms : I 25 anni di TREMORS

tremorsAmici, siamo qui perché la settimana scorsa mi è tornato in mente Tremors ed ho assecondato il vezzo di comprarmelo in blu-ray. Va da sé che, sempre la settimana scorsa, mi sia reso conto che il filmetto in questione spegne 25 candeline proprio quest’anno e quindi mi senta in dovere di dire la mia in proposito.
Siamo qui perché Tremors è invecchiato molto bene ed è forse una delle migliori interpretazioni di Gavino Pancetta dai tempi dello stupidotto Footloose.
Siamo qui anche perché fu l’esordio di un giovane e promettente regista di nome Ron Underwood che poi è sfuggito dall’orbita terrestre nel corso degli anni ’90, e per il fatto che questa pellicola abbia generato diversi sequel direct-to-video neanche lontanamente affini al significato della parola “guardabile”, con un quinto capitolo arrivato fresco-fresco quest’anno.
Ma, soprattutto, siamo qui per riflettere sull’eredità che ci ha lasciato un divertente B-movie che omaggia i classici della fantascienza anni ’50, e presenta degli incredibili mostri chiamati (ahia!), “Graboids”.
Quindi, preparate il pop-corn, portate la birretta ghiacciata, accomodatevi sul divano e unitevi a me per l’anniversario di Tremors.

Nel corso della mia vita credo di aver visto Tremors almeno una decina di volte e sempre in televisione d’estate, su Italia 1, intorno alle una di notte. È più forte di me, ogni volta che ci casco sopra in fase di zapping non riesco a scollarmici, tipo come succede coi film di Bud & Terence. E poi, qualche anno fa, mi misi in testa di vedermi tutta la saga, cosa che ho puntualmente iniziato a fare ma non ho portato a termine perché sopraffatto da quel feroce rammarico che mi ha fermato al terzo film.

Un esempio di rammarico

Un esempio di rammarico

Nonostante questo, il primo Tremors per me rappresenta ancora molto. Nello stesso modo di uno dei suoi vermoni, nel corso degli anni si è scavato un piccolo posto nel mio cuore e lì è sempre rimasto, annidato e intoccabile. È un film difficile da definire. È veloce, divertente, a tratti spaventoso e assolutamente unico, inoltre dura i suoi sacrosanti 96 minuti che sono la lunghezza giusta per i filmetti fantacosi come questo. Dopo tutti questi anni, quando i titoli di coda hanno cominciato a sfilare, mi sono ritrovato un sorrisetto furbo stampato sulla faccia, com’è giusto che sia quando si guarda questo genere di film. Significa che ha funzionato.

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Non male il filmetto

Il fatto è che Tremors non è un film molto intelligente ma non vuole neanche esserlo, è senza pretese. Nonostante l’inclusione nel cast di una provvidenziale geologa, che oltre ad essere un bel vedere sa anche essere divertente, non c’è nessun approfondimento o enfasi riguardo alla provenienza dei “graboids” e al perché si comportano come si comportano. Al contrario, ogni personaggio reagisce in modo naturale, in uno stile Carpenteriano, come se fosse il nostro vicino di casa alle prese con l’annoso problema della raccolta differenziata e del sopravvivere agli assalti di un enorme verme carnivoro. Inoltre, ogni film che dà a REMO WILLIAMS  un ruolo da protagonista riceve sempre una stelletta d’oro nel mio personale albo dei film rispettabili.

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Un esempio di gruppo Carpenteriano

La trama è molto semplice: i 14 residenti di una piccola città nel deserto chiamata Perfection cominciano a contrarre il morbo della morte in circostanze misteriose. I superstiti si uniscono per combattere il temibile morbo manifestatosi sotto forma di vermoni giganti sotterranei plurilinguacciuti che riescono a cacciare i cristiani grazie alle onde sonore. FINE.
Siete a conoscenza di una trama più semplice ed efficace di questa? Io non credo.

E poi, sì, signore e signori, questa è una commedia horror. Realizzarla vi potrebbe sembrare una cosa semplice, ma quanti esempi importanti di questo sottogenere vi vengono subito in mente? Un lupo mannaro americano a Londra? Sì, bravi, e poi quale altro? Qualunque siano i titoli, vi posso assicurare che non sono molti. La semplice verità è che un equilibrio GUARDABILE tra questi due generi è difficile da mettere a punto, ma Tremors lo fa apparire come un gioco da ragazzi. Le battute e le gag sono perfettamente bilanciate tra una botta d’adrenalina e l’altra. Il film non si fa problemi a non prendersi troppo sul serio, riconoscendo allegramente le sue radici di B-movie, ma riesce a trattenersi per lasciare spazio a genuina tensione e sani Bubu7te. Certo, gli antagonisti titolari (i graboids) sono fondamentalmente degli squali di terra un po’ tonti ma il fatto che i realizzatori abbiano scelto di non perdere tempo con le loro origini è un’altra dimostrazione di intelligenza creativa.

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Dice che era un bel verme e veniva, veniva dal mare… parlava un’altra lingua… però sapeva amare

Alla fine della fiera, se siete alla ricerca di un film gratificante, non troppo lungo, con i tratti tipici di una commedia ma incrociata con un bel po’ di sano horror, con una storia d’amore appena abbozzata e personaggi intelligenti e simpatici, beh, questo è il film che fa per voi. Date una chance al primo Tremors, potreste sorprendervi di quanto sia divertente.

E adesso vai di Trivia che fa sempre bene.

1) L’idea alla base del film venne in mente a uno degli sceneggiatori, Steve. S. Wilson, diversi anni prima. Al tempo Wilson era impiegato come redattore nella divisione cinematografica della Marina degli Stati Uniti e, per motivi che si possono definire top-secret si ritrovò a lavorare appollaiato su una roccia nel bel mezzo del deserto californiano. Fu lì che si pose la domanda: «Cosa succederebbe se qualcosa mi impedisse di andarmene bloccandomi su questa roccia?»

2) Inizialmente i mostri del film dovevano essere squali terrestri e per questo il film si doveva intitolare “Landsharks”, poi, in uno sketch del Saturnday Night Live, gli squali terrestri vennero perculati per benino e allora, per non cadere nel ridicolo popolare, si scelse di optare per un altro titolo e dei vermoni grossi.

3) La sceneggiatura di Tremors viaggiò tra i vari studios per diverso tempo e nessuno se la sentì di produrla perché considerata troppo assurda. Alla fine, qualcuno alla Universal riuscì a crederci.

4)Il film è nato fin dall’inizio come B-movie a basso budget e, in quanto tale, ogni volta che i Graboids venivano mostrati significava aumentare le spese, per questo motivo i vermoni si vedono soltanto dopo la metà del film.

5)La ricerca della location fu molto difficile. C’era bisogno di una piana desertica circondata da montagne e a strapiombo su un’altra piana più bassa, inoltre doveva avere anche molte rocce sulle quali i protagonisti avrebbero dovuto rifugiarsi. Come se non bastasse, ci doveva essere anche un centro abitato nelle immediate vicinanze per farci alloggiare la troupe. Insomma, un bel po’ di cose che poi furono trovate ad Alabama Hill nella valle di Lone Pine, California, proprio alle pendici dei monti della Sierra Nevada. Il posto aveva già ospitato le riprese di Star Trek V e, dopo Tremors, ospitò anche quelle de Il Gladiatore, e il recente Superman – Man of Steel.

Posti belli

Posti belli

6)Nei primi concept, i Graboids avevano la testa più affusolata e una sorta di piccolo collo che gli conferiva una concreta apparenza fallica. Per questo motivo vennero modificati e riproposti come li conosciamo adesso, cioè a forma di stronzo.

7)La moglie di Burt Gummer, Heater, viene interpretata dalla famosa cantante country amerrigana Reba McEntire. La McEntire, alla sua prima esperienza cinematografica in assoluto, rinviò la propria luna di miele con il musicista Narvel Blackstock pur di riuscire a terminare le riprese.

8)Il paese di Perfection non esiste, fu costruito di sana pianta in mezzo al deserto asfaltando una strada sterrata e costruendoci intorno baracche di legno.

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9)Originariamente l’emporio dove si rifugiano i protagonisti si doveva chiamarsi “VAM BAM” perchè il padrone doveva essere un vietnamita, poi successe che per fare quel ruolo scritturarono un attore cinese, Victor Wong, e allora lo cambiarono in “CHANG”.

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Victor Wong in un altro filmetto che ci è piaciuto tanto

 

10) Ai fini di velocizzare e ottimizzare le riprese, furono costruiti: un vermone intero a grandezza naturale, tre parti meccaniche separate, diversi linguacoli e una versione piccola di Graboid, ma a un certo punto comparve anche una marionetta. In un primo momento gli attrezzisti degli effetti speciali non la presero molto sul serio, ma con il passare del tempo si rivelò sempre più utile durante le riprese difficili, tipo quando il Graboid irrompe nel seminterrato di Burt.

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11) L’avanzamento del vermone sottoterra veniva riprodotto scavando un solco nel terreno e mettendoci dentro una boa. Il solco poi veniva ricoperto con una coperta mimetica e sabbia, mentre la boa veniva trascinata con forza da una corda legata a una Jeep.

12) Tremors è un film molto arioso. È girato quasi esclusivamente all’aperto e ci sono solo 2 scene di interni: l’emporio di Chang e il seminterrato di Burt.

13)Nel film non viene spiegato con esattezza da dove vengano i Graboids. Si fanno solo 4 supposizioni:

  1. Dallo spazio.
  2. A causa di radiazioni.
  3. Frutto di esperimenti biologici del governo.
  4. Ci sono sempre stati ma non si erano mai fatti vivi prima.

A nessuno, però, sembra interessare veramente da dove vengano quanto come potersene liberare.

14)Lo strapiombo in cui precipita l’ultimo Graboid non esiste. È un effetto speciale. Gli attori vennero fatti salire su un’impalcatura mentre una falsa parete venne inquadrata dal basso verso l’alto proprio davanti a loro. La prospettiva fece il resto.

15) Esiste una scena, poi tagliata in post-produzione, in cui il regista si travestì da donna per sostituire la controfigura di Heater Gummer che non si presentò sul set.

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16) Nel finale originale, Val e Rhonda non si baciano e lui parte con Earl diretto a Bixby, salvo poi tornare indietro per recuperare l’accendino rimasto nelle tasche di Rhonda. Durante le proiezioni di prova, il pubblico in sala non lo gradì e cominciò a inneggiare al bacio tra i due. Il regista fu costretto a richiamare i due attori per fargli girare il finale alternativo che poi divenne quello definitivo.

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TREMORI, un film con Gavino Pancetta e Franco Reparto

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2 risposte a Beware the worms : I 25 anni di TREMORS

  1. Ste84 scrive:

    Il primo Tremors è miticissimo, visto anche io n volte, gli altri non me li sono mai filati. Dici che mi conviene continuare a ignorarli o qualcosa si salva? Te lo chiedo ma sono preoccupato dall’immagine di quel “graboide” geneticamente incrociato con un velociraptor che svetta sul cofano di una volvo… bah! Comunque vorrei fare un appunto su Victor Wong… per me è davvero una garanzia, tutti i film che ho visto nei quali appare mi piacciono non poco, ha un rapporto presenze\gradimento davvero da far invidia a Harrison Ford! 🙂

    • Simone Guidi scrive:

      Beh, come ho scritto prima, io ho mollato il colpo con il terzo capitolo, quando ho visto la successiva evoluzione dei Graboids in strani uccelli che volavano grazie alla propulzione delle proprie scorregge ( giuro, è vero, true story). Il velociboids che vedi sul cofano della Volvo è infatti l’evoluzione mostrata nel secondo film, quello precedente, cioè i graboids con le gambe che corrono veloci e cacciano con gli infrarossi.
      Il quarto capitolo non l’ho proprio preso in considerazione perchè essendo un prequel mi ha sempre dato l’impressione di essere minestra riscaldata, tipo come fu Ritorno al Futuro III, ma senza quella dignità che riusciva a portare a casa Ritorno al Futuro III.
      Dice che la serie tv non fosse poi così malaccio, 12 o 13 episodi credo, poi Kaputt, ovviamente.
      Il quinto capitolo uscito questo mese proprio non ho idea di cosa tratti, sinceramente ho anche un po’ paura a saperlo, però, ecco, forse è meglio ricordarsi il primo film e basta così non rischiamo di farci male.
      Victor Wong è uno di quegli attori che è stato presente in un sacco di film anniottantari ma nessuno se ne è mai accorto veramente. Faceva sempre delle parti necessarie ma non memorabili, un po’ come la cisterna dell’autospurgo, per dire. Chissà poi perchè? Comunque mi ha sempre fatto un sacco di simpatia e lo porterò nel cuore finchè non ascenderò al Valhalla.

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