World War Z: Gli zombie non uccidono. Reclutano.

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World War Z

Partendo dal presupposto che, di per sé, il concetto stesso di zombie sia una grossissima puttanata presa in giro dal punto di vista fisico/chimico/ROTFL, ho letto questo libro con il piglio sornione di uno che si sforza di sospendere la sua incredulità per capire se il fantomatico libretto ( scritto dal figlio di Mel Brooks, mica pizza e fichi! ) fosse solo un’enorme, ennesima montatura pubblicitaria.
Dopo un inizio titubante, pagina dopo pagina, ne sono rimasto letteralmente ingabbiato.
Quello che mi ha meravigliato sopra ogni cosa è stata l’imponente mole di informazioni e ricerca bellico/strategica che l’autore ha saputo portare a termine e organizzare in un modo così convincente.
Per certi versi, più che leggere una storia sui morti viventi, sembra di osservare l’evoluzione di un risiko globale in conseguenza di un’apocalisse zombie.
Si assiste all’inesorabile avanzata di un nemico che travolge eserciti e popolazioni incredule e totalmente impreparate ad affrontarlo.
Così come gli avversari europei di Hitler, ancorati alle tattiche ottocentesche e alla guerra di trincea, venivano spazzati via dalla guerra lampo tedesca, le macchine belliche più avanzate del globo soccombono restando ancorate alle metodologie tradizionali. Non rendendosi conto, da subito, di quanto siano più efficaci metodi semplici come un freddo cecchino appostato che abbatte il nemico con UNA sola economica pallottola, piuttosto che una costosissima pioggia di bombe a frammentazione, che, al contrario, il nemico (QUESTO nemico) lo fanno solo strisciare.
Un avversario molto particolare soprannominato ZOM, così come i vietnamiti furono i CHARLIE, che abbatte l’antagonista e lo recluta automaticamente tra le sue file.

Stamani mi vedo un po’ sciupatino

Stupisce quanto l’autore si sia perso dietro alla questione. Ipotizzando strategie che tengono in considerazione tutti gli aspetti del campo di battaglia, dalla morfologia del territorio al retaggio culturale dei popoli coinvolti.

È la storia di un rapporto ONU censurato quella che viene narrata in World War Z.
Anni dopo la fine della guerra contro i non morti, il protagonista si muove in giro per il mondo raccogliendo testimonianze e raccontando l’evoluzione di un cambiamento imposto dal precipitare degli eventi.
Sarebbe difficile riuscire a riassumere in poche righe tutta la storia che alla fine non è altro che un mosaico perfetto di molti racconti.
Per dare un’idea cito gli accadimenti più importanti:

  1. La prima comparsa in massa degli zombi, in una baraccopoli sudafricana.
  2. Le ville dei VIP di Los Angeles trasformate in fortezze e prese d’assedio dai poveracci della middle-class in fuga dai morti viventi.
  3. La rocambolesca fuga di un otaku giapponese da una Tokyo incapace di sopravvivere agli zombi.
  4. La “battaglia di Yonker”, in cui decine di migliaia di mostri riescono ad avere la meglio sulla modernissima fanteria dell’esercito statunitense.
  5. Le battaglie per “liberare” i sotterranei di Parigi.

Tra atti di vigliaccheria, gesta eroiche, decisioni stupide, trovate geniali, vicende personali e catastrofi che coinvolgono milioni di persone, la guerra contro gli zombi prosegue fino alla vittoria, ma le cose non potranno mai essere più quelle di prima. Il mondo, dopo il flagello degli zombi, sarà ben diverso da quello attuale.
Insomma, una buon libro che vi può regalare delle sane nottate di ansia proprio a causa della sua attendibilità strategica. Il tutto in attesa della sfortunata conversione cinematografica col mascelluto Bredpitte, che si trascina stancamente ( come un morto vivente appunto ) da ormai più di due anni.

GIUDIZIO
arroganza

Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato più o meno recente ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con se stesso ma non ancora falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai giochini vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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