Il nono comandamento: Tutte le fighissime donne di Prince negli anni ’80

brenda4Dopo quello sulle maggiorate degli anni ’80, ecco un altro post pregno di cultura per l’antro del vecchio sporcaccione. Perché la cultura è importante, sappiatelo, e io di cultura ve ne do tanta. Ve ne do a BADILATE.
All’insegna del gossip più becero ho deciso di scrivere due righe sui flirt di quello che è, e resta ancora, uno dei miei musicisti preferiti: PRINCE.
A dire la verità mi vergogno un po’ di me stesso perché sono consapevole che il principe di Minneapolis, durante la sua carriera, ha avuto dei momenti musicalmente discutibili. Però una cosa va detta: ha sempre avuto gusto per le donne e si è sempre circondato di ragazze stupende. Poi tenente presente che lui è negro e altro 1 metro e 58. Applicate la legge della “Elle” e venite a vedere quanta belle signorine compaiono qui.

641857Partiamo da lontano, partiamo dall’inzio: Gli anni ’80.
In quel decennio un sacco di persone amarono Michael Jackson, e anche se talvolta lo attaccarono per le sue scelte di vita (più o meno volontarie), alla fine non poterono fare a meno di ammirarlo artisticamente, perché era indubbio che lui fosse su un piano molto più alto rispetto alla maggior parte degli altri artisti suoi contemporanei. Ma Jackson, almeno all’inizio degli anni ’80, ebbe un notevole rivale: PRINCE.
Il loro testa a testa aveva un senso. Entrambi contaminavano i loro pezzi con il funk, il
Rhythm and blues e la disco. Entrambi dominarono le classifiche alternandosi (Jackson con “Thriller”, e Prince con “Purple Rain”). Più tardi , entrambi si sarebbero auto-esclusi dalla mondanità e questo avrebbe sollevato un sacco di domande sulla loro vita personale. Infine, entrambi ebbero grossi problemi con le loro etichette discografiche (Jackson con la Sony, e Prince con la Warner Bros.).
Ma c’era una cosa che Prince faceva molto meglio del suo rivale: TROMBAVA come un muflone afgano. E non lo faceva con le prime squinzie che gli capitavano a tiro, nossignori, lo faceva con delle PASSERE ASTRALI che se non erano già famose di suo, di lì a poco ce le faceva diventare lui producendogli un disco.
Da quel punto di vista con Jackson non c’era storia, peccato che la cosa non contribuisse a fargli vendere più dischi. Ma andiamo a vedercele queste gran tope:

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Kim Basinger

Kim Basinger ce la ricordiamo tutti. Tutti noi ex-brufolosi degli anni ottanta che siamo andati a vedere “Nove settimane e mezzo” e poi ci siamo dati alla falegnameria.
Al tempo Kim non era quella, per altro, ragguardevole milfona che è adesso, ma bensì il sogno proibito di molti. Quegli stessi molti che magari andarono a vedere il film “Batman” di Tim Burton solo, esclusivamente, perché c’era anche lei nel cast. Il fatto era che a fare la colonna sonora di quel bellerrimo movie c’era anche il nostro cantante di Minneapolis preferito, diversamente bianco e diversamente dotato. I tabloid dissero che fu una storiella consumata in fretta, senza pretese, e parlarono insistentemente di Prince, Kim, una sessione di registrazione e un vasetto di miele(se masticate l’inglese avete capito).

Vanity

Vanity

Denise Katrina Matthews, già volto pubblicitario ufficiale del dentifricio Pearl Drops, incontrò Prince all’American Music Awards del 1981 e rimase trafitta al suo enorme, sproporzionato carisma nero. Prince, dal canto suo, riconobbe in lei se stesso, però al femminile, per questo decise di ribattezzarla “Vanity” e lanciarla nel dorato mondo della musica costruendole attorno un gruppo di strappone poi denominato “Vanity 6”.  Il vulvo-gruppo fece da supporto nel tour di Prince del 1982 ed era caratterizzato dalle performance spinte delle sue componenti e dai testi espliciti delle canzoni. Durarono come un gatto sull’Aurelia e già l’anno successivo Denise lasciò il gruppo per intraprendere la sua carriera solista che comprese fidanzamenti con Adam Ant, Billy Idol e, soprattutto, il bassista dei Motley Crue, Nikki Sixx. Con quest’ultimo furono memorabili le scopate e il fatto che si strafacessero di crack insieme. Incontra Dio nel 1994 e si converte al cristianesimo metodista. Disse che Gesù era venuta da lei e le aveva detto che se cambiava vita l’avrebbe salvata. Lei ci prova per un po’ ma poi scappa negli evagelisti. Al momento è sempre loro prigioniera.

Vanity ebbe un pessimo tempismo. Decise di mollare il carrozzone poco prima che Prince cominciasse ad incidere l’album “Purple Rain” e a girare il relativo IGNOBILE film.  Il folletto di Minneapolis ci mise poco a trovare un rimpiazzo all’altezza, e tra l’altro molto fotocopia del precedente.

Apollonia 6

Apollonia 6

Apollonia Kotero, già miss-qualcosa in qualche concorso di bellezza e nel giro dello show-biz con numerose comparsate in film, telefilm e video musicali del periodo, si fece avanti per ricoprire il ruolo della protagonista nel film “Purple Rain”. Come la vide, Prince ne rimase folgorato e le donò la sua ragguardevole nerchia. Lei accettò molto volentieri e di fatto diventò la sostituta fotocopia della ex-ganza “Vanity”.
Prince non fece altro che inserirla pari-pari in tutti i posti dove era stata inserita la sua ex (il doppio senso stavolta non è voluto. Giuro) e richiamò le strappone di prima per riformare il gruppo sporcaccione che stavolta si chiamò, squillino le trombe e trombino le squillo, “Apollonia 6”!

Apollonia ebbe l’ardire di cantare per prima la hit “Manic Monday”, scritta da Prince per il suo primo e unico album. Alla fine quel pezzo rimase fuori dalla raccolta e Prince lo donò alle Bangles che ne fecero un successo planetario. In ogni caso anche Apollonia se ne andò presto. Ufficialmente per inseguire la sua carriera da attrice che la portò a fare un po’ di tutto ma senza particolare successo. Questo non le impedì di accompagnarsi a Lorenzo Lamas e David Lee Roth nel corso del decennio.

Susannah Melvoin

Susannah Melvoin

Non vi fate trarre in inganno. In realtà quella di cui mi accingo a parlare è LA GEMELLA della signorina postata sopra. La gemella di Wendy Melvoin delle “Wendy & Lisa”, gruppo che furoreggiò negli eighty per l’equivalente di un botto di minicicciolo.

Wendy e Susannah orbitavano già da tempo nell’ entourage del principe. Facevano parte dei “Revolution”: il suo gruppo di musicisti di fiducia che lo accompagnava nelle esibizioni. Mentre Wendy suonava la chitarra, la gemella Susannah era back vocalist nelle retrovie, ed è stato proprio lì che il piccolo principe l’ha stretta d’assedio e trascinata nel lettone (di Putin).

Sheena Easton

Sheena Easton

Sheena Easton è stata per Prince la perfetta trombamica. Mai ufficiale, mai invadente, ma sempre un porto sicuro dove approdare quando il tempo volgeva alla bufera.
Con Prince può vantare un fruttuoso sodalizio musicale consolidato alla fine del decennio con la sua partecipazione in duetti negli album “Sign ‘o’ the times” e “Batman”.

E poi non poteva mancare che lei, Madonna. Donna imprescindibile se si vuole parlare a fondo del decennio anni ’80. Ovviamente qui intendiamo la Madonna BONA, che non è un’esclamazione o una bestemmia bonaria, ma proprio la definizione fisica di ciò che era Madonna Ciccone all’epoca. Distante una trentina di PARSEC da quel baraccone che invece è adesso.

La Madonna BONA

La Madonna BONA

Con Madonna pare che sì, il principe ci abbia pucciato il savoiardo al cacao, e proprio a ridosso del divorzio della Ciccone con Sean Penn. Insieme scrissero “Love Song” e probabilmente anche “Like a Prayer”, anche se Prince pare preferì non essere accreditato ufficialmente. Ci sono molte altre canzoni che i due scrissero insieme, non solo per l’album “LIKE A PRAYER” ma anche per un progetto di un musical poi abortito.
Inoltre, inizialmente Madonna doveva essere coinvolta nel film relativo all’album di Prince “GRAFFITI BRIDGE”, ma rigettò l’offerta e con essa l’amicizia col principe (che pare sia stata successivamente recuperata) non appena ebbe il copione tra le mani e si vide trasfigurata in una sorta di angelo o comunque qualcosa di parecchio ridicolo, lontanissimo dal suo personaggio mangia-uomini.

Jill Jones

Jill Jones

Jill incontra Prince nel 1980, quando era appena diciottenne e da quel momento non smette più di obitargli intorno. Lui la vede e gli piace, la sente cantare e gli piace di più. Viene subito assunta nell’harem del principe come corista ma non è trombante, non subito perlomeno. In ogni caso segue Prince in tutte le sue produzioni musicali e filmiche, fino al punto che sembrò chiaro a tutti che lei era pronta per il gran salto…nel lettone. Prince lo capisce e la fa sua, ma a fasi alterne, giusto il necessario per spurgare l’iniettore e ripartire di slancio più tosto di prima. Per sdebitarsi, nel 1987 le fa incidere un album omonimo e le canzoni gliele scrive tutte lui. Da noi, il singolo estratto fece furore per un paio di mesi.

Qui si entra nella zona dedicata ai capricci, e Prince è uno che di capricci ne ha fatti parecchi togliendosi lo sfizio di altrettanti.
Allora succede che il principe ascolta per caso l’album di un nuovo gruppo completamente composto da donne. Si chiamano BANGLES e dopo un primo ascolto gli piacciono assai. Poi guarda la foto della front-girl, Susanna Hoffs, e la trova molto simpatica. Molto ma molto simpatica.

Susanna Hoffs

Susanna Hoffs

Decide quindi di contattare le Bangles per proporgli di suonare due sue canzoni, e nel contempo dare il suo carico di simpatia a Susanna Hoffs. Sembra che alla fine la Hoffs e Prince si siano fatti un sacco di risate insieme e il pezzo “Manic Monday” sia diventato un successone. Alè. A ‘sto giro tutti contenti.

A questo punto mi interrompo perché è tardi e la bimba mi si è addormentata sulla poltrona qui dietro. Se si sveglia e mi vede tutte queste schermate di google piene di figoni, non credo sia una bella cosa. Pure la mamma se ne potrebbe avere a male, anche se proprio non ne capisco la ragione dato che io certe cose le faccio solo a  scopo didattico. Statemi accorti.

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