Wacky Races le corse pazze: Ciao mamma, sono contento di essere arrivato uno

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WackyRaces2Il Wacky Race, per noi mocciosi che lo guardavamo all’ora di pranzo, in realtà poteva consistere benissimo in una sola, lunghissima gara che veniva percorsa intorno all’intero pianeta e sembrava non finire mai.
C’era un trofeo?
Chi sponsorizzava la gara?
Quanto facevano con un litro?
Com’era la classifica generale?
Fottesega. Nelle Wacky Races queste domande non ricevevano mai risposte (e nessun spettatore sembrava particolarmente interessato ad averle, per la verità). Le Wacky Races erano soltanto una spassosissima serie di gare, concepite da un forte consumatore di Peyote, che decretavano il pilota più scassone del mondo, e credetemi, era un vero piacere guardarle. Forza, diamo uno sguardo a questo classico evergreen del cartone animato.

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“Accidenti, doppio accidenti, triplo!”

La serie a cartoni animati Wacky Races debuttò negli Stati Uniti nel 1968  e, come tante cose belle che poi finiscono subito, arrivò sugli schermi delle televisioni italiche durante i primi anni ’80, nei suoi sfolgoranti e pochi 17 episodi. Nonostante certe animazioni un tanto al chilo tipiche delle produzioni Hanna & Barbera di quel periodo, Wacky Races Le Corse Pazze (così ribattezzato da noartri) si distinse subito per l’estrema stravaganza dei suoi protagonisti e per il fatto che non ci fosse un doppiatore-uno capace di pronunciare in modo corretto il suo titolo, tant’è che la sigla iniziale del cartone vanta ben due differenti introduzioni narrate da due doppiatori diversi, ma accomunate dal fatto che entrambi non riescano mai a dire correttamente il titolo del cartone e il nome di alcuni concorrenti.

La prima intro, forse la più foneticamente decente, è quella narrata da Pino Locchi:

 

Mentre la seconda era doppiata da un grosso calibro del doppiaggio italiano, il mai abbastanza compianto Ferruccio Amendola. Ferruccio, poi doppiatore di eroi super -macho di botte e smitragliate come Rocky e Rambo, in questo caso le botte e le smitragliate non le dà, ma le prende sode dalla lingua inglese, la quale gonfia Amendola di schiaffoni tipo quelli a mano aperta di Bud, e lui muto, lì nell’angolo a subire.

 

Per la cronaca, l’esatta pronuncia del titolo di questo bellerrimo cartoon non è né lo UOCHI REIS di Pino, né lo UEIC REISIS di Ferruccio, ma bensì UACHI REISES di John Smith.
E se vogliamo dirla tutta, anche se a noi ci piaceva fantasticare sul PIZZO di PENELOPE, in realtà di pizzo (purtroppo) non ce n’era per niente perché lei faceva di cognome PITSTOP.

Sordide fantasie giovanili

Sordide fantasie giovanili

Questo cartoon lasciò un’impronta indelebile nella cultura popolare e in pochi sanno che fosse basato su un film di Blake Edwards del 1965, La Grande Corsa, interpretato da Tony Curtis, Jack Lemon e Natalie Wood. Un film di quelli di ridere sullo stile delle comiche di Stanlio e Ollio (al quale, per altro, era espressamente dedicato) nel quale il fragore delle risate si elevava proporzionalmente alla quantità di torte spiaccicate in faccia alla gente.

 

In realtà dietro al Wacky Races c’era un progetto subdolo e molto più grande. La strategia era quella di produrre una cartone animato contenitore zeppo di personaggi che, a seconda del gradimento del pubblico, potesse essere scisso in altri cartoni animati spin-off minori. Il diabolico piano funzionò e non appena un anno più tardi, Dick Dastardly e Muttley si guadagnarono un altro cartoon dello stesso tipo, però ambientato in uno strampalato tema aeronautico della prima guerra mondiale e qui da noi noto come “Lo squadrone avvoltoi”, mentre Penelope Pitstop con Clyde e la sua banda finirono dentro “Le avventure di Penelope Pitstop”.

Perils-titleDurante i 20 minuti di ogni episodio venivano corse due gare. Alla fine della serie erano state effettuate ben 34 corse e, considerando i punteggi che venivano attribuiti nelle gare di Formula 1 di quel periodo, i vincitori del campionato sarebbero risultati nientepopòdimenoche I FRATELLI SLANG! Sì, avete capito bene, proprio loro, i prototipi di Capitan Cavey.

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Alzi la mano chi gradisce la bistecca di brontosauro

Le storie raccontate in questa divertentissima serie animata erano pressoché tutte uguali, anche perchè erano calibrate sulle menti molli e spugnose di noi mocciosi che avevamo la soglia di attenzione di una mosca. Undici strambi concorrenti si sfidavano su undici  altrettanto strambi veicoli, e il cattivo Dick Dastardly, spalleggiato dal suo cinico e stronzetto aiutante, il cane Muttley, cercava in ogni modo di vincere usando gli espedienti più strani e illeciti. Inutile dire che Dick non riusciva mai nel suo intento e, come Wile Coyote, finiva sempre cornuto e mazziato. Tutto questo per insegnare a noi giovani virgulti della nazione la lezione di vita numero uno: Chi gioca sporco perde sempre (credici!).

Ma andiamo a vedere i concorrenti uno per uno:

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La macignomobile dei fratelli Slang.

Una roccia a propulsione mazzate, guidata da due cavernicoli con il quoziente intellettivo di un acaro.

 

 

 

CreepyCoupeAniIl diabolico Coupè

Un’inquietante berlina che aveva come autista un vampiro nano e viola, accompagnato da un navigatore simil-Frankenstein.  Il drago sui sedili posteriori gli permetteva di volare (per un tempo limitato) e sparare fuoco.

 

Convert-A-CarAni La Multiuso del Professor Pat Pending

Come una diavoleria svizzera, la multiuso può trasformarsi in qualsiasi cosa si abbia bisogno, dall’aereo alla barca a vela, fino ad arrivare perfino a una palla da bowling gigante! In inglese “Pat Pending” è un termine riferito alla procedura di brevettazione e significa “in attesa di approvazione“.

CrimsonHaybailerAniRed Max

La vettura di questo fake barone rosso si chiama “lo scarafaggio volante” ed è una specie di aereo capace di spiccare balzi per scavalcare avversari e ostacoli.

6579851_stdPenelope Pitstop

La bella del gruppo guida il suo “vezzoso coupè” dotato di tutti gli accessori per il trucco e la cura della persona. Che dire? Non si può vincere con le mani screpolate.

ArmySurplusSpecialAniL’armata Speciale

Armato di cannone davanti e due bazooka di dietro, questo veicolo è forse il più potente e resistente di tutti. Anche se estremamente lento a muoversi e a puntare le armi, è capace di violente accelerazioni grazie al rinculo del cannone.

 

6785541_stdClyde e la sua banda

Auto d’epoca con rivestimento antiproiettile e armata di due fucili mitragliatori. I sette nani gangster all’interno sono capeggiati dallo spietato pensatore tattico Clyde. Essendo nani, tutti e 7 (insieme) ambiscono ad un WeirdSex con Penelope Pitstop.

ArkansasChuggabugAniL’insetto scoppiettante

Piccolo e veloce, l’Insetto Scoppiettante non è molto forte, ma dalla sua caldaia può emettere un getto di vapore per accecare gli avversari e nascondercisi dentro. Il consumo occasionale di Rum può imprimergli una spinta elevata, ma solo temporaneamente.

Turbo TerrificPeter Perfect

La “Sei Cilindri” è l’unica vera auto da corsa presente in gara. Simile a un dragster, ha la singolare caratteristica di perdere pezzi per strada e ricomporsi con una semplice scrollata, come fosse di gomma.

1357086164525930_animateRufus Ruffcut

Macchina interamente in legno e occupata dal rude boscaiolo Rufus (il cui cognome, in inglese, suona come “taglio approssimativo” (rough cut), idiomatico per “qualcosa fatto alla bell’e meglio“) e dal suo castoro Sawtooth, ovvero DENTE DI SEGA.

MeanMachineAniDick Dastardly e Muttley

La Zero-Zero di Dick ha un razzo sul retro che gli permette dei temporanei scatti di velocità, e davanti è provvista di una punta di diamante retrattile utilissima per insinuarsi tra i concorrenti. Anche se molto veloce, questa macchina non è molto manovrabile né robusta, e spesso sfugge al controllo del suo pilota.

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«Muttley, fa qualcosa!»

Come se il nostro pianeta fosse stato sfiorato da una cometa, nel 2006 i nostri televisori sono stati sfiorati dalla possibilità di mostrarci il Wacky Races 2.
Venne infatti prodotto un episodio pilota per un’ipotetica serie intitolata “Wacky Races Forever“. Questa nuova serie era una versione riconcettualizzata e pimpata del vecchio Wacky Races, e aveva come protagonisti i figli di Penelope Pitstop e Peter Perfect. Sottoposto all’attenzione di Cartoon Network, non sollecitò alcun interesse. In realtà il cartone, anche se parecchio bimbominkia, non era così male. Potete vederlo qui sotto.

 Sebbene damigella perpetuamente in pericolo, Penelope Pitstop è sicuramente uno dei personaggi più popolari della serie ma anche quello aggiunto all’ultimo momento.
Secondo l’animatore Iwao Takamoto, Penelope (l’amore non corrisposto di Peter Perfect) venne frettolosamente creata da Takamoto e Jerry Eisenberg in appena un paio di ore dopo che Joseph Barbera richiese esplicitamente l’inserimento di un personaggio femminile per dare un tocco glamour e di piaceria all’intera serie.

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Sono iniziati i saldi

Avendo lasciato un’indelebile traccia nell’immaginario collettivo, le Wacky Races si sono meritate ben 4 adattamenti videoludici negli ultimi 22 anni.
Per ovvi motivi mi soffermo particolarmente sul primo di questi adattamenti, quello del 1992 per NES, ZX Spectrum, PC e Commodore 64.
Si intitolava semplicemente WACKY RACES e non era altro che un platform multi scorrimento clone di Super Mario Bros. Nella prima fase del gioco si doveva pilotare la ZeroZero di Dastardly attraverso un paesaggio a piattaforme che scorreva da destra verso sinistra, affrontando i nemici e raccogliendo punti fino a un traguardo predefinito. Nella seconda fase, si controllava lo stesso Dick Dastardly in un platform a scorrimento verticale, mentre cercava di raccogliere tutti i componenti necessari per montare una super-trappola.


Infine, per promuovere la nuova 208, Peugeot ha deciso di dare vita a una gara senza esclusioni di colpi durante la quale il suo nuovo modello utilizzerà tutti gli accessori a disposizione per schivare gli attacchi di avversari presi di peso e riportati in vita proprio dalle Corse Pazze.

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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2 Responses

  1. Lorenzo ha detto:

    Forse la memoria mi inganna, ma io sono quasi sicuro che in episodio Dick Dastardly riesca a vincere.

    • Simone Guidi ha detto:

      Non mi ricordo assolutamente, Lorenzo. Io ricordo solo che delle volte arrivavano lì lì per vincere poi magari si fermavano un metro prima del traguardo per fare una foto e perdevano. Roba così.

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