Tenere botta dopo i trent’anni : TUONO BLU

Gente di un certo rispettoAllora c’è questo film che m’è rimasto impresso nella memoria. Si intitola TUONO BLU ed è di un grandissimo che durante gli anni ’80 ha esploso le sue migliori cartucce: John Badham. Come chi? Dai, cazzo, il regista de La Febbre del Sabato Sera, War Games, e Corto Circuito. Ve lo ricordate? Dopo gli sfavillanti eighty, John è invecchiato male. Ha fatto delle cose brutte al cinema di cui probabilmente si pente e adesso è finito a fare i telefilm, per giunta brutti anche quelli.
Ma io non sono qui per giudicare la carriera artistica di John Badham, sono qui per raccontarvi di quando rividi Tuono Blu (ieri notte sul PC) e rimasi impressionato dalla sua potenza visiva e dal fatto che, al contrario del suo regista, sia invecchiato benissimo e si lasci vedere con fierezza a ben 33 anni di distanza.
Peccato per John Badham. Cazzo, ha fatto Tuono Blu ed è finito a fare Heroes…

Gente di un certo rispetto

Gente di rispetto

Il decennio ’80, ce lo ricordiamo bene, è stato un decennio in cui le fantasie giovanili di pilotare auto veloci e aerei mortali si sono cinematograficamente realizzate. Forse stimolate dal successo di Star Wars, che pose Luke Skywalker alla guida di uno dei veicoli aerospaziali da combattento più ganzi mai apparsi in celluloide, gli anni ’80 hanno visto una valanga di fantasie meccaniche realizzarsi al cinema, nelle sale giochi, e in televisione.
A testimonianza di quanto detto vi rammento che la serie televisiva di “Magnum P.I.” si presentò al mondo con un Tom Selleck superbaffo che se ne andava in giro su una Ferrari 308 GTS di qualcun’altro, e ogni tanto si faceva pure un giro sull’elicottero di un amico. “Supercar”, nel 1982, vedeva David Hasselhoff guidare un’auto fighissima che faceva i salti a comando e parlava come fosse sua cugina. E se questo accadeva in televisione, al cinema i ragazzini riuscivano a volare in bicicletta (E.T.), a bordo di aerei spia rubati (D.A.R.Y.L.), con il fondamentale aiuto di un Apple IIc (Explorers), e su navi spaziali aliene dal quoziente intellettivo ridotto (Navigator). Anche un anziano statista di Hollywood come Clint Eastwood fece la sua parte pilotando un caccia russo top secret con la sola imposizione della mente in Firefox.
Più avanti arrivò anche Top Gun, il quale era quasi un porno homo con i jet da combattimento, ma ben prima di Top Gun c’era Tuono Blu, un film che apparve nei cinema nel 1983, giusto in tempo per dare il via a una breve ma intensa relazione d’amore tra i media e gli elicotteri.

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Top Gun gay wink

Come Firefox, Tuono Blu ebbe la fortuna di annoverare nel suo cast degli attori di peso. Un grandissimo Roy Scheider, meglio noto alle masse come il tizio con la cicca che aveva bisogno di una barca più grossa…

 

…E Malcolm McDowell, il cui successo più grande è e rimarrà sempre Arancia meccanica.
La trama, se foste stati giovani negli anni ’80, vi sarebbe importata poco, come vi sarebbe importato poco il fatto che il doppiaggio italiano non provava il minimo pudore nel definire NEGRI gli afroamericani ( a quei tempi non c’era niente di cui imbarazzarsi nel farlo ).

BLUE THUNDER, Roy Scheider, 1983, (c) Columbia

BLUE THUNDER, Roy Scheider, 1983, (c) Columbia

Nel film c’era questo elicottero figo che faceva saltare per aria roba con una mitragliatrice a canne rotanti piazzata sul muso, non era necessario sapere nient’altro.
Agli spocchiosi completisti invece dico che passava un importante messaggio politico sulla privacy e sul controllo delle masse, e detto messaggio arrivava allo spettatore tramite un complotto volto a sollevare rivolte popolari per far comprare i super-elicotteri al governo degli Stati Uniti.
Avevamo, inoltre, il solito eroe americano solitario tutto d’un pezzo, una specie di Rambo urbano, con tanto di inevitabile sindrome da stress post traumatico da abuso di Vietnam che ritrovava il proprio senno con l’aiuto di un cronografo digitale, si opponeva al sistema, e non esitava a scardinarlo per il semplice motivo che era GIUSTO farlo.
Lo so. Visto oggi Tuono Blu potrebbe sorprendere per la lentezza che ci mette prima di arrivare ai botti esplosivi veri, ma potrebbe ugualmente sorprendere convincendovi che non è un male.

 

La trama:
Roy Scheider interpreta Frank Murphy, un pilota veterano del Vietnam che lavora per il Dipartimento di Polizia di Los Angeles. A dispetto della sua condotta discutibile, Murphy viene selezionato per collaudare un nuovo elicottero sperimentale chiamato Tuono Blu: una sorta di coltellino svizzero volante pieno di gadget che permetterebbe alla polizia di spiare i cittadini dall’alto passando inosservato, e crivellare i malfattori grazie alla sua grezzissima mitragliatrice. I presupposti per un banale film di scoppi ed esplosioni ci sono tutti, se non fosse che proprio i temi della libertà pubblica e del controllo statale lo separano brutalmente dalla maggior parte delle altre produzioni di quel decennio. Questo perché anche se è fondamentalmente un fanta-thriller, lo script di Dan O’Bannon e Don Jakoby pone delle domande pesanti sulla privacy e la sorveglianza grazie all’inserimento di molte scene in cui si abusa della tecnologia del Tuono Blu per spiare donne nude o conversazioni private nelle case della gente.

Donne nude

Donne nude

Alla guida del Tuono Blu, Murphy dà battaglia agli elicotteri della polizia, a un paio di aerei da combattimento, e al colonnello Cochrane aka Malcolm McDowell, ovvero il supercattivo del film, che affronta l’eroe a bordo di un elicottero che sarebbe UGUALE a quello che pilotava T.C. in “Magnum P.I.” se non fosse che è pesantemente armato.

Senza CGI e con l’aiuto di qualche modellino in scala, John Badham mette in scena un impressionante dimostrazione aerea sopra le strade di Los Angeles. Per gli occhi moderni lo spettacolo non è poi così sconvolgente, è vero, ma rimane ancora ben girato, ben coreografato, e sorprendentemente intenso. Il tutto, va detto, viene sottolineato da una superba colonna sonora synth che con quel richiamo al rumore delle pale d’elicottero rimane da brividi tutt’oggi.

 

Dal punto di vista tecnologico, è inevitabile che un film considerato high-tech negli anni ’80 appaia low-tech oggi, nel 2016. Nonostante questo, Tuono Blu rimane un thriller intelligente e ben fatto con alcuni grandi momenti d’azione.
Il suo successo al botteghino innescò una vera e propria elicotteromania con conseguente serie televisiva spin-off dallo stesso nome sulla ABC americana, rilasciata a tempo di record appena sei mesi dopo l’uscita del film, mentre la rete rivale, la CBS, fece uscire quasi in contemporanea una sua propria serie che gli faceva il verso: Airwolf.
La serie ufficiale spin-off si dimostrò da subito una poverata di quelle potenti, tanto povera da non avere neanche i soldi per comprarsi i diritti della colonna sonora originale e riciclando a nastro le clip estrapolate dal film avendo ben cura di non accennare mai al personaggio di Roy Scheider. Venne chiusa dopo 11 episodi. Il suo clone Airwolf, invece, si dimostrò da subito molto competitivo e riuscì a ritagliarsi una concreta fetta di celebrità che gli permise di tirare avanti per tre stagioni, fino al 1987.

 

Personalmente credo che film come Tuono Blu meritino una rinascita. Sarebbe bello che questa gigantesca bolla di successo dei supereroi Marvel/DC esplodesse (e prima o poi esploderà. Statene certi) e lasciasse libero il cinema di concentrarsi di nuovo sulla tecnologia praticabile come negli anni ’80. Quel tipo di tecnologia che va a pistoni e solleva velivoli super-tecnologici che super-tecnologici non lo sono neanche più di tanto. Ne verrabbero fuori degli ottimi film che mostrerebbero realtà plausibili, così come accadeva nel 1983, quando Tuono Blu vide arrivare il mondo in cui viviamo oggi.

 

I VIDEOGIOCHI

Nell’ambito dei videogiochi, Tuono Blu ebbe diverse trasposizioni più o meno legittime nel corso degli anni. Saltando a piè pari la pessima conversione del 1984 operata della Wilcox Software (poi rinominata ELITE) sulle maggiori piattaforme del tempo come C64, Spectrum e perfino Atari 8 bit, nel 1987, la Coca-Cola Telecommunications si accattò i diritti del film e rilasciò un videogioco su cassetta VHS di Tuono Blu per la fallimentare console ACTION MAX.

300px-action-max-systemE qui occorre spendere due-parole-due su questa indecifrabile console che durò sul mercato quanto poteva durare un gatto sull’Aurelia. In pratica l’Action Max era un accrocchio da collegare al proprio lettore VHS di casa ( il che significava che senza lettore VHS non si poteva giocare) e una volta premuto il tasto PLAY sul lettore, il giocatore sparava contro lo schermo con una light-gun collegata alla console.
Nel corso del film apparivano sullo schermo televisivo dei bersagli da colpire, e a seconda di quanto il giocatore era preciso segnava più o meno punti.

 

Dove stava la fregatura? Ve lo dico subito:  il giocatore non poteva né vincere né perdere una partita, non aveva alcuna influenza sul decorso del gioco, poteva solo assistere al film e riuscire a totalizzare più punti possibile.
Questo handicap di giocabilità e il fatto che fossero disponibili solo 5 titoli per giunta tutti uguali, rigorosamente con light-gun, portarono subito la console ad un rapido declino.
Tuono Blu (Blue Thunder) fu uno di quei pochi titoli, utilizzando un patchwork delle scene del film, il giocatore doveva impersonare il pilota dell’elicottero mentre cercava di difendere la coalizione Mondiale dagli attacchi di un’organizzazione terroristica.

Una menzione speciale è doverosa per il bel THUNDER BLADE di SEGA comparso nelle sale giochi di questo mondo (mica di un altro!?) nello stesso anno. Anche se non era ufficialmente una conversione videogiocosa del film del 1983 e della sua successiva serie, ne era pesantemente ispirato sia nel plot che nel look.

 

L'ELICOTTERO

Coloro che non hanno fede in un mondo migliore si saranno sicuramente accorti che l’elicottero TUONO BLU protagonista della pellicola non è assolutamente un modello esistente. Anche se le somiglianze con il modello americano APACHE sono tante, lo spettatore si trova davanti a un efficace camuffamento di un elicottero di fabbricazione francese, l’Aérospatiale SA-341G Gazzelle, modificato con pannelli e varie gadget.

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Tuono Blu senza trucco

La produzione modificò radicalmente il muso del velivo applicando talmente tanti ammennicoli da renderlo pesantissimo e, di conseguenza, ingovernabile. Per questo motivo furono costruite anche delle riproduzioni della sola parte frontale da utilizzare durante le riprese della cabina di pilotaggio, e vari trucchi vennero adottati per far sembrare quel baraccone agile e veloce.

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Per esempio, il giro della morte finale con cui Murphy frega Cochrane è stato girato utilizzando un modello radiocomandato, lo stesso che poi viene distrutto dal treno alla fine del film.

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Modellini belli

Da quei primi, indomiti, anni ’80, ben poco è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Nel solito parco Disney/MGM di Orlando era presente uno dei mockup utilizzati nel film, e, successivamente, nella serie. Era stato abbandonato in un’area del parco appropriatamente denominata “Boneyard” e accessibile solo con un trenino dedicato al tour di MGM. Il mockup era devastato dal tempo e dall’incuria, piazzato accanto ad altri pezzi oltraggiosamente rubati alla storia del cinema/TV come l’auto di Blade Runner e le moto dei nazi di Indiana Jones. Adesso l’hanno rottamato.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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