Quarant’anni, un ATARI 800XL in casa e la cena sul pianerottolo

atari 800xl

L’oggetto del desiderio

Il pallino dei videogiochi ce l’hai sempre avuto fin dall’adolescenza. Tuo padre ancora ti maledice quando ripensa alle mensilità che gli hai sfilato per dissiparle con quelle diaboliche macchine che suonavano sempre la solita musichetta ebete da lui definita «il BIRO-BIRO dei mentecatti».
Aggiungici anche che quando hai smesso di andare in sala giochi è stato semplicemente perché già stavi giocando a casa, con il tuo fumigante ATARI 800XL prima, e con l’AMIGA 600 poi, che ti regalarono tanti dei pochi momenti memorabili della vita da adolescente e, diciamocelo pure, anche da ometto.
Poi tuo fratello invitò in casa il PC, e da allora il mondo non è stato più lo stesso.
Si, tu continuavi a giocare ai videogames, ma non era più la stessa cosa. Non era più semplice e immediato. Ti dovevi ingegnare per farli funzionare. Ne succedevano di tutti i colori: quando la scheda grafica EGA, quando la RAM insufficiente, quando le periferiche che non funzionavano, insomma; lo sforzo per il godimento videoludico te lo dovevi sudare una cifra, e somigliava anche troppo allo sforzo che stavi già affrontando con le ragazze.
Però, sia con il PC che con le ragazze alla fine concludevi ( ai tempi non era cosa da poco ) e ciò ti lasciava sempre una sensazione di estrema gratificazione.

atari 800xl

The Dallas Quest

Crescendo subentrarono nuovi interessi, più che altro nuove PRIORITÀ, e i videogiochi passarono ( giustamente ) in cavalleria, ma tu continuavi sempre a ricordarteli con affetto, a sospirare pensando a quando ti spaccavi la testa con DALLAS QUEST, con la tastiera da una parte e il vocabolario d’inglese dall’altra.
A quando facevi i torneini tossici con gli amichetti tossici, che vi rinchiudevate nella cameretta dell’alternativo che voleva rivoluzionare il mondo e che, ovviamente, di lì a qualche anno lo avrebbe fatto diventando GEOMETRA, con barilotti di birra e canne a go-go, mentre tu tenevi l’OLIMPIQUE MARSIGLIA e facevi la tua famosa mossa zigo-zago con il GOAL! di Dino Dini.
Sospiravi dicevo, e quei ricordi pian piano sbiadivano, si perdevano in lontananza nelle nebbie del tempo.

Poi arrivarono gli EMULATORI, e di colpo eri di nuovo nel tunnel.
Quando ci sei incappato su internet era incredibile, quasi non ci credevi. Hai scaricato prontamente il programma e, incredibilmente, sei riuscito a configurarlo senza neanche troppe imprecazioni. E quando davanti agli occhi si è finalmente materializzato lo struzzo cubitale di JOUST in tutta la sua fluidità del porting Atari, te la sei fatta addosso.

Joust

Hai cominciato a scaricare tutti gli emulatori del mondo, di tutte le epoche, di tutti i giochi, anche dei laser-games, ma quello della Playstation no. Troppo moderno, troppo Ggiovane, quando era il suo momento tu eri già passato, eri oltre, stavi dietro alle FIGHE alle ragazze, non te lo sei vissuto come doveva essere.
Comunque, erano gli anni zero e tu avevi ricominciato a giocare. Si, sempre agli stessi giochi, è vero, ma avevi ricominciato. Con un occhio seguivi anche l’evolversi di uno scenario nuovo che si stava delineando, quello dei RETROGAMERS. Altri debosciati come te che si mariomerolizzavano con un joystick in mano. Si, si, ti intrigavano assai.
Su Facebook scopristi dei gruppi che coltivavano la tua stessa passione e iniziasti a frequentarli , era divertente. Quasi per scherzo cominciasti a pensarci, ma non ne avevi il coraggio.
Cosa avrebbe detto tua moglie? Come avrebbe interpretato il tuo gesto?
Ti avrebbe potuto dire che eri un bambino che rifiutava di crescere, il che in parte era vero, ma ti irritava il fatto che te lo dicesse qualsiasi altro che non fossi tu stesso.
Ti avrebbe potuto dire che buttavi via i soldi in stupidaggini mentre ce n’era bisogno per l’economia familiare, anche se tu sapevi benissimo che non era una questione di soldi, era IL GESTO.
Insomma, te ne avrebbe potute dire parecchie, e allora nicchiavi. Prendevi tempo. Lo faccio? Non lo faccio? Aspettiamo che tanto non c’è fretta.
Alla fine, dopo l’ennesimo giro su ebay per vedere e sospirare sulle varie offerte che ti sarebbero potute interessare ma non avevi il coraggio di acquistare, ti imbattesti in un annuncio da NAPOLI.
Vendevano un Atari 800XL usatissimo, con la scatola disintegrata, presa a calci probabilmente da MARADONA, a 49 euro. L’asta era aperta da due giorni, si sarebbe chiusa entro quattro. Come in un sogno il mouse si è mosso da solo e hai offerto 50 euro.
Ecco. Finalmente l’avevi fatto ed era stato quasi liberatorio, poi tanto chissà a quanto sarebbe salito il prezzo e tu non avresti certo rilanciato. Era stato come una specie di rivalsa verso…verso chi?…Boh? Non lo sapevi. Forse te stesso.
Anche se in fondo non ci credevi, sicuro com’eri che quell’acquisto sarebbe sfumato, il dado era tratto e non si poteva più tornare indietro.
E invece l’asta si concluse regolarmente, prezzo finale 50 euro, offerte pervenute UNA, TU!
Cazzo! Dopo 30 anni avevi di nuovo il tuo ATARI 800XL. Incredibile! Adesso dovevi solo spiegarlo a tua moglie senza che lei ti desse del cialtrone.
Va bè, ma in fondo chissene frega. ALLA BERSAGLIERA! Pensasti sentendoti un po’ Fantozzi alla coppa Cobram.

coppacobram
Dopo qualche giorno il corriere ti ha portato l’Atari e tu, vigliaccamente, lo hai lasciato in bella vista sullo scaffale del pianerottolo, in modo che lei lo potesse vedere BENE quando sarebbe rientrata.
Quella sera a cena le solite beghe lavorative venivano snocciolate cozzando contro l’attualità più cafonal.
Alla fine glielo hai detto: « Amore, hai visto cosa ho comprato su internet? L’ho poggiato all’ingresso. »
Lei ti ha guardato meravigliata: « No, non ho fatto caso. Cos’è ? »
« Oh, nulla di che. Un vecchio computer a 8 bit. Una delle mia cazzate »
Lei ha portato l’attenzione sul suo piatto concludendo: « Ah. Allora va bene. »
Ecco fatto. Sei riuscito a passare indenne l’esame di maturità.
Non credevi che sarebbe stato così facile eh?! Vecchio gagà che non sei altro.
Adesso vedi di startene buonino per un po’ e smettila di andare su ebay che gli AMIGA 600 costano un occhio.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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