Two is megl che one: La strana storia dei due cartoni animati ispirati ai Ghostbusters

Ghostbusters FilmationNello spazio nessuno può sentirvi urlare, ma anche nel vostro salotto alla fine degli anni ’80, quando la TV vi annunciava di rimanere sintonizzati perchè stavano per arrivare i cartoni animati dei Ghostbusters.
“Cooosa? Cazzo sì, il cartone animato dei Ghostbusters! Che forza!”
Eravate inchiodati sulla poltrona pieni di speranza e aspettative, con il bicchiere di coca-cola saldato alla mano, pronti a gustarvi Peter, Egon, Ray e Winston che prendevano a calci nel cacapranzi i maledetti spettri. Finisce la pubblicità, lo spettacolo comincia e… Che sta succedendo? Un gorilla?! Cosa caspita c’entra un gorilla?
Ecco. Questo è successo a ognuno di voi quel pomeriggio di un giorno da cani di fine anni ’80. Vi siete trovati di fronte un cartone animato di Ghostbusters totalmente alieno, figlio della logica di una società d’animazione che stava cavalcando l’onda di popolarità di un blockbuster cineamatografico, e la sapete una cosa? Avevano ragione loro. Ma lasciate che vi spieghi :

Tutti abbiamo amato alla follia il film “Ghostbusters”, mentre con “Ghostbusters 2” non siamo andati più in là di una grande e tenera amicizia, ma per quanto riguarda il cartone animato? E poi QUALE cartone animato? Ne sono usciti diversi ispirati al franchising. Intendiamo forse “The Real Ghostbusters”? Il cartone ufficiale con i personaggi che NON somigliavano agli originali? Oppure i “Ghostbusters”, l’altro cartone con uno scimmione che guidava un vecchio macinino?
Facevano veramente schifo queste due versioni cartoonate? Beh, sì e no. La cosa più sorprendente di entrambe erano le storie sempre così genuinamente creative. E allora diamo un’occhiata più approfondita a queste due serie nate e cresciute per sfruttate l’onda di popolarità di un film uscito nel 1984. Indossate lo zainetto protonico e andiamo.

ghostbusters

Due serie animate, entrambe al debutto nel 1986, entrambe nominate con il titolo di un film del 1984, entrambe che tentavano di incassare il più possibile da un marchio divenuto molto popolare, giusto? Beh sì. In un certo senso sì, ma non liquidiamo la storia così in fretta.
Tanto per incominciare l’idea di andarsene in giro a mazzolare gli spettri non era poi un concetto così originale. Risaliva infatti al 1975, quando la casa di produzione “Filmation” registrò il nome “Ghostbusters” e produsse una serie televisiva live-action per bambini che andò in onda il sabato mattina sulla CBS, e si chiamava appunto “The Ghost Busters”. I protagonisti erano una coppia di maldestri detective che viaggiavano per il mondo a caccia di fantasmi, accompagnati da un gorilla che gli faceva da autista. Il telefilm era una specie di Scooby-doo dal vivo, con i tre personaggi che inciampavano su vari mostri spaventosi tipo vampiri, lupi mannari, streghe, fantasmi, e usavano delle strambe apparecchiature elettriche per sconfiggerli, tra cui un dispositivo a forma di telecamera che emetteva luce e rimandava i cattivi nel posto da dove erano venuti. La serie ebbe un succeso molto tiepido e funzionò per un solo anno dopodichè l’oblio, ma intanto il marchio venne registrato.

Fast forward al 1984. La Columbia finisce di girare il film “Ghostbusters” e si rende conto di non possedere i diritti sul nome. Non c’è modo di bypassare il problema. Per di più attorno al nome “Ghostbusters” gira tutto il film! Con tanto di simbolo, colonna sonora spaccaculi, videogioco sulla pista di lancio e tutta New York City che durante il finale invoca all’unisono proprio quel fatidico nome.


Tocca di ingoiare il rospo e pagare i diritti alla Filmation per utilizzarlo, e la Columbia Pictures paga. Paga ben  500mila dollari più l’1 per cento degli utili prodotti.
Come tutti sappiamo il film diventa un enorme successo, e lo studio vuole spremere tutto il succo dal limone anche con la produzione di un cartone animato. La prima scelta sembra essere proprio la Filmation Studio.
GOTO Filmation Studio WHILE gli anni ’80 e ’90. Chi erano? Cosa producevano? Quanto facevano con un litro?
Beh, la Filmation Studio adesso è morta-mortissima, ma ai suoi tempi è stata una popolarissima compagnia produttrice di cartoni animati. Suoi erano “He- Man e i dominatori dell’universo” , “Albertone”, “She- Ra” , “Star Trek – The Animated Series”, “Flash Gordon” e molti altri cartoni rilasciati nell’arco di più di trent’anni a partire dal 1966. Tutti cartoni che, ovviamente, si ricordano i dannati vecchietti come me e quelli che giornalmente si aggiungono alla categoria. Caratteristica peculiare della Filmation era il frequente uso del rotoscopio nelle animazioni (tecnica di cui ho già parlato qui) e la cura nel redigere le sceneggiature nonostante i suoi fossero prodotti per bambini. Pure uno dei suoi principali fondatori, Lou Scheimer, è morto nel 2013 e di questo ce ne dispiace tanto, porello.

louis

Con questo pedigree, e col fatto che possedessero i diritti originali sul nome “Ghostbusters”, alla Filmation dormivano tra 7 cuscini, sicuri di avere il lavoro già in tasca. Non era così.
Dopo molte trattative e un parziale lavoro di progettazione iniziale, la Columbia fece marcia indietro rivolgendosi a un’altra compagnia, la DIC, e l’affare saltò. Intanto però la Ghostbusters-mania imperversava e tutto quello che aveva a che fare con i fantasmi sembrava destinato ad un lucroso futuro. Per questo motivo la Filmation decise di capitalizzare il nome “Ghostbusters” creando un suo proprio cartone animato, ma basato sulla sua serie tv originale del 1975 e contempraneamente citò in tribunale la Columbia ottenendo che il cartone di quest’ultima non si potesse mai chiamare “Ghostbusters”.

Premessa del cartone Filmation era che i discendenti dei personaggi televisivi originali avrebbero ereditato il business continuando la lotta contro le forze del male, e infatti durante i primi cinque episodi (una specie di minifilm), si assiste al passaggio del testimone tra padri e figli, e questi ultimi, a distanza di 10 anni, si rimettono sul mercato. Lo scimmione invece è sempre lo stesso ché si sa, la dieta di banane allunga la vita.
Contemporaneamente, la Columbia rilasciava la propria serie di cartoni animati ispirata direttamente ai personaggi del film e, per rispettare il divieto del tribunale, la intitolava “The Real Ghostbusters”.

La Columbia aveva le tasche più profonde della Filmation, e la loro serie venne accompagnata da una linea di giocattoli e una squadra di avvocati per annientare la concorrenza. Una raffica di querele venne intentata contro la Filmation per accaparrarsi le fette di mercato, tra le quali una particolarmente ridicola che accusava il cartone della Filmation di perculare Ernie Hudson (Winston) facendolo interpretare da una scimmia, questo nonostante che il gorilla fosse parte dello spettacolo originale del 1975, molto prima che il film fosse concepito.
Alla fine il cartone della Filmation si interruppe dopo 65 episodi, mentre “The Real Ghostbusters” tirò avanti ben sette stagioni. Ma se lo meritava veramente? Con Egon biondo e col ciuffo rockabilly, Slimer mascotte idiota del gruppo, le divise di diverso colore e Peter irriconoscibile?  Così è se vi pare.

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1 Response

  1. Sam ha detto:

    Quello che pochi sanno ( e che io sono stato forse il primo a dirlo sul web ) è che il telefim dei GB della Filmation, andò da noi in onda su Odeon TV negli anni 80 ( la stessa rete che poi trasmise il cartone-sequel: sempre la stessa rete trasmise in prima tv il film “GHOSTBUSTERS COPS – DUE PIEDIPIATTI ACCHIAPPAFANTASMI” che con gli altri titoli citati non spartiva nulla . Quelli di Odeon dovevano avere la fissa per acchiappa-fantasmi di qualsiasi tipo, evidentemente )
    Oggi è assolutamente introvabile e in pochissimi se lo ricordano.
    La cosa curiosa è che per qualche strano motivo, nella versione ita del cartone Filmation, cambiarono il nome del gorilla Tracy in Grunt , sminchiando il legame col personaggio del telefilm.

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